Enrico Cardile

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Enrico Cardile, pseudonimo Eli Drac (Messina, 19 marzo 1884Siracusa, 13 marzo 1951), è stato uno scrittore, poeta e giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Messina il 19 marzo 1884 da Salvatore, impiegato, e da Santa Barbera. Dopo gli studi di indirizzo tecnico, si diplomò ragioniere, frequentò con altri coetanei G. A. Cesareo che molto contribuì alla sua formazione e che egli considerò sempre come maestro. Fu estimatore di Giosuè Carducci, la cui poesia egli riteneva essere "quanto di meglio ha prodotto la nostra poesia dopo Dante e dopo Foscolo". In seguito fu attratto dalla personalità e dall'opera di Giovanni Pascoli, che allora insegnava a Messina, e infine da Gabriele D'Annunzio. Egli s'impegnò nel tentativo di una poesia di indirizzo "simbolista" di cui pubblicò numerosi saggi nella rivista messinese d'avanguardia Ars Nova, espressione di un gruppo di giovani intellettuali di cui egli stesso faceva parte, fra i quali dominava intellettualmente Angelo Toscano, anch'egli poeta. Con lo stesso fondò, nel 1900, un giornale letterario Le Parvenze che ebbe brevissima vita. Divenne amico di Gian Pietro Lucini, e gli restò amico e ammiratore anche a molti anni dall'esaurimento del movimento futurista.

Fu inoltre curatore di alcune opere italiane del poeta e intellettuale armeno Hrand Nazariantz, e si occupò dell'opera di Paul Vulliaud e di Raimondo Lullo.

Nel marzo del 1935 si trasferì a Siracusa, dopo una breve permanenza a Palermo nel 1940, dove collaborò al quotidiano locale L'Ora. Di Cardile sono note alcune polemiche e i rapporti con alcuni intellettuali legati ai movimenti delle avanguardie primonovecentesche e al pensiero massonico ed esoterico.

Nel dopoguerra partecipò - mantenendo la sua posizione di esteta animato da un estremo idealismo - all'attività di un gruppo di giovani letterati siracusani impegnati in un generico ritorno alla "poesia". Deluso, anche sotto l'influsso degli eventi, di quelle correnti di pensiero che lo avevano attratto in precedenza, rivolse la sua attenzione più che mai alle antiche civiltà dell'Oriente e alle scienze esoteriche, occupandosi fra l'altro dell'opera di René Guénon. Morì a Siracusa il 13 marzo 1951.

Bibliografia principale[modifica | modifica wikitesto]

  • Le poesie di Enrico Cardile dette le Apocalissi cui preambula il Cannizzaro, Messina, Toscano 1904.
  • I canti, Messina, Trinchera, 1906
  • Alessandro Manzoni. Introduzione allo studio sul Manzonismo, Milano, Edizioni Futuriste di Poesia, 1910.
  • Pel Verso Libero, Firenze, Edizioni del Quartiere Latino, 1913
  • Determinazioni, precedute dalla Metafisica di Determinazioni di Gian Pietro Lucini, Palermo, Trimarchi, 1915
  • L'istrumentazione verbale, Napoli, Morano, 1916
  • Sintesi, Catania, Studio editoriale moderno, 1923
  • L'Umanesimo come fondamento spirituale del genio italico, Bologna, Zanichelli, 1929
  • Esegesi del Ministero poetico, Lanciano, Carabba, 1931
  • Amore, tuo piccolo errore, Catania, Studio editoriale moderno, 1934
  • La Filosofia della tradizione e l'opera di Paul Vulliaud, Catania, Prampolini, 1934
  • Rapporto sulle cose Divine, l'Archeometro, eidzione R.Mascali, 1946
  • Lettere a Lucini, a cura di Simone Nicotra, Caltanissetta, Lussografica, 2005.
Controllo di autorità VIAF: (EN88849454 · LCCN: (ENn2006034535 · SBN: IT\ICCU\RAVV\041576 · ISNI: (EN0000 0000 7819 2576 · GND: (DE119354802 · BNF: (FRcb15586658s (data) · BAV: ADV10146099