Deodato Guinaccia

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Deodato Guinaccia (Napoli, 1510Messina, 1585) è stato un pittore italiano.

Deodato Guinaccia, il Martirio di Santa Lucia, Chiesa di Santa Lucia alla Badia, Siracusa, Sicilia

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

A Napoli Dedodato Guinaccia era l'allievo più importante di Polidoro da Caravaggio(1490-1549), ed ha fatto proprio lo stile di pittura di quest'ultimo, di cui nel 1549 ha acquisito la bottega di Polidoro da Caravaggio, dopo la sua morte.

Nel 1548 i gesuiti fondarono Università degli Studi di Messina, e ci furono molte richieste di pittori ed architetti per i molti progetti di edilizia pubblica o privata.

Poco prima del 1551 Deodato Guinaccia si trasferì a Messina, e nella città e provincià realizzo molti quadri ed affreschi. Dai contemporanei, la composizione, la Chiaroscuro e l'armoniosa atmosfera dei suoi dipinti sono stati elogiati. Molte delle sue opere durante il terremoto di Messina nel 1908, sono state distrutte.

I fratelli Giovan Simone Comandè, Francesco Comandé e Cesare di Napoli sono stati suoi allievi.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Deodato Guinaccia, San Marco, Basilica Cattedrale, Santa Lucia del Mela, Messina, Sicilia
Deodato Guinaccia, Santa Maria del Rosario, Chiesa del Rosario, Santa Lucia del Mela, Messina, Sicilia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jakob Philipp Hackert: Memorie De' Pittori Messinesi E Degli Esteri che in Messina fiorirono dal secolo XII. fino al secolo XIX. Papparlando, Messina 1821.
  • Giuseppe Grosso Cacopardo: Memorie de' pittori messinesi e degli esteri che in Messina fiorirono dal sec. XII sino al sec. XIX. Tipografia Pappalardo. Messina 1821.
  • Maria Farquhar, Catalogo Biografico dei principali pittori italiani, a cura di Ralph Nicholson Wornum, Woodfall & Kinder, Angel Court, Skinner Street, London, 1855, p. 80.
  • Artisti Siciliani

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pagina 57. Giuseppe La Farina, "Messina e i suoi monumenti". [1]
  2. ^ Pagina 33. Giuseppe La Farina, "Messina e i suoi monumenti". [2]
  3. ^ Pagina 56. Giuseppe La Farina, "Messina e i suoi monumenti". [3]

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