Colombia Connection - Il massacro

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Colombia Connection - Il massacro
Titolo originale Delta Force 2: The Colombian Connection
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1990
Durata 111 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85 : 1
Genere azione, avventura, guerra
Regia Aaron Norris
Soggetto James Bruner e Menahem Golan
Sceneggiatura Lee Reynolds
Produttore Yoram Globus e Christopher Pearce
Casa di produzione Cannon
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia João Fernandes
Montaggio Daniel Candib e Michael J. Duthie
Musiche Frédéric Talgorn
Scenografia Ladislav Wilheim
Costumi Katherine Dover
Trucco Ilona Bobak
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Colombia Connection - Il massacro (Delta Force 2: The Colombian Connection) è un film d'azione del 1990, diretto da Aaron Norris, sequel del fortunato Delta Force (1986).

Il film è uscito nelle sale cinematografiche statunitensi il 24 agosto 1990 e in quelle italiane il 6 settembre 1990. In Italia è stato poi pubblicato in VHS e DVD con il titolo Delta Force 2 - Colombia Connection: Il massacro. Il film ha avuto un seguito Delta Force 3 - Missione nel deserto uscito l'anno dopo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Rio De Janeiro, è periodo di carnevale ed è in corso un'operazione da parte dei reparti speciali dell'esercito americano per catturare Ramon Cota, il più potente boss della mafia del mondo. I suoi uomini compiono la strage da parte di Cota nei confronti delle forze speciali ed è l'ennesimo tentativo fallito nel cercare di catturare il signore della mafia.

Vengono quindi incaricati il colonnello Scott McCoy e il maggiore Chavez di porre fine alla questione. I due vengono informati da Miguel, un agente infiltrato nelle attività di Cota, che quest'ultimo viaggerà su un aereo civile in prima classe con due guardie del corpo. McCoy e Chavez salgono dunque sull'aereo, senza faticare sopraffano i due uomini di Cota, ma nel momento di convincere Cota a infilarsi il paracadute per scendere dall'aereo costui si rifiuta, così McCoy decide di lanciarlo nel vuoto privo di paracadute, dopodiché anche McCoy e il suo compagno Chavez si lanciano dall'aereo; per un pelo McCoy riesce ad acchiappare Cota e ad aprire il paracadute prima che raggiunga il suolo.

Cota viene arrestato e portato in tribunale ma la cauzione fissata è di una cifra irrisoria tale da potersi permettere subito la scarcerazione. Chavez, incapace di trattenere la rabbia, reagisce con violenza tirando un pugno a Cota quando ancora è in tribunale; sebbene il giudice chieda a Cota se intende sporgere denuncia, costui risponde negativamente. In realtà Cota non si dimentica dell'affronto subito e si vendica uccidendo a sangue freddo la moglie incinta di Chavez e il fratello del maggiore. Quando Chavez torna a casa e vede suo fratello e sua moglie uccisi capisce che è stato Cota e decide di ammazzare Cota; McCoy gli suggerisce di aspettare ma Chavez agisce di testa propria. Si reca a San Carlos dove si sta giocando una partita di polo e dove Cota è tra gli spettatori ma al momento di avvicinarsi al criminale viene scortato da tre agenti speciali, i quali gli dicono che non si può agire in questo modo; gli uomini vengono presi di sorpresa dagli scagnozzi di Cota e fatti prigionieri. Successivamente alla casa di Cota viene tenuta una riunione tra lui e i suoi principali soci, tra i quali è presente anche Miguel. Cota dice che c'è una spia tra i presenti e uccide Miguel come sospettato perché era la sola persona alla quale confidava i suoi progetti; allo stesso tempo fa uccidere il maggiore Chavez in una camera a gas.

Cota spedisce quindi una cassetta dove mostra quello che è successo a Chavez e informa di tenere prigionieri tre uomini della narcotici nella sua residenza. Il presidente da allora il permesso alla Delta Force di fare irruzione nella residenza del trafficante e si accordano con le forze speciali del luogo per porre fine all'impero del signore della droga. Il piano consiste nell'avere un giorno di tempo per bruciare tutte le coltivazioni di cocaina e di liberare i tre detenuti, sebbene Cota abbia minacciato che li farà uccidere qualora qualcuno tenti di avvicinarsi alla sua residenza. Deciso a liberare i suoi compagni McCoy chiede di partire con 48 ore di anticipo rispetto agli uomini della Delta Force, per avere il tempo necessario di scalare una parete di una montagna di granito non sorvegliata, ritenuta una via di accesso impossibile per fare un'incursione nella villa residenziale del potente mafioso. Mentre lui si prepara gli uomini della Delta Force in elicottero arrivano a San Carlos e distruggono i campi di eroina della zona.

Dopo essere riuscito nell'ardua impresa di scalare la parete della montagna, McCoy entra nella villa del mafioso, mette fuori uso i sistemi di sorveglianza, elimina diverse guardie e libera i tre detenuti. Si arrampica per il balcone ed entra nella camera da letto di Cota, dove ha un difficile combattimento con la sua guardia del corpo numero uno; sebbene ne esca vittorioso viene catturato e imprigionato nella stessa stanza a gas dove è stato ucciso Chavez.

Nel frattempo gli uomini della Delta Force che stanno distruggendo i campi di coltivazione di droga ricevono il messaggio che gli elicotteri del generale Olmedo, stretto amico di Cota, si stanno avvicinando a loro; così decidono di recarsi alla villa del potente mafioso. Non appena gli uomini della Delta Force raggiungono la residenza di Cota in elicottero la silurano, permettendo a McCoy di salvarsi. Insieme a lui c'è anche il maggiore Page, che col suo aiuto rapisce Cota e fuggono dalla villa con l'auto di quest'ultimo. Il generale Olmedo a questo punto dà la caccia a McCoy in elicottero e tenta più volte di ucciderlo con dei missili, nonostante in macchina con lui ci sia il suo socio trafficante ma il suo elicottero viene distrutto dall'elicottero del generale Taylor, il quale nutriva un odio nei suoi confronti.

Il massacro continua nel villaggio dei contadini tra gli uomini della Delta Force e gli scagnozzi di Cota il quale, approfittando della confusione, fugge nella giungla, inseguito e raggiunto dal colonnello, che in un combattimento per niente faticoso finisce lo tramortisce. McCoy viene raggiunto dall'alto dall'elicottero del maggiore Taylor; vengono issati e portati via ma, nel momento in cui vengono trascinati fuori dalla giungla sono inseguiti dai sicari di Cota i quali tentano di liberarlo tagliando il cavo che lo tiene all'imbraccatura, riuscendo solo a sfilacciarlo.

Nel dirigersi verso il mare Cota dice a McCoy che lo ucciderà come ha fatto col suo amico Chavez, sicuro che non avrà problemi ad uscire dal tribunale; sfortunatamente per Cota il cavo che lo tiene appeso all'elicottero ad alta quota si spezza e il criminale cade giù.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo Rombo di tuono 3, Aaron Norris torna a dirigere il fratello nel sequel del fortunato Delta Force nel quale recitò anche Lee Marvin. Come nel primo capitolo, Chuck Norris interpreta nuovamente un film d'azione/guerra sullo stile di Rombo di tuono e Rambo II - La vendetta. Nonostante il film sia ambientato in gran parte in Sud America, la maggior parte delle scene impostate nell'immaginario paese sudamericano di San Carlos sono state girate a Tagaytay, nelle Filippine[1]. Questo spiega anche la visibilità del vulcano Taal in alcune scene. Il film venne prodotto con tentennanti finanziamenti dalla Cannon di Menahem Golan, la quale in quel periodo affrontava un periodo di crisi finanziaria, che ne determinò la bancarotta pochi anni dopo, passando così di proprietà alla MGM[2].

Incidente aereo[modifica | modifica wikitesto]

Cinque membri dello staff sono morti in un incidente in elicottero durante le riprese nelle Filippine. Il film è dedicato alla loro memoria. Si tratta di: Jojo Imperial (pilota), Geoff Brewerr (stuntman / attore), Gadi Danzig (cameraman), Michael Graham (capo macchinista) e Don Marshall ("gaffer" o capo elettricista). L'elicottero è precipitato quando ha avuto un guasto al motore e si è schiantato su una montagna vicina. Tre passeggeri sono sopravvissuti allo schianto grazie alla manovra d'emergenza effettuata dal Capitano Jojo Imperial, esperto pilota[3][4].

Accoglienza e incassi[modifica | modifica wikitesto]

Considerato probabilmente uno dei film più attesi del 1990, a seguito del successo di Delta Force e per la contemporanea presenza di Norris (che aveva appena girato Rombo di tuono 3 e Un eroe per il terrore), fu invece un flop commerciale e di critica.

Il film aprì la settimana con 1.85 milioni di dollari[5]. Le critiche negative colpirono soprattutto la povera sceneggiatura, e il cast, troppo simili alla saga di Rombo di tuono[6].

Sul New York Times del 20 dicembre 1990 Roger Ebert parlò di una "miscela di idee senza senso condita con calci e pugni a non finire". Nonostante un budget di 30 milioni di dollari, il film incassò 6 milioni di dollari in USA e 8 nel resto del mondo, per un totale di soli 16 milioni di dollari incassati in tutto il mondo[7][8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Deaths on Movie Sets : Some fatal accidents on movie sets in Los Angeles Times, 20 dicembre 1995.
  2. ^ Chicago Artist Resource.
  3. ^ Benjamin Svetkey e Mary A. Fischer, Shoot to Kill – EW.com in Entertainment Weekly, 16 aprile 1993.
  4. ^ Video48 blogspot.
  5. ^ David J. Fox, WEEKEND BOX OFFICE : 'Darkman' Shines Among New Releases in The Los Angeles Times, 28 agosto 1990. URL consultato il 1º gennaio 2011.
  6. ^ Kevin Thomas, Chuck Norris Returns With 'Delta Force 2', The Los Angeles Times, 29 agosto 1990. URL consultato il 23 agosto 2010.
  7. ^ Kevin Thomas, Chuck Norris Returns With 'Delta Force 2', The Los Angeles Times, 29 agosto 1990. URL consultato il 23 agosto 2010.
  8. ^ Chuck Norris Takes On Cartel In `Delta Force Ii` in Chicago Tribune, 5 aprile 1990. URL consultato il 27 ottobre 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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