Giovanni Simone Comandè

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Giovan Simone Comandè detto anche Cumandeo (Messina, 1558 circa – Messina, 1630 circa) è stato un pittore italiano.

Biografia e opere[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del pittore Stefano Comandè, nacque a Messina alla metà del XVI secolo e vi morì tra il 1626-1633. Dopo i primi rudimenti datigli dal padre, che era allievo di Polidoro da Caravaggio, fu messo a bottega dal conterraneo Deodato Guinaccia. Mandato a Venezia a studiare presso il Veronese, tornò a Messina ed aprì una bottega insieme al fratello Francesco Comandè con il quale collaborò nelle prime commissioni di bottega.

Della sua opera vengono riconosciute due fasi: la prima legata allo stile del Guinaccia e la seconda influenzata dal manierismo veneto, dopo il soggiorno presso il Veronese. Del primo stile non ci sono pervenute molte testimonianze se non una Crocifissione del 1595.

Molte delle sue opere, citate da storici sette-ottocenteschi, sono disperse probabilmente in seguito al Terremoto di Messina che distrusse la città sullo stretto nel 1908. Il tardo manierismo fu in seguito superato, nelle sue ultime tele da un avvicinamento al barocco caravaggesco, che influì in maniera pesante sul suo più famoso allievo: Alonso Rodriguez, le cui opere furono spesso confuse con quelle del maestro lombardo.

Alcune delle sue opere più importanti si trovano oggi nel Museo Regionale di Messina, come La Vocazione di S.Andrea già nell'omonima chiesa, dove si vedono le influenze venete, in particolare quella di Jacopo da Bassano e una tela con Santa Caterina molto più vicina allo stile barocco napoletano.

Nel trattato Memorie De' Pittori Messinesi si dice di lui e del suo stile, rispetto a quello del fratello Francesco:

« i quadri però di Simone si possono facilmente distinguere per quell'aria veneziana, di cui egli si piccava pur troppo »

(p.94)

Mentre il Ticozzi dei due fratelli dice che:

« ed è così diverso lo stile dei due fratelli, che perfino nei quadri eseguiti in compagnia, s'avvisa chiunque nelle diverse figure introdotte nelle storie lo stile della scuola raffaellesca e della veneta »

(Stefano Ticozzi, Dizionario degli architetti, scultori, pittori, Milano, 1830)

Per l'Abate Lanzi nella sua Storia Pittorica dice:

« ha un sapor non equivoco di scuola veneta »

(Luigi Lanzi, Storia pittorica dell'Italia)

Altre opere[modifica | modifica wikitesto]

Se la maggior parte della sua produzione messinese non è più in situ o è perduta, nel territorio contiguo alla città si trovano altre tele del Comandè.

Opere sparse[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuseppe La Farina, pp. 30
  2. ^ a b Giuseppe La Farina, pp. 33
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Grano - Hackert, pp. 94
  4. ^ Giuseppe La Farina, pp. 35
  5. ^ Giuseppe La Farina, pp. 42
  6. ^ Giuseppe La Farina, pp. 47
  7. ^ a b Giuseppe La Farina, pp. 72

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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