Detour (film 1945)

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Detour - Autostrada per l'inferno
DetourPoster1.jpg
Titolo originale Detour
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1945
Durata 67 min
Dati tecnici B/N
Genere drammatico, noir
Regia Edgar G. Ulmer
Soggetto Martin Goldsmith (romanzo)
Sceneggiatura Martin Goldsmith
Produttore Leon Fromkess, Martin Mooney (produttore associato)
Casa di produzione PRC Pictures
Fotografia Benjamin H. Kline
Montaggio George McGuire
Musiche Erdody
Scenografia Edward C. Jewell
Costumi Mona Barry
Trucco Bud Westmore
Interpreti e personaggi

Detour è un film del 1945 diretto da Edgar G. Ulmer.

Il soggetto è tratto dall'omonimo romanzo di Martin Goldsmith, adattato per il cinema dall'autore stesso.

Sebbene si tratti di un film a basso budget, con il passare degli anni ha riscosso via via considerazione e apprezzamenti fino al prestigioso riconoscimento, avvenuto nel 1992, di essere selezionato per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Al Roberts, un pianista squattrinato di New York, decide di raggiungere in autostop la sua ragazza che è andata a cercare fortuna a Los Angeles. Quando è già nell'Arizona ottiene un passaggio dal facoltoso signor Haskell. Questi si offre di portarlo fino a destinazione dato che è diretto a Los Angeles per effettuare una scommessa su un cavallo.

Al nota delle ferite sulla mano dell'uomo che gli spiega che sono i graffi di una ragazza che ha lasciato lungo la strada dopo un litigio. Quindi, dopo una sosta per la cena, Al sostituisce alla guida Haskell che si addormenta profondamente. Fermatosi per alzare la capotte dell'auto per ripararsi dalla pioggia, Al non riesce a svegliare Haskell che, aperta la portiera, cade rovinosamente a terra restando morto. Convinto che nessuno crederà mai ad un incidente, Al ritiene che potrà portare a termine il suo viaggio solo nascondendo il cadavere e riprendendo la strada con i documenti e i soldi sottratti al morto. Così entra in California spacciandosi per Haskell, quindi dopo una sosta in un motel dà un passaggio ad una ragazza cui però non può mentire. Infatti lei è Vera, la ragazza con cui Haskell aveva litigato e che ora, raggiunto Al, lo crede un impostore e un assassino. Vera minaccia di denunciarlo, così Al accetta le sue condizioni e, giunti nei pressi di Los Angeles, affitta con lei una piccola abitazione. Alla notizia che il ricchissimo padre di Haskell è in fin di vita, Vera vuole che Al impersoni suo figlio per riscuoterne l'eredità. Dal momento che lui non se la sente di spingersi fino a questo, lei minaccia di telefonare alla polizia. Al, nel cercare di strappare il filo del telefono che lei ha già impugnato, ne determina l'accidentale morte.

Stavolta, sebbene involontariamente, è stato certamente lui a causare questa nuova morte e dunque la sua posizione è notevolmente aggravata. Al sente che un inesorabile destino lo ha segnato, impedendogli di raggiungere l'amata Sue e tracciando suo malgrado una scia di sangue dietro di sé che, benché lui provi a fuggire, lo porterà inevitabilmente ad essere arrestato e a pagare ben oltre le sue responsabilità.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sei giorni di riprese e pochi ambienti furono sufficienti a Ulmer per realizzare con un budget bassissimo quello che viene considerato il suo capolavoro. Nato come film di serie B, è infatti diventato col tempo un film oggetto di studio e di culto da parte dei più grandi cineasti, tra i quali Martin Scorsese.

Il piano sequenza finale di 5 minuti, con un continuo squillo di telefono, definito da alcuni critici "da incorniciare", in realtà non esiste. L'inquadratura più lunga del film dura appena 74 secondi.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Per il mercato home video italiano il film è stato distribuito sia con il titolo originale, che con i titoli Detour - Autostrada per l'inferno e Deviazione per l'inferno.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il critico Peter Bogdanovich disse: «Nessuno ha mai fatto buoni film in meno tempo e con meno denaro di Edgar G.Ulmer».

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) National Film Registry, National Film Preservation Board. URL consultato il 4 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2012).

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