Fatalità (film 1991)

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Fatalità
Titolo originaleFatalità
Lingua originaleitaliana
Paese di produzioneItalia
Anno1991
Durata92 minuti
Rapporto1,33:1
Generesentimentale, drammatico
RegiaNinì Grassia
SoggettoNinì Grassia
SceneggiaturaNinì Grassia
ProduttoreNinì Grassia
Produttore esecutivoNinì Grassia
Casa di produzioneP.A.G. Film International
Distribuzione in italianoP.A.G. Film International, Quality Home Video
FotografiaLuigi Ciccarese
MontaggioRoberto Colangeli
MusicheNino D'Angelo, Antonio Annona
ScenografiaAntonella Pansera
CostumiAnna Maffeo
TruccoEnrico Bonante
Interpreti e personaggi

Fatalità è un film drammatico del 1991, diretto da Ninì Grassia.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nino Santoro, giovane rappresentante di calzature, è felicemente sposato con Anna, finché conosce Barbara Chierici, figlia di un noto industriale, iniziando una relazione extra-coniugale. La donna lo coinvolge in una truffa organizzata da lei ai danni della ditta per cui lui lavora; Nino, così, abbandona la moglie e fugge a Roma con Barbara. Dopo sette anni, di cui quattro trascorsi in prigione per truffa, Nino torna a Napoli facendosi dare un passaggio da Gino Ramaglia, un cantante che si arrangia facendo mille mestieri, diventando subito amici; Gino decide inoltre di aiutare l'amico ospitandolo a casa sua e trovandogli lavoro come cameriere. Un giorno Nino sventa uno scippo ai danni di Aristide Iannotti, noto ingegnere proprietario di un cantiere navale, il quale, per sdebitarsi, gli propone di assumerlo come maggiordomo a casa sua; alla fine accetta coinvolgendo anche Gino. Aristide ha una figlia di nome Antonella, che immediatamente ha una simpatia per Nino, ma al ritorno della madre per un viaggio, Nino scopre che la madre della bambina non è altro che la sua ex moglie Anna, che aveva abbandonato tempo prima, quand'ella era ancora incinta di Antonella. Infatti, la donna aveva conosciuto Aristide assistendone la madre come infermiera e l'aveva sposato. A causa poi dell'odio implacabile verso Nino, considerato come se fosse morto, tenta di farlo sentire ridicolo dicendogli la verità sulla bambina. Antonella intanto invita Nino a partecipare alla sua Prima Comunione: all'inizio accetta ma, dopo avere rivelato tutto ad Aristide, decide di partire per Milano, evitando di partecipare alla comunione della figlia, che però riesce comunque a raggiungerlo alla stazione prima della partenza.[1]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Quarto e ultimo film di Nino D'Angelo girato da Ninì Grassia, vede nel cast anche Francesco Paolantoni (altro attore lanciato dal regista), Nina Soldano, Gabriele Villa e la piccola Maridea Santovito, una delle due bambine impegnate nei film di Grassia. In questo film stranamente Nino D'Angelo è doppiato anziché come in altri film utilizzare la propria voce.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato prodotto dalla P.A.G. Film International.[2] Il film è stato girato a Napoli, Ravello, Amalfi e Vietri sul Mare.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Nel film sono presenti le seguenti canzoni:

  • Nun te pozzo perdere (N. D'Angelo, A. Annona R.Scotto)
  • Mente-cuore (B. Lanza, A. Annona, N. D'Angelo)
  • Chi ce stà (N. D'Angelo, G. D'Alessio)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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