Degli Oddi (famiglia)

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La famiglia degli Oddi fu un'antica casata, di mitica origine macedone, trasferitasi in Ungheria e Germania: giunsero nella penisola al seguito dell'imperatore Federico Barbarossa. In Perugia, più tardi, si verificarono aspri contrasti con i Baglioni.[1]

Degli Oddi
Statosignoria di Perugia,
bandiera Stato Pontificio
Titoliconti di Laviano
FondatoreOddone
Data di fondazione1166
Data di estinzione5 dicembre 1942,
scomparsa dell'ultima esponente del ramo di Perugia, Maria Vittoria degli Oddi
Rami cadettiMarini Clarelli,
Oddi-Baglioni, Laviano,
Padova, Parma,
Albenga, Ferrara,
Piacenza, Urbino,
Todi, Sicilia

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il vero stemma dei degli Oddi: d'oro al leone d'azzurro, linguato di rosso

I degli Oddi, in Perugia dal 1166, con Oddo o Oddone, figlio di uno dei quattro (forse Pier Oddo) capitani del menzionato imperatore svevo, conquistarono un posto significativo nella città, tanto che nella Libra perugina, nel 1285, e poi nel Libro rosso, appariva Oddo de Oddonibus, registrato nella chiesa di San Nicolò, nel quartiere di Porta Santa Susanna, che sarà sempre la parrocchia della casata.[1]

Il cognome Oddi per quanto simile formalmente e semanticamente a quello di degli Oddi indica un’altra famiglia perugina diversa dai degli Oddi. Quindi la dizione “degli Oddi”, oltre ad essere la forma corretta di per sé, serve a non creare equivoci con la famiglia Oddi.

Il papa Innocenzo IV concesse ai degli Oddi il rango comitale e baronale ammettendoli nei ranghi della nobiltà nera o guelfa. E da qui iniziò il drammatico antagonismo con i ghibellini Baglioni, tanto che la città fu letteralmente divisa in due parti, in ogni senso. I Baglioni erano alleati con i della Corgna e i Vincioli, i degli Oddi con i Ranieri e gli Archibugi: la disputa diventò efferata, allorché, nel 1330, Baglione Novello fece assassinare l'autorevole Oddo.

La dissociazione acquisì elementi più marcati e visibili nella mappa di Perugia: la parte orientale (Sant'Ercolano, Porta Sole, le vie Bontempi e Alessi) era sotto il dominio assoluto dei Baglioni; in quella occidentale (via dei Priori - dove fu eretta la loro residenza principale -, Porta Eburnea, Porta Santa Susanna, Porta Sant'Angelo, il Verzaro, la Conca) primeggiavano i degli Oddi.

Queste rivalità costarono parecchio ai degli Oddi perché furono sempre battuti dai rivali con ingenti perdite umane.[2]

Questo feroce conflitto spinse alcuni dei degli Oddi a lasciare Perugia: ecco il motivo della presenza (anche con stemmi variati) di alcuni loro rami in altre località.
In seguito alla morte per strangolamento di Leone degli Oddi da parte di Giampaolo Baglioni, nel 1501, intervenne addirittura l'energico papa Giulio II che, con il ripristino della supremazia della Santa Sede, pose fine alla pericolosa inimicizia.[3]

I degli Oddi, dunque, furono annoverati tra le famiglie più prestigiose di Perugia e ricoprirono tutte le cariche politico-economico-amministrative della comunità.[4]
Nel 1782 fu celebrato il matrimonio (prima improponibile) tra Alessandro Baglioni e Caterina Oddi ( e non Degli Oddi). Gli Oddi, a differenza dei Degli Oddi , non furono mai rivali dei Baglioni.


Il palazzo degli Oddi, in via dei Priori 84 (Perugia)

La casata ebbe varie dimore, estive o di campagna: quella più importante, però, fu il palazzo, in via dei Priori 84, fatto costruire da Guido nel sito dove già esisteva una casa con torre medievale e terreno circostante. La severa ma elegantissima facciata settecentesca contrastava con il ricco interno, in cui predominavano gli elementi barocchi sia nel sontuoso arredamento che negli affreschi sulle gesta della stirpe, con richiami alla forte amicizia che legò i degli Oddi ai Medici.[5]

Quasi tutti gli esponenti della casata trovavano sepoltura nella chiesa di San Francesco al Prato (Perugia): la cappella degli Oddi (con quella dei Baldeschi, ancora visibile nel tempio sconsacrato e in restauro radicale con diversa destinazione), dedicata all'Assunta, sul fianco sud dell'edificio, fu voluta, nel 1461, da Maddalena degli Oddi. Per la stessa chiesa, nel 1502 Alessandra di Simone commissionò a Raffaello Sanzio il quadro dell'incoronazione della Vergine, detto Pala degli Oddi, che qui rimase fino alla requisizione, nel 1797, da parte dei francesi, per poi far ritorno in Italia, nel 1815, ma alla Pinacoteca Vaticana dove tuttora si trova.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Coletti, p. 122
  2. ^ Coletti, p. 125
  3. ^ Degli Oddi, p. 25
  4. ^ Gurrieri, p. 32
  5. ^ AA. VV.p. 31
  6. ^ Borgnini, p. 135

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV. (a cura del comune di Perugia), Il tempio di San Francesco al Prato in Perugia restituito al culto ed all'arte l'anno 1926, Bartelli, Perugia 1927.
  • L. Bonazzi, Storia di Perugia, Perugia 1879.
  • V. Borgnini, La chiesa di San Francesco al Prato in Perugia, Perugia 2011.
  • M. Coletti (a cura di), Le Grandi Famiglie Umbre, pp. 122-128, Bologna 1991.
  • S. Degli Oddi di Laviano, Cenni storici della famiglia Degli Oddi, Parma 1977.
  • G.B. Di Crollalanza, Dizionario Storico Blasonico, Pisa 1888.
  • U. Diligenti,Storia delle famiglie illustri italiane, Firenze 1880
  • O. Gurrieri, I Baglioni, Nemi, Firenze 1938.
  • V. Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Bologna 1935.
  • L. Tettoni-F. Saladini, Teatro Araldico, Milano 1841.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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