Equi Terme

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Equi Terme
frazione
Equi Terme – Veduta
Veduta di Equi Terme
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Massa-Carrara-Stemma.png Massa-Carrara
Comune Fivizzano-Stemma.png Fivizzano
Casola in Lunigiana-Stemma.png Casola in Lunigiana
Territorio
Coordinate 44°10′11.82″N 10°09′17.6″E / 44.16995°N 10.15489°E44.16995; 10.15489 (Equi Terme)Coordinate: 44°10′11.82″N 10°09′17.6″E / 44.16995°N 10.15489°E44.16995; 10.15489 (Equi Terme)
Altitudine 250 m s.l.m.
Abitanti 131 (2011)
Altre informazioni
Cod. postale 54013
Prefisso 0585
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti equese, equesi;[1] equense, equensi[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Equi Terme
Equi Terme

Equi Terme è una frazione a metà tra i comuni italiani di Fivizzano e di Casola in Lunigiana, nella provincia di Massa-Carrara, in Toscana.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situato nella parte orientale della Lunigiana, il paese sorge sulle pendici del Pizzo d'Uccello, rilievo delle Alpi Apuane. Presso il canyon detto "Solco di Equi" si possono osservare i fenomeni geologici della valle glaciale del Pizzo d'Uccello.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Francesco, veduta frontale

Chiesa di San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Francesco, posta al centro del borgo antico, era sorta tra il X e XI secolo come una cappella molto più piccola, con abside ad oriente, dove ora sorge il campanile risalente al XVIII secolo. La facciata è rivolta ad occidente, sul lato ovest della chiesa dove è visibile l'antica porta di accesso, oggi murata. L'attuale facciata risale presumibilmente alla metà del XII secolo grazie alla presenza dell'arco sopra il portale in chiaro stile arabo. L'interno è di periodo barocco ed è datato intorno alla metà del XVIII secolo. L'intitolazione a san Francesco deve essere avvenuta molto più tardi rispetto all'epoca di ristrutturazione e ampliamento della chiesa, dal momento che la diffusione del culto avvenne solo alla fine del XIII secolo.

Santuario della Madonna del Bosco[modifica | modifica wikitesto]

Con "Madonna del Bosco" è inteso il miracolo avvenuto il 7 giugno 1608 nel bosco che sovrasta Equi Terme, con l'apparizione della Madonna a due giovani pastorelle su di una rupe del Pizzo d'Uccello. Secondo la tradizione, la Madonna apparve alle ragazze, disperate per aver perduto il loro gregge, e le avrebbe tranquillizzate ed esortate a parlare con gli altri abitanti del villaggio affinché erigessero su quella rupe una cappella.[2]

Secondo la tradizione, alcuni eventi ritenuti "miracolosi" continuarono a coinvolgere questa chiesa. Inizialmente, il santuario doveva essere edificato poco più in basso rispetto al punto indicato, poiché la strada per raggiungerlo era troppo impervia e distante. Una volta cominciati i lavori, una mattina, gli operai recandosi al cantiere non trovarono più nulla di ciò che avevano già costruito: di fronte a questo "prodigio", tutti si convinsero di realizzare la cappella nel luogo esatto dell'apparizione. Un secondo evento "miracoloso" pare sia avvenuto tra gli anni 1706 e 1708 quando ad Equi giunse, da Carrara, una statua di marmo della Madonna con il Bambino. Gli abitanti pensarono di esporla nella chiesa parrocchiale di San Francesco prima di portarla aul monte, ma la mula sulla quale era sistemata si impuntò rifiutandosi di salire in paese, e bensì prese la via del monte fermandosi davanti alla porta del santuario.

Il santuario è posto con la facciata rivolta ad oriente appoggiato ad un piano roccioso, in gran parte artificiale. Si tratta di un fabbricato dal prospetto a capanna originariamente intonacato, con un oculo circolare, assiale rispetto al portale in marmo ed alle due finestrelle laterali poste in basso, appena sopra i sedili in pietra. Un portico costruito, per volere della popolazione, nel 1954, in cemento armato, altera la facciata che, in questa parte, è privata dell'intonaco. L'interno è costituito da un'aula rettangolare coperta da una volta a botte lunettata che l'ordine gigante di tipo toscano scandisce in tre campate contenenti le arcate delle cappelle. Il presbiterio è un corpo esterno alla parete di fondo dell'aula che si apre nella misurata proporzione dell'arco trionfale, generatore della volta a crociera che ricopre il vano. La parete di fondo contiene il dossale in stucco con l'immagine della Vergine ai lati del quale su mensole marmoree si collocano le statue di sant'Antonio e san Francesco. Questa composizione è parte integrante dell'architettura dell'altare maggiore, con il paliotto in marmi policromi, di gusto ligure. All'interno è inoltre conservato un bassorilievo in marmo datato 1706 che raffigura la scena dell'apparizione, con la Vergine in alto a lato, in atteggiamento materno che prende per mano le due pastorelle, mentre sullo sfondo il monte è ricoperto di lecci e carpini. Collocato inizialmente sopra il portale di ingresso, venne poi spostato (1954) in concomitanza con i lavori eseguiti attorno al portale, e successivamente, a seguito dei lavori di riparazione del tetto nel 1981, la formella fu spostata all'interno del santuario. Lo scultore di questa opera è ignoto. Il bassorilievo reca inoltre un'iscrizione in lingua latina, che qui si riporta insieme alla traduzione:[3]

(LA)

« Da Coeli Regina tuum celebremus honorem
His etiam si tuis suscipe Virgo preces.
Hic Tu es nostris apparuere puellis
Aspectu et montes hos adornare tuo.
Hic ciciro tibi sacram contruximus edem
Ex donis hominisque tribuere preces
Sit nulli nunc Virgo hos grave ascendere montes.
O Coeli Regina choris celebrata beatis
Laudibus hos montes fac resinare tuis »

(IT)

« Donaci o Regina del Cielo di celebrare i tuoi onori
e di questi tuoi fedeli accogli o Vergine i voti.
Qui Tu ti degnasti di apparire alle nostre fanciulle
ed adornare del tuo aspetto questi monti.
Qui pertanto a te innalziamo questo sacro tempio
con doni votivi ed eleviamo preghiere
affinché a nessuno ora sia grave, o vergine, ascendere questi monti.
O regina del cielo celebrata dai cori beati
fa' risonare questi monti delle Tue lodi. »

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Terme di Equi[modifica | modifica wikitesto]

A Equi Terme è presente una fonte termale sulfurea di cui già gli antichi romani avevano riconosciuto le proprietà curative: ne è prova la pavimentazione marmorea rinvenuta nel luogo dove sorge l'odierno stabilimento termale. Alla fine del XIX secolo, infatti, fu costruito l'Hotel Radium (oggi Hotel Terme) con le piscine termali usate per cure inalatorie e bagni caldi. La struttura fu aquistata nel 1989 dal Comune di Fivizzano e riqualificata.[4].

Parco culturale delle Grotte[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco culturale delle Grotte di Equi Terme è stato istituito per far conoscere il complesso carsico sotterraneo di Equi, con cavità, cunicoli, sale, stalattiti, stalagmiti e laghi sotterranei.

Con il termine "tecchia" si indica un riparo sotto roccia e così è chiamata la grotta più nota del complesso carsico della valle del Lucido. La Tecchia divenne nota solo nel 1909 dopo che l'archeologo Giovanni Podenzana ne indicò l'interesse; essa si raggiunge attraverso il sentiero che sale sulla parete sinistra della valle del Fagli ed è comunicante con la grotta della Buca. Durante le campagne di scavo tra il 1972 e il 1983 furono ritrovate tracce dell'uomo di Neanderthal del Paleolitico medio, utensili in pietra riferibili alla cultura musteriana e resti di animali, quali l'orso speleo. Sarà poi riutilizzata nel III millennio a.C., durante l'Età del rame, come luogo di sepoltura ed più avanti nel Medioevo come riparo.[5]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Equi Terme è lambita dal percorso della viabilità provinciale di Massa e Carrara, sulla quale sono svolte autocorse in servizio pubblico a cura di CTT Nord.

È inoltre presente una fermata ferroviaria, servita dai treni che percorrono la ferrovia Lucca-Aulla.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 635.
  2. ^ Giovanni Ranieri Fascetti, Equi Terme e la valle del Lucido. Storia e leggenda di una valle e dei suoi paesi, Fornacette (PI), C.L.D. Libri S.r.l., 2003, pp. 44–45, ISBN 88-7399-021-5.
  3. ^ Dorina Pietrini e Maria Luigia Zanardi Mazzali, -Cronaca e storia di val di Magra. Equi Terme, giugno 1608: uno straordinario evento, XIV, Aulla (MS), Centro aullese di ricerche e studi lunigianesi "Giulivo Ricci", 2012, p. 103.
  4. ^ Terme di Equi, termediequi.it. URL consultato il 27 febbraio 2013.
  5. ^ Giovanni Ranieri Fascetti, Equi Terme e la valle del Lucido. Storia e leggenda di una valle e dei suoi paesi.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]