Lo studente

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Lo studente
Lingua originaleItaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1982
Durata102 min
Generecommedia
RegiaNinì Grassia
SoggettoNinì Grassia
SceneggiaturaNinì Grassia
ProduttoreNinì Grassia
Casa di produzioneGiada Cinematografica
Distribuzione (Italia)Indipendenti Regionali, General Video
FotografiaLuigi Ciccarese
MontaggioFranco Malvestito
MusicheNino D'Angelo, Franco Chiaravalle
Interpreti e personaggi

Lo studente è un film commedia del 1982 diretto da Ninì Grassia, che cura anche la produzione, il soggetto e la sceneggiatura.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mario Ferrara di Villalta, un nobiluomo, assume il povero Nino Esposito, un giovane studente in procinto di diplomarsi come ragioniere che, segretamente, è il confidente di don Alfredo Spinosa, un boss della Camorra e padre di Roberto, suo compagno di classe, e gli affida l'incarico di segretario, ignaro dei rapporti del giovane con la malavita. Essendo molto amico di Roberto, Nino acconsente ad accompagnarlo ad una festa che si tiene nella lussuosa villa di proprietà di una ragazza di nome Claudia Vieri, figlia di un industriale amico di don Alfredo.

Claudia rimane ammaliata dalle capacità canore di Nino e quest'ultimo si innamora così tanto di lei da raccontare un'infinita sequela di bugie a lei, al suo amico e a Patrizia, la sua fidanzata. Dopo essere stato scoperto, però, Nino rivela la verità a Claudia, dicendole che sua madre è la domestica che lavora a casa sua.

Intanto don Alfredo progetta un furto: si tratta di un dipinto di un allievo del Caravaggio da regalare ad un altro boss malavitoso all'estero. Il dipinto è di proprietà del barone di Villalta e don Alfredo e i suoi uomini chiedono a Nino di collaborare con loro per la riuscita del furto. Anche se molto riluttante perché non ha mai commesso un furto in vita sua e perché non vuole tradire la fiducia del barone, Nino alla fine accetta. Tuttavia, sia lui che i due scagnozzi di don Alfredo, Riccio e O'marsigliese, sono poco accorti e il piano fallisce. I due scagnozzi riescono a fuggire, mentre Nino viene arrestato. Tuttavia, appena dopo averlo consegnato alla giustizia, il barone scopre tramite Orazio, il suo domestico, che il ragazzo è suo figlio.

Risolto l'equivoco, il barone di Villalta si reca dal commissario Marsala per ritirare la denuncia, dopodiché al catasto firma un atto tramite il quale dichiara di lasciare in eredità tutti i suoi beni a Nino e sua madre. Durante un colloquio tra il barone e il commissario Marsala il brigadiere Capone, un poliziotto corrotto confidente di don Alfredo, rivela agli uomini di don Alfredo che Nino è stato scarcerato e che andrà nel suo locale preferito: il Privé.

Il barone decide di raggiungere Nino in discoteca, ma anche "Riccio" e "O' Marsigliese", i due uomini di fiducia del boss, prendono la stessa decisione, dopo aver architettato l'omicidio di Nino, per evitare che al processo sveli tutti gli intrallazzi della banda. Saputo del piano diabolico, Claudia respinge Roberto e corre immediatamente a casa di Rosaria, la madre di Nino, per avvertirla del pericolo che il ragazzo sta correndo e, pertanto la prega di raggiungere al più presto possibile la discoteca insieme a lei.

Intanto Riccio e O'Marsigliese fanno irruzione e prendono le loro pistole. Il barone si frappone tra Nino e i suoi assassini e viene gravemente ferito. Agonizzante, Mario di Villalta esprime un ultimo desiderio, chiedendo a Nino di chiamarlo "papà" e muore tra le braccia di suo figlio e di Rosaria.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

È tra i primi film con soggetto curato dal regista, il terzo dei cinque film girati da Grassia con Nino D'Angelo. È stato il penultimo film di Jenny Tamburi. Il film riscuote un discreto successo commerciale.[senza fonte] Le scene sono state girate a Napoli e a Castel Volturno nelle località di Baia Verde e Pinetamare~Villaggio Coppola

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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