Domenico Rossetti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando letterato triestino, vedi Domenico Rossetti De Scander.

Domenico Rossetti (Vasto, 10 ottobre 1772Parma, 7 luglio 1816) è stato un letterato italiano. Illuminista poliedrico, fu un poeta estemporaneo,[1] avvocato, filosofo, tragediografo, archeologo e speleologo.[2]

da Martuscelli 1818,  in bibliografia

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Domenico Rossetti nacque a Vasto il 10 ottobre 1772.[3] Sua madre, Maria Francesca Pietrocòla, si era sposata nel 1764 con Nicola Rossetti, da cui ebbe quattro figli: oltre a Domenico, nacquero Andrea, Antonio e Gabriele.[4]

Nel 1792, Domenico Rossetti si trasferì a Napoli per studiare giurisprudenza. Tuttavia, a causa della cattiva situazione politica, emigrò a Roma, dove studiò filosofia, greco ed ebraico. Nel 1798, con l'invasione francese dello Stato Pontificio e l'istituzione della Repubblica romana, riparò all'Elba:[5] da qui seguì l'occupazione e la successiva liberazione del Granducato di Toscana, che celebrò con il canto La superbia dei Galli punita.[6] Nel 1800 si spostò in Sardegna, sotto la protezione del viceré Carlo Felice:[2] a Sassari compose e rappresentò la tragedia Morte di San Gavino.[7] Nel 1803 si spostò in Provenza, a Nizza, dove scoprì la piramide di Falicon, che gli ispirò un poemetto in 165 ottave, intitolato La grotta di Monte-Calvo.[8][9] In seguito, si trasferì a Torino, dove conobbe Tommaso Valperga di Caluso, e nel 1804 si stabilì a Parma, dove ottenne il titolo di avvocato ed esercitò la professione. Nel 1812 iniziò a dirigere Il giornale del Taro, che poi nel 1814 divenne La gazzetta di Parma,[10] denominazione che ancor oggi mantiene. Nel 1815 ebbe un ictus che lo portò alla paralisi; morì il 7 luglio dell'anno seguente, all'età di 44 anni.[2][11]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Frontespizio della commedia Morte di San Gavino in una ristampa del 1883

Note[modifica | modifica wikitesto]

Domenico Rossetti indica la Piramide, Nizza - disegno di Sophie Lederk pubblicato in La grotta di Monte Calvo, 1803 - immagine tratta da Spadaccini 2014[12]
  1. ^ Antonio Lombardi, Storia della letteratura italiana nel secolo XVIII, vol. 5, Venezia, Francesco Andreola, 1832, p. 125. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  2. ^ a b c Domenico Rossetti, su centrorossetti.eu. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  3. ^ Domenico Martuscelli, Domenico Rossetti, in Biografia degli uomini illustri del regno di Napoli, vol. 5, Nicola Gervasi, 1818, pp. 577-584. URL consultato il 31 dicembre 2016.
  4. ^ La famiglia Pietrocola di Vasto (JPG), su pietrocola.com. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  5. ^ Lino Spadaccini, Domenico Rossetti e le sue battaglie per la libertà, su noivastesi.blogspot.it, 7 luglio 2013. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  6. ^ La superbia dei Galli punita, su centrorossetti.eu. URL consultato il 12 ottobre 2016.
    «Questo canto estemporaneo fu composto da Domenico Rossetti, sotto lo pseudonimo di Stitemenios Veldacodrotos (anagramma di Domenico Rossetti del Vasto), in occasione della liberazione del Granducato di Toscana dall’invasione francese».
  7. ^ Lino Spadaccini, Domenico Rossetti e quei versi ispirati dalla cacciata dei Francesi, su noivastesi.blogspot.it, 8 luglio 2013. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  8. ^ Giuseppe Catania, Domenico Rossetti e la Grotta di Monte Calvo,, su vastospa.it, 29 gennaio 2014. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  9. ^ Eleonora Mugoni, Il fratello perduto: Gabriele e Domenico Rossetti in Gabriele Rossetti a 150 anni dalla morte, in Studi medievali e moderni, nº 2, 2004, p. 175. URL consultato il 12 ottobre 2016.
    «Nei panni dello speleologo ante litteram, nel marzo del 1803, [Domenico Rossetti] si avventurava in una cavità del [...] Monte Calvo, scoprendo nelle viscere della terra un antro, che amò definire fascinoso ed insieme orribile; ne celebrò la scoperta con la pubblicazione di un poemetto di 165 ottave, La Grotta di Monte Calvo, dato alle stampe a Torino, nel 1804, per i tipi di Domenico Pane».
  10. ^ Università degli Studi di Parma, Dottorato di ricerca in Storia, Ciclo XXIV (2009-2011) (PDF). URL consultato il 19 ottobre 2016.
    «Dal 26 gennaio 1812 a Pezzana subentrò nella direzione l'avvocato Domenico Rossetti. Egli si mostrò più attento alle notizie scientifiche e contribuì ad introdurre nel periodico notizie leggere, come favole e indovinelli che il più delle volte incensavano il nome di Napoleone. Con la direzione di Rossetti i supplementi al periodico, da semplici elenchi scritti in francese e riguardanti le vendite per espropriazioni forzate, si trasformano in pagine che arricchiscono i contenuti culturali e di svago della testata».
  11. ^ Luigi Marchesani, Storia di Vasto, città in Apruzzo Citeriore, Napoli, Torchi dell'Osservatore Medico, 1838, p. 349. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  12. ^ retro copertina del libro Pasquale Spadaccini, Domenico Rossetti e la Grotta di Monte Calvo : tra mistero e leggenda, Lanciano, IL torcoliere, 2014, ISBN 978-88-87315-90-5, SBN IT\ICCU\AQ1\0070816.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]