Emma di Normandia

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Emma di Normandia
EmmaNormanská hlava.jpg
Regina d'Inghilterra
In carica 1002-1013
Sigrid la Superba
1014-1016
Ealdgyth
1017-1035
Predecessore Ælfgifu di York
Successore Edith di Wessex
regina consorte di Danimarca
In carica 1018 –
1035
Predecessore Sigrid la Superba
Successore Gyda di Svezia
regina consorte di Norvegia
In carica 1028 –
1035
Predecessore Astrid Olofsdotter
Successore Elisiv di Kiev
Nascita 985 circa
Morte Winchester, 14 marzo 1052
Luogo di sepoltura Cattedrale di Winchester
Dinastia Casa di Normandia
Padre Riccardo Senza Paura
Madre Gunnora
Coniugi Etelredo II d'Inghilterra
Canuto I di Danimarca
Figli Goda
Edoardo e
Alfred, di primo letto
Canuto e
Gunilde, di secondo letto
Religione cattolica

Emma di Normandia (in inglese antico: Ælfgifu; 985 circa – Winchester, 14 marzo 1052), fu regina consorte d'Inghilterra due volte, la prima (in due tempi) come seconda moglie di Etelredo II d'Inghilterra e poi come seconda moglie di Canuto I di Danimarca. Due suoi figli (uno per ogni marito) e due figliastri (anch'essi uno per ogni marito) divennero Re d'Inghilterra, così come il suo pronipote Guglielmo il Conquistatore. Fu anche regina consorte di Danimarca (un figlio fu re di Danimarca) e regina consorte di Norvegia (un figliastro fu re di Norvegia).

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Emma, sia secondo il monaco e cronista normanno, Guglielmo di Jumièges, nella sua Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, che secondo il cronachista, priore dell'abbazia di Bec e sedicesimo abate di Mont-Saint-Michel, Robert di Torigny, nella sua Chronique, era figlio di Riccardo I Senza Paura Jarl (equiparabile al nostro conte) dei Normanni e conte di Rouen, e della moglie, Gunnora[1][2] (950-5 gennaio 1031), di cui non si conoscono i nomi degli ascendenti, ma di nobile famiglia di origine vichinga (nobilissima puella Danico more sibi iuncta)[1] (Gunnor ex nobilissima Danorum prosapia ortam)[2].
Riccardo I Senza Paura era figlio naturale (in quanto l'unione era secondo il more danico o uso vichingo, pagano, secondo Guglielmo di Jumièges[3]) di Guglielmo I Lungaspada Jarl (equiparabile al nostro conte) dei Vichinghi e conte di Rouen, che era stato anche duca di Bretagna, e della sua sposa, Sprota[4], che, secondo i Flodoardi Annales era bretone[5], di alto lignaggio, come ci informa il cronista normanno decano della collegiata di Saint-Quentin, Dudo di Saint-Quentin[6].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre di Emma, Riccardo I morì a Fecamp in Normandia il 20 novembre 996 per cause naturali, come ci conferma Guglielmo di Jumièges[7]. A Riccardo I succedette il figlio, Riccardo II il Buono, come ci conferma il monaco e cronista inglese, Orderico Vitale[8].
Nei primi anni di governo Riccardo dovette respingere un tentativo di invasione della penisola del Cotentin da parte del re d'Inghilterra, Etelredo II. Per migliorare le relazioni con il regno d'Inghilterra, Riccardo II favorì il matrimonio della sorella, Emma[9], detta, per la sua bellezza, La rosa di Normandia (lo storico e religioso inglese, Enrico di Huntingdon, nel suo The History of the English People 1000-1154 la citò come Emma Normanorum gemma[10]), col re Etelredo II, come ci conferma la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium[11]. Secondo Enrico di Huntingdon, il fidanzamento avvenne nell'anno 1000, ed il matrimonio seguì nel 1002[10]. Etelredo II, conosciuto come Ethelred the Unready (in antico inglese Æþelred Unræd) era il figlio di Edgardo il Pacifico, re d'Inghilterra (959–77) e di Aelfthryth ed era al suo secondo matrimonio; infatti era vedovo della prima moglie, Ælfgifu di York. L'Anglo-Saxon Chronicle riferisce che Elfgive, Emma figlia di Riccardo I, arrivò in Inghilterra durante la quaresima del 1002[12].
Alcuni storici ritengono che il matrimonio di Etelredo con Emma fosse nato da una strategia degli inglesi per evitare una pericolosa invasione normanna. Essendo infatti il Ducato di Normandia un feudo del Regno di Francia, il principale obiettivo dei duchi era proprio l'Inghilterra che, a quel tempo, era al tempo percorsa dalle faide tra i baroni britannici.

A seguito dell'invasione danese dell'Inghilterra del 1013, ancora secondo l'Anglo-Saxon Chronicle, quando a Etelredo II fu chiaro che non poteva resistere a Sweyn I di Danimarca, con suoi fedeli, si imbarcò sulla flotta che teneva sul Tamigi e, prima la regina, poi i loro figli maschi, (Edoardo il Confessore e Alfred Aetheling) andarono in esilio in Normandia[13]; infine anche Etelredo li raggiunse[13] e Riccardo II li accolse ed ospitò in Normandia[14].

Dopo la morte di Sweyn I di Danimarca, Etelredo II era rientrato in Inghilterra[15], mentre Emma era rimasta in Normandia coi figli, infatti in Inghilterra Etelredo aveva problemi sia col figlio di primo letto, Edmondo, sia col figlio di Swein I, Canuto[16].
Nel 1016, Emma rimase vedova; alla morte di Etelredo II, gli succedette Edmondo II, sempre in lotta con Canuto[17]; i due alla fine si spartirono il regno[17].
Prima della fine deanno, Edmondo II morì e Canuto rimase l'unico re in Inghilterra[17].

Dopo che Canuto I era salito sul trono d'Inghilterra, aveva richiesto in moglie Emma, vedova di Etelredo II[18], che risiedeva in Normandia; secondo Guglielmo di Jumièges, il matrimonio fu celebrato secondo il rito Cristiano[19], divenendo ancora regina consorte d'Inghilterra; i figli maschi di Emma e Etelredo (Edoardo il Confessore e Alfred Aetheling), invece rimasero (in esilio) in Normandia, presso lo zio Riccardo II, affinché li educasse[20].

Emma divenne regina consorte di Danimarca, nel 1018, quando Canuto, alla morte del fratellastro, Aroldo I di Danimarca, andò in Danimarca[21], per prendere possesso del trono.

Emma divenne anche regina consorte di Norvegia, nel 1028, quando Canuto, con 50 navi, andò in Norvegia e sconfisse e scacciò dal regno, che conquistò interamente[22].

Nel 1035, Emma rimase vedova, per la seconda volta; alla morte di Canuto I, gli succedettero, in Inghilterra, Aroldo I[23], il figlio avuto da Ælfgifu di Northampton, e in Danimarca, Canuto II[23], il figlio maschio che Emma aveva dato a Canuto I[19], mentre Emma rimase a vivere a Winchester[23].
Dopo la morte del patrigno, Canuto I, Edoardo e Alfred, nel 1036, tornarono dall'esilio per vedere la madre a Winchester[24]. Questo fatto venne interpretato come una mossa ostile ad Aroldo; Alfred però, catturato da Godwin del Wessex, partigiano di Aroldo, venne accecato[24] e morì poco dopo per ferite ricevute. Edoardo fuggì di nuovo in Normandia e la stessa Emma dovette, l'anno dopo, rifugiarsi nelle Fiandre, a Bruges alla corte del conte Baldovino V di Fiandra[25].

Dopo la morte di Aroldo I, nel 1040, rientrò in Inghilterra da Bruges, suo figlio, Canuto II[26], nuovo re d'Inghilterra[26]; poi fecero ritorno anche Edoardo ed Emma[26].

Alla morte di Canuto II, nel 1042, fu eletto re d'Inghilterra Edoardo il Confessore[27]; secondo lo storico britannico, Frank Barlow,nel suo The Godwins: The Rise and Fall of a Noble Dynasty però Emma avrebbe preferito sul trono inglese Magnus il Nobile, già re di Norvegia e nuovo re di Danimarca, succeduto a Canuto II[10]. A seguito di ciò, sempre secondo l'Anglo-Saxon Chronicle, nel 1043, Emma fu privata di tutti i suoi domini e tutte le sue sostanze[28].
La professoressa Pauline Stafford sostiene che Emma passò gli ultimi anni a Winchester, facendo una vita ritirata[10].

Emma (Lady Elfgiva Emma, the mother of King Edward and of King Hardacnute, the relict of King Ethelred and of King Knute), infine secondo l'Anglo-Saxon Chronicle, morì il 14 marzo 1052[29].

Emma di Normandia potrebbe essersi sempre considerata la "seconda arrivata" rispetto alla prima moglie. In Inghilterra, per rispetto alla prima moglie di Etelredo, Aelfgifu che morì probabilmente di parto (o per le complicazioni successive al travaglio)[30], venne chiamata con lo stesso nome[30], come una mera sostituta. Nel matrimonio con Canuto, la sua figura venne messa in ombra dalla moglie precedente, Aelfgifu di Northampton e venne sempre citata come Aelfgifu di Normandia. Entrambi suoi due matrimoni la confinarono perciò nel ruolo della "seconda Aelfgifu", nome che era propensa ad abbandonare in favore dell'altro, Emma.

Nonostante il suo essere seconda moglie, i suoi nobili matrimoni crearono comunque un forte legame tra l'Inghilterra e la Normandia, legame che avrebbe trovato il suo culmine nel 1066 col suo pro-nipote Guglielmo il Conquistatore.

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Emma a Etelredo II diede tre figli[31][32]:

Emma a Canuto I diede tre figli[33][34]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber IV, cap. XVIII, pag 247
  2. ^ a b (LA) Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel, anno 964, pagina 25
  3. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber III, cap. II, pagina 234
  4. ^ Dopo la morte del padre Guglielmo I Lungaspada, la madre, Sprota si era unita a Eperlengo di Le Vaudreuil da cui aveva avuto un altro figlio, il suo fratellastro, Rodolfo (Raul), conte di Ivry.
  5. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus III, Flodoardi Annales, anno 943, Pag 389
  6. ^ (EN) Dudo of St. Quentin's Gesta Normannorum, capitolo 18
  7. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber IV, cap. XX, pagina 248 e 249
  8. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber III, cap. I, pag 10
  9. ^ Il matrimonio di Emma di Normandia col re d'Inghilterra, Etelredo II, favorì circa sessant'anni dopo le pretese al trono d'Inghilterra del pronipote di Emma, il duca di Normandia, Guglielmo II il Bastardo
  10. ^ a b c d (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: duchi di Normandia - EMMA
  11. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1026, Pag 783
  12. ^ (EN) #ES Anglo-Saxon Chronicle, anno 1002
  13. ^ a b (EN) #ES Anglo-Saxon Chronicle, anno 1013
  14. ^ William John Corbett, "L'Inghilterra dal 954 alla morte di Rdoardo il Confessore", cap. X, vol. IV, pag. 270
  15. ^ (EN) #ES Anglo-Saxon Chronicle, anno 1014
  16. ^ (EN) #ES Anglo-Saxon Chronicle, anni 1014, 1015 e 1016
  17. ^ a b c (EN) #ES Anglo-Saxon Chronicle, anno 1016
  18. ^ (EN) #ES Anglo-Saxon Chronicle, anno 1017
  19. ^ a b c d (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber IV, cap. XVIII, pag 252
  20. ^ William John Corbett, "L'Inghilterra dal 954 alla morte di Rdoardo il Confessore", cap. X, vol. IV, pag. 272
  21. ^ (EN) #ES Anglo-Saxon Chronicle, anno 1018
  22. ^ (EN) #ES Anglo-Saxon Chronicle, anno 1028
  23. ^ a b c (EN) #ES Anglo-Saxon Chronicle, anno 1035
  24. ^ a b c (EN) #ES Anglo-Saxon Chronicle, anno 1036
  25. ^ (EN) #ES Anglo-Saxon Chronicle, anno 1037
  26. ^ a b c d (EN) #ES Anglo-Saxon Chronicle, anno 1040
  27. ^ a b (EN) #ES Anglo-Saxon Chronicle, anno 1042
  28. ^ (EN) #ES Anglo-Saxon Chronicle, anno 1043
  29. ^ (EN) #ES Anglo-Saxon Chronicle, anno 1052 a
  30. ^ a b Trow, M.J., Cnut: Emperor of the North, prima ed., Sutton (2005), pag. 54
  31. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: Re d'Inghilterra - EMMA (ÆTHELRED)
  32. ^ (EN) #ES Genealogy: The House of Cerdic - Emma (Ethelred II "the Unready")
  33. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: Re d'Inghilterra - EMMA (KNUD Svendsen)
  34. ^ (EN) #ES Genealogy: Denmark - Emma (Knud II "the Great")

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • Pauline Stafford. Queen Emma and Queen Edith: Queenship and Women's Power in Eleventh-century England 2001 Blackwell's
  • Isabella Strachan. Emma: The Twice-crowned Queen of England in the Viking Age 2005 Peter Owen
  • Harriet O'Brien. Queen Emma and the Vikings 2005 Bloomsbury U.S.A.
  • William John Corbett, "L'Inghilterra dal 954 alla morte di Edoardo il Confessore", cap. X, vol. IV (La riforma della chiesa e la lotta tra papi e imperatori) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 255–298.
  • William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 5–55.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Regina d'Inghilterra Successore
Ælfgifu di York 1002–1013 Sigrid la Superba I
Sigrid la Superba 1014–1016 Ealdgyth II
Ealdgyth 1017–1035 Edith di Wessex III
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