Davide Cervia

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Davide Cervia

Davide Cervia (Sanremo, 1959) è un militare italiano, scomparso a Velletri il 12 settembre 1990.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il diploma di perito elettronico, nel 1978, all'età di 19 anni, si era arruolato come volontario entrando a far parte come sottufficiale degli addetti agli armamenti tecnologici della fregata missilistica Maestrale. Nel 1980, inoltre, aveva frequentato il corso di specializzazione che lo aveva qualificato esperto in guerra elettronica con la sigla ETE/GE[1].

Nell'estate del 1982 si sposa con Marisa Gentile, con la quale ha due figli: Erika e Daniele. Nel 1984 si congeda con il grado di sergente[2].

Rapimento e successive indagini[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 settembre 1990 scompare da casa a Velletri. Sin dall'inizio, le forze dell'ordine inquirenti sostennero anche l'ipotesi di un allontanamento volontario.[1] A tale ricostruzione si opposero due testimoni, i quali avrebbero assistito, rispettivamente, all'atto del sequestro e alla fuga dei rapitori[3][1]. La famiglia ben presto si convince dell'ipotesi di un rapimento, connesso alle sue conoscenze tecniche e militari alla vigilia della Guerra del Golfo.

Quattro mesi dopo il rapimento, un certo monsieur Cervia compare nella lista passeggeri di un volo Parigi-il Cairo della Air France; il biglietto risultò acquistato dal Ministero degli Esteri francese[3][4].

Un anno dopo la Volkswagen Golf di Cervia, che uno dei testimoni aveva visto guidata da uno dei rapitori, viene ritrovata. La vettura è intatta, sul sedile posteriore sono presenti pure i fiori che Cervia aveva comprato per la moglie[3]. Subito dopo il ritrovamento, alla famiglia viene offerto un miliardo di lire per tacere e lasciare perdere la vicenda[3]. In mancanza di una tutela da parte del Governo italiano, i familiari si rifiutarono di fare il nome di chi li ha contattati[3].

Negli anni successivi la famiglia ricevette diverse lettere anonime. In una viene scritto che Cervia sarebbe morto in un bombardamento a Baghdad, mentre in un'altra lo si dava prigioniero in Libia o in Arabia Saudita[1]. Altre lettere minacciavano invece la famiglia, chiedendo mantenesse il silenzio[3].

Nel 1997 la famiglia riceve una chiamata e la moglie, che rispose al telefono, sentì la voce di Cervia che parlava di lavoro. Dopo alcuni tentativi di ricontattare il numero, la moglie si rese conto che si trattava di una registrazione[3].

Le specializzazioni di Cervia erano ignote alla famiglia. La Marina Militare consegnò, nel corso del tempo, cinque fogli matricolari (il "curriculum" dei militari) diversi. Solo dopo 4 anni e un'occupazione di 9 ore del Ministero della difesa, i familiari ottennero il foglio matricolare vero, contenente la qualifica ETE/GE[3][1].

La Procura generale presso la Corte d'appello di Roma, pur confermando il rapimento, il 5 aprile 2000 ha archiviato il fascicolo, rassegnandosi all'impossibilità di individuare i colpevoli[3][1].

Nel 2013 l'ottantaduenne Giovanni Cossu, istruttore di Cervia, disse che Cervia era uno dei massimi esperti di sistemi d'arma impiegati dalla Marina Militare, tra cui l'OTOMAT, venduto in 1000 esemplari anche a Iraq e Libia[1]. Cossu ritiene che il motivo del rapimento possa risiedere proprio nelle conoscenze militari di Cervia[1].

Molte delle piste, alcune seguite anche dagli inquirenti italiani, portano a paesi quali Iraq, Libia, Iran e Arabia Saudita[3]. Un'altra pista portava invece alla Russia, e sembra legarsi al furto di tecnologie militari e alla vendita di tali segreti al KGB[3], vicenda che portò a due arresti nel 1989[5], un anno prima della scomparsa di Cervia.

Risvolti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Vertici delle Forze armate italiane denunciarono Gianluca Cicinelli e Laura Rosati, autori del libro Un mistero di Stato, sulla vicenda di Cervia, nonché la moglie di Cervia. Furono tutti assolti dal tribunale di Civitavecchia.[4] Nel 2012 la famiglia ha presentato una causa civile sia contro il Ministero della difesa che contro il Ministero della giustizia[6]

Cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Scheda sul sito di Chi l'ha visto, su chilhavisto.rai.it. URL consultato il 31 marzo 2015.
  2. ^ Riccardo Bocca, Il mistero del sergente rapito, L'Espresso. URL consultato il 31 marzo 2015.
  3. ^ a b c d e f g h i j k Alessandra Coppola, Guido Olimpio, Sequestri, segreti e depistaggi: il giallo del sergente scomparso, Corriere della Sera, 30 ottobre 2011. URL consultato il 31 marzo 2015.
  4. ^ a b Davide Cervia: la “vendita” inconfessabile di un uomo per bene, su cronaca-nera.it. URL consultato il 31 marzo 2015.
  5. ^ RETATA NEL KGB, SEZIONE ITALIANA, la Repubblica, 19 febbraio 1989. URL consultato il 31 marzo 2015.
  6. ^ Andrea Palladino, Davide Cervia, i figli chiedono danni allo Stato “per violazione del diritto alla verità”, Il Fatto Quotidiano, 11 settembre 2012. URL consultato il 31 marzo 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianluca Cicinelli, Laura Rosati, Un mistero di Stato. Inchiesta sul rapimento di Davide Cervia tecnico di guerre elettroniche, Datanews, 1994, ISBN 978-8-87-981009-8.
  • Valentino Maimone, A.A.A. vendesi esperto di guerre elettroniche, Selene Edizioni, 2008, ISBN 978-8-87-894019-2.
  • Bernardo Venturi, Maurizio Martelli, Il doppio tradimento, Scienza e Pace, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]