Fausto Rossi

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Fausto Rossi
Fausto Rossi live @ First Floor (Pomigliano).JPG
Faust'O a Pomigliano
NazionalitàItalia Italia
GenereNew wave
Rock
Periodo di attività musicale1977 – in attività
Strumentovoce, chitarra, pianoforte
EtichettaAscolto, Dischi Ricordi,
Album pubblicati10
Studio10
Raccolte1
Sito ufficiale

Fausto Rossi, noto anche con lo pseudonimo di Faust'O (Sacile, 2 gennaio 1954), è un cantautore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fausto Rossi è nato in provincia di Pordenone, ma con la famiglia si trasferirà presto a Milano. All'età di cinque anni incomincia a studiare pianoforte. Ben presto si avvicinerà alla musica inglese e poi a quella punk americana.[1].

Esordi e successo[modifica | modifica wikitesto]

Il suo esordio nel panorama musicale italiano è del 1978, con l'album Suicidio.[2] Il disco, pubblicato con lo pseudonimo Faust'O, si impone per il suo stile originale e innovativo, ispirato alla new wave del periodo. I testi ripetuti in modo ossessivo, i ritmi nervosi e gli arrangiamenti musicali fuori dagli schemi di matrice glam fanno di Faust'O una sorta di David Bowie nostrano.[3]

Nel 1979 esce Poco zucchero, che contiene il suo singolo più famoso, Oh! Oh! Oh!, una sorta di scanzonata bossa nova dalle tinte wave che lo porta a esibirsi anche su palcoscenici televisivi come quello del Festivalbar (dove Rossi si presenta scalzo e con piglio anticonformista). Del loop di questa canzone effettuerà una sorta di doppia cover Massimo Boldi, con un testo diverso e aggiungendo al titolo originale rispettivamente Va Bene!, e Che peperino rap nei due lati del singolo.[4]

Gli anni ottanta vengono inaugurati con l'album J'accuse, amore mio, seguito nel 1982 da Out Now, un disco essenzialmente strumentale che affonda le sue radici nella cosiddetta musica concreta. Nel 1980 produce il brano Babylonia/Ora che sto per tirare le cuoia di Bryan Cazzaniga's Rockabilly Rebels per l'etichetta indipendente Koka Records.[5]

Nella primavera del 1983 Fausto pubblica l'album Faust'O. Quest'ultimo, che si avvale della produzione di Alberto Radius, è considerato il suo capolavoro.[6]

Nel 1985 esce Love Story, album cantato in inglese che segna un cambiamento di rotta e l'inizio di una nuova carriera.

Prima pausa e cambio di nome[modifica | modifica wikitesto]

Da quel momento Fausto fa perdere le tracce di sé per alcuni anni, durante i quali si dedica alla ricerca di altre espressioni musicali, come la musica contemporanea e l'etnomusicologia. Acquisterà così maggior consapevolezza del materiale sonoro, che gli sarà utile per la successiva attività di produttore discografico. Dal disco successivo l'artista abbandonerà il suo nome d'arte, tornando a chiamarsi semplicemente Fausto Rossi. Questo cambio di nome sottolinea anche un distacco affettivo dai lavori fatti con l'etichetta CGD.[7] Nel 1992 vede la luce l'album Cambiano le cose, a nome Fausto Rossi.[8] In questo lavoro, i cui suoni sono creati tramite un computer, l'autore si limita a "definire i confini" delle canzoni. In un brano, ossia Morbide macchine, l'unico definibile pop, collabora come autrice Laura Valente.

Nel 1994, dopo alcune vicissitudini personali, incomincia a lavorare sul disco pubblicato l'anno seguente, dal titolo L'erba. L'utilizzo delle macchine è stato rimosso nuovamente; basso, batteria e chitarra ritornano a farla da padrone. Il disco può essere definito pop-rock.

Nell'estate 1995, Fausto si trasferisce in collina in una casa isolata, in cerca di "silenzio". Nella primavera dell'anno seguente comunica che comincia a lavorare sul suo nuovo progetto. L'unico strumento elettronico che utilizzerà sarà il registratore: ne esce un album di matrice blues. Il disco, intitolato Exit, vede la luce nella primavera del 1997. Inoltre, nel 1995, ha prodotto interamente l'album Lungo i bordi dei Massimo Volume (Mescal).

Seconda pausa e ritorno nel 2009[modifica | modifica wikitesto]

Dopo questi lavori, Fausto Rossi si ritira nuovamente dalla scena pubblica, rendendosi praticamente invisibile. Questo evento sposterà l'attenzione dell'opinione pubblica dalla figura del musicista a quella dell'uomo.

Nel dicembre 2005 è riapparso in pubblico in due concerti a Roma e Brescia, dove ha proposto nuove canzoni. Fausto aveva continuato a lavorare in silenzio, lontano da qualsiasi circuito mediatico e di establishment artistico, come era da sempre nella sua personalità. Negli anni successivi si dedica con cura al suo rientro nel mercato discografico.

Nel 2008 esce Dentro questo specchi, album tributo a Faust'O/Fausto Rossi che vede la partecipazione di tanti artisti e gruppi emergenti (Roulette Cinese, Iso) affiancati da veterani quali Maurizio Arcieri dei Krisma, Luca Cirillo (tastierista di Emma), Joyello Triolo, Fabrizio Tavernelli degli AFA e un concept scritto da Matteo B. Bianchi. Cinque anni più tardi, con lo stesso titolo, il progetto diventerà un libro[9][10] , scritto da Joyello Triolo che ripercorre la discografia di Rossi e comprende, in calce, i QR Code per il download delle cover apparse nel CD del 2008 più alcune nuove realizzate per l'occasione da Umberto Palazzo, NG, Tala e Atom-Ra (la band che accompagnò Faust'O nelle registrazioni dello storico esordio Suicidio) e molti altri.

Nel 2009, dopo circa 11 anni dal precedente lavoro, esce il suo disco Becoming Visible, inciso per l'etichetta indipendente Interbeat di Roma, abbastanza attiva nel circuito della scena cantautorale italiana. Si tratta di un lavoro molto intenso e scarno, costituito da 8 ballate d'autore con testi in inglese. All'album hanno collaborato i chitarristi Massimo Betti e Stefano Brandoni, il bassista Franco Cristaldi, mentre Fausto, oltre che cantare, ha suonato il pianoforte.

Nel 2010 pubblica l'album Below the Line e collabora con gli Egokid all'album Ecce homo (2011).

Nel 2012 esce l'album Blank Times (Interbeat), mentre nel 2014 pubblica il singolo Dogma, realizzato con Flavio Giurato e Rosybindy[11].

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Come Faust'O[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Come Fausto Rossi[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • 1997 - LA1919 Giorni felici

Produzioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fausto Rossi, su Rockit.
  2. ^ (EN) Faust'o, su Discogs. URL consultato il 1º giugno 2018.
  3. ^ Mimma Schirosi, Faust'o. Un patto col tormento, su OndaRock.
  4. ^ (EN) Massimo Boldi - Oh! Oh! Oh! (...Va Bene!), su Discogs. URL consultato il 1º giugno 2018.
  5. ^ (EN) Bryan Cazzaniga's Rockabilly Rebels* - Babylonia / Ora Che Sto Per Tirare La Cuoia, su Discogs. URL consultato il 1º giugno 2018.
  6. ^ (IT) Faust’O (1978-1980), in L'ultima Thule, 11 maggio 2013. URL consultato il 1º giugno 2018.
  7. ^ Emidio Clementi, Fausto Rossi (Faust'O), su Rockit, 27 settembre 2009. URL consultato il 29 settembre 2009 (archiviato dall'url originale l'8 ottobre 2009).
  8. ^ (EN) Fausto Rossi, su Discogs. URL consultato il 1º giugno 2018.
  9. ^ Dentro Questi Specchi - Recensione di Antonio Bacciocchi, su tonyface.blogspot.fr.
  10. ^ Triolo, Joyello., Dentro questi specchi : Faust'o/Fausto Rossi : discografia, Crac, 2014, ISBN 9788897389156, OCLC 900465963.
  11. ^ "Dogma": il singolo di Fausto Rossi, Rosybindy e Flavio Giurato, su Music Room, 8 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 2 ottobre 2015).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cesare Rizzi (a cura di), Enciclopedia del rock italiano, Milano, Arcana, 1993, ISBN 8879660225. pagg. 449
  • Livia Satriano, Gli altri Ottanta. Racconti dalla galassia post-punk italiana, Agenzia X, 2014, ISBN 978-88-95029-99-3.
  • Joyello Triolo, Dentro questi specchi. Faust'o Rossi discografia, Crac Edizioni, 2015, ISBN 978-88-97389-15-6.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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