Dead Can Dance

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Dead Can Dance
Dean Can Dance4.jpg
Paese d'origine Australia Australia
Regno Unito Regno Unito
Genere Gothic rock[1][2][3]
Periodo di attività musicale 1984- 1998
2005 -in attività
Album pubblicati 15
Studio 8
Live 3
Raccolte 4
Sito web www.deadcandance.com

I Dead Can Dance sono un duo musicale world-fusion anglo-australiano composto da Lisa Gerrard (contralto) e Brendan Perry (baritono).

Il gruppo nasce a Melbourne (Australia) nel 1981, si scioglie nel 1998 e viene riunito per un tour mondiale nel 2005 e ancora nel 2011 per un nuovo album e relativo tour mondiale[4].

Lo storico di musica australiana Ian McFarlane ha descritto la musica dei DCD come dei "paesaggi sonori di incommensurabile grandezza e solenne bellezza; percussioni africane, folk celtico, canti gregoriani, mantra mediorientali e art rock."

Storia del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

Formazione e prime produzioni[modifica | modifica wikitesto]

I Dead Can Dance nascono a Melbourne, in Australia, nell'agosto del 1981 con Paul Erikson al basso, Lisa Gerrard alla voce, Simon Monroe alla chitarra e alla batteria e Brendan Perry alla voce e alla seconda chitarra[5]. La Gerrard e Perry all'epoca vivevano insieme e insieme a Paul Erikson lasciano l'Australia alla volta di Londra, dove firmano un contratto con l'etichetta indipendente 4AD[6], etichetta di punta della scena alternativa britannica e completano la formazione con Peter Ulrich[5], anche se i due vocalist e polistrumentisti rimarranno il fulcro del gruppo.

L'eponimo album di debutto della band, pubblicato nel febbraio 1984, fu autoprodotto[7][8]. La copertina del disco, costituita dalla figura di una maschera rituale della Nuova Guinea rappresentava, secondo Perry, "una re-interpretazione visuale del significato del nome scelto per la band, Dead Can Dance, come appare scritto con i grafemi dell'alfabeto greco"[9][10]. Nell'album si possono già identificare alcuni dei tratti originali che contraddistingueranno la band dal resto dei gruppi della loro etichetta, sia per quanto riguarda gli arrangiamenti che per lo stile vocale delle due voci, il contralto di Lisa e la voce baritonale di Brendan, che oltre a cantare normalmente sfoggiano stili vocali di antica foggia e sperimentazioni varie. L'album fu seguito da un EP composto da quattro tracce, intitolato Garden of the Arcane Delights[5] e pubblicato nell'agosto dello stesso anno. Ned Raggett, redattore della fanzine musicale Allmusic, descrive il nuovo materiale come "gotico ma allo stesso tempo cerca di farsi strada in generi più lontani e diversi, cercando di assumere uno stile musicale più ampio."[11][12]

Nel novembre del 1985 il gruppo, rimasto definitivamente un duo dopo l'abbandono di Erikson e Ulrich, pubblica il secondo album, Spleen and Ideal[5], in cui si possono ascoltare strumenti del tutto inusuali al genere che stavano proponendo fino a poco tempo prima, come archi, timpani e tromboni. L'album fu co-prodotto con John A. Rivers[7]. Sempre Raggett descrive le sperimentazioni dell'album come un "consapevole sound medievale europeo (...), come se fosse stato registrato in un'immensa cattedrale"[13]. Con questo album il duo cominciò a nutrire gruppi di appassionati in tutta Europa e raggiunse la seconda posizione nella classifica indipendente britannica[14]. Nel 1989 Perry e la Gerrard si lasciano, lei torna a vivere in Australia mentre Perry compra una chiesa sconsacrata dove vi si trasferisce per viverci e lavorare, ma continuano comunque a scrivere, registrare ed esibirsi come Dead Can Dance.

Primi anni '90[modifica | modifica wikitesto]

Gli album del gruppo non furono reperibili negli Stati Uniti fino ai primi anni '90, quando la 4AD firmò un contratto di distribuzione con la Warner Bros. Records. In seguito la 4AD si unì alla Beggard Banquet Records Group, che includeva la stessa etichetta eponima e la XL Recordings negli Stati Uniti, ma i dischi del gruppo continuarono ad essere distribuiti dalla Warner Bros. Uscite successive furono distribuite da un'altra etichetta legata alla Warner, la Rhino/Atlantic Records. Nel 1991 fu pubblicata la compilation A Passage in Time, solo sotto etichetta 4AD[14].

Il sesto album in studio del gruppo, Into the Labyrinth, fu pubblicato nel settembre del 1993 e fu realizzato con la partecipazione di diversi musicisti esterni. Il disco ha venduto 500.000 copie ed è apparso nella classifica Billboard 200[15]. Con questo album il gruppo divenne la band della 4AD che aveva venduto più dischi. Nel 1994 il duo partì per un tour mondiale e registrò un concerto in California che fu pubblicato con il titolo di Toward the Within, che uscì anche in video su formato Laserdisc e VHS (in seguito anche in DVD). Esistono diverse pubblicazioni non ufficiali dei live del gruppo, contenenti brani che venivano eseguiti solo durante i concerti, ma l'unico live ufficiale della band è appunto Toward the Within, che raggiunse anch'esso buoni risultati in classifica, comparendo nella Billboard 200[15].

In seguito Lisa Gerrard debuttò come solista con l'album The Mirror Pool e si riunì con Perry per la realizzazione del settimo album del gruppo, Spiritchaser[5], pubblicato nel 1996. Il disco apparve nella Billboard 200[15] e raggiunse la prima posizione nella Top World Music Albums Chart.

Scioglimento e riunioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998 il duo pianificò un follow-up per Spiritchaser, ma si separò prima della sua realizzazione. Solo un brano venne inciso, The Lotus Eaters, che fu incluso nel boxset Dead Can Dance (1981-1998) e nel doppio album Wake (2003).

Lisa Gerrard pubblicò nel 1998 un nuovo album solista, o meglio in duetto visto che è stato composto insieme a Pieter Bourke ed intitolato Duality. Perry pubblicò il suo primo album solista intitolato Eye of the Hunter, nell'ottobre del 1999[5].

I due musicisti si riunirono nel 2005 e pubblicarono delle registrazioni in edizione limitata di diversi live eseguiti in Europa e in Nord America, seguiti da una compilation intitolata Selections from Europe 2005. Questi concerti furono registrati e pubblicati sotto l'etichetta The Show.

Il 28 marzo del 2010, in un'intervista rilasciata per una fanzine musicale online bulgara, Perry annunciò una possibile riunione del duo e che si sarebbero avvalsi di un'orchestra da camera per i loro concerti futuri[16].

Nel 2012 sul sito ufficiale della band viene annunciata l'uscita del nuovo album, Anastasis, distribuito il 13 agosto e seguito da un nuovo tour mondiale.

Il 30 settembre 2011 il duo annuncia la pubblicazione di un EP intitolato Live Happenings-Part 1, disponibile gratuitamente come download digitale e scaricabile dal sito ufficiale. In seguito questo EP è stato seguito da altre 3 parti, l'ultima del 20 marzo 2012. Il tour mondiale annunciato è iniziato il 9 agosto 2012 dal Canada e continua fino al 2013.

Lisa Gerrard, voce femminile del gruppo

Stile musicale[modifica | modifica wikitesto]

Affermatisi con una stilistica dalle atmosfere crepuscolari e arcane e facendo perno sui vocalizzi eterei,[17][18] i Dead Can Dance hanno adattato la musica da camera in chiave rock, inserendovi riferimenti alla musica gotica, rinascimentale, esotica e medievale.[17][19][20] Secondo le loro parole, hanno "deciso di lavorare entro l'idioma della forma della musica classica, usando strumenti classici con l'aiuto di campionatori, computer (...) e qualche libro che insegna a registrare (musica)."[17] Pur spaziando ecletticamente fra musica gotica, dream pop, riferimenti neoclassici, new age e darkwave,[21] il gruppo anglo-australiano viene spesso classificato come gruppo di rock gotico.[1][2][3] Altri li vogliono fra i gruppi di rock sperimentale, rock indipendente e fusion etnica.[22][23]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Attuale
Ex membri
  • Paul Erikson
  • Simon Monroe
  • James Pinker
  • Scott Rodger
  • Peter Ulrich
  • John Bonnar

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album studio[modifica | modifica wikitesto]

Live[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Maxim W. Furek, The Death Proclamation of Generation X: A Self-Fulfilling Prophesy of Goth, Grunge and Heroin, iUniverse, 2008, p. 53.
  2. ^ a b (EN) Carol Siegel, Goth's Dark Empire, Indiana University, 2005, p. 175.
  3. ^ a b (EN) Elizabeth F. Barkley, Crossroads: The Multicultural Roots of America's Popular Music, Pearson Prentice Hall, 2007, p. 214.
  4. ^ Dead Can Dance news (official site), DeadCanDance.Com. URL consultato il 14 agosto 2012.
  5. ^ a b c d e f Ian McFarlane, "Encyclopedia of Australian Rock and Pop", voce 'Dead Can Dance (DCD)' [1] consultata il 21 dicembre 2010; Allen & Unwin, St Leonards, NSW. ISBN 1-86508-072-1
  6. ^ Martin C. Strong, The Great Rock Discography, 5th, Edinburgh, Mojo Books, 2000, p. 248, ISBN 1-84195-017-3.
  7. ^ a b Magnus Holmgren, Dead Can Dance, su Australian Rock Database, Magnus Holmgren. URL consultato il 21 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2012).
  8. ^ Dead Can Dance, MusicBrainz, 8 ottobre 2008. URL consultato il 24 dicembre 2010.
  9. ^ Dead Can Dance (album), Dead-Can-Dance.Com. URL consultato il 23 maggio 2012.
  10. ^ Into the Labyrinth Press-Kit – Dead Can Dance Within – Lisa Gerrard, Brendan Perry, 4AD Records, Dead Can Dance Within, settembre 1993. URL consultato il 21 dicembre 2010.
  11. ^ Ned Raggett, Dead Can Dance – Dead Can Dance, Allmusic (Rovi Corporation). URL consultato il 21 dicembre 2010.
  12. ^ Ned Raggett, Garden of the Arcane Delights – Dead Can Dance, Allmusic (Rovi Corporation). URL consultato il 21 dicembre 2010.
  13. ^ Ned Raggett, Spleen and Ideal – Dead Can Dance, Allmusic (Rovi Corporation). URL consultato il 21 dicembre 2010.
  14. ^ a b Vladimir Bogdanov, Dead Can Dance, Allmusic (Rovi Corporation). URL consultato il 21 dicembre 2010.
  15. ^ a b c Dead Can Dance > Charts & awards > Billboard albums, Allmusic (Rovi Corporation). URL consultato il 21 dicembre 2010.
  16. ^ (BG) Интервю на Envy с Brendan Perry (екс-Dead Can Dance), Metal Katehizis, 28 marzo 2010. URL consultato il 22 dicembre 2010.
  17. ^ a b c (EN) Peter Buckley, The Rough Guide to Rock, Rough Guides, 2003, pp. 274-5.
  18. ^ Cesare Rizzi, Enciclopedia della musica rock, Volume 3, Giunti, 2000, p. 138.
  19. ^ (EN) Dead Can Dance, scaruffi.com. URL consultato il 12 settembre 2017.
  20. ^ (EN) Yasmine Galenorn, Totem Magic: Dance of the Shapeshifter, Potter/TenSpeed/Harmony, 2011, p. 42.
  21. ^ Alessandro Bonini, Emanuele Tamagnini, Enciclopedia discografica: dal rock al soul, dal pop alla new wave, dal punk al metal al jazz, Gremese, 2004, p. 72.
  22. ^ (EN) Dead Can Dance, allmusic.com. URL consultato il 12 settembre 2017.
  23. ^ (EN) Dead Can Dance, pitchfork.com. URL consultato il 12 settembre 2017.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN137330437 · ISNI: (EN0000 0001 2166 2634 · GND: (DE5523365-X · BNF: (FRcb139028700 (data)
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