Comunità di San Patrignano

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Coordinate: 43°58′56.22″N 12°33′07.2″E / 43.982283°N 12.552°E43.982283; 12.552

Comunità di San Patrignano
Comunità di San Patrignano
Tipo ONG
Fondazione 1978
Fondatore Vincenzo Muccioli
Sede centrale Italia Coriano
Sito web

La comunità di San Patrignano è una comunità di recupero di tossicodipendenti d'Italia. Fu fondata nel 1978 da Vincenzo Muccioli, prese il nome dalla strada del comune di Coriano in provincia di Rimini dove ha sede.

La fondazione della comunità[modifica | modifica sorgente]

Circa a metà degli anni Settanta Muccioli si trasferisce in un piccolo podere nel comune di Coriano, per dedicarsi all’allevamento canino e all’agricoltura. La via di accesso a questo podere si chiama san Patrignano, da cui alla fine degli anni Settanta prenderà il nome la comunità terapeutica. Nella prima metà degli anni Settanta, nello stesso luogo, Muccioli si era interessato insieme ad alcuni amici alla parapsicologia e allo spiritismo, creando il gruppo del "Cenacolo" (nel quale lo stesso Muccioli ricopriva il ruolo di medium), dedito all'assistenza dei malati e alla medicina naturale.

Il gruppo si avvicina così direttamente alle problematiche del disagio e dell’emarginazione e alcuni suoi membri collaboreranno con Muccioli alla creazione di San Patrignano. Nell’Italia degli anni Settanta questo voleva dire soprattutto tossicodipendenza, un problema di fronte al quale non esistevano all’epoca risposte concrete ed efficaci. Nel 1978 viene costituita la cooperativa di San Patrignano che ha come suo obiettivo principale fornire assistenza gratuita ai tossicodipendenti ed agli emarginati.

Nel 1985 Muccioli ed i familiari rinunciano alle loro proprietà ed ai diritti ereditari, donandoli alla Fondazione San Patrignano costituita quell’anno. Da quel giorno, la comunità, per espressa scelta di Muccioli, appartiene a coloro che vi operano e vivono o che ad essa si rivolgono. Nel 1995, a seguito della morte di Vincenzo Muccioli, la gestione viene affidata al figlio maggiore Andrea. L’ultimo bilancio conosciuto, quello del 2010, riporta 36 milioni e 386 mila euro spesi e ricavi per 35 milioni e 624 euro. Di questi ricavi 19 milioni e 400 mila euro provengono dalle donazioni, quasi esclusivamente da parte di Gianmarco Moratti[1].

La comunità conta 350 dipendenti e 1.320 ospiti[1]. Nell'agosto 2011, dopo vent'anni, termina la gestione affidata ad Andrea Muccioli. Da allora la gestione è affidata a un comitato di garanti, ma con una forte influenza da parte della famiglia Moratti (Letizia e Gianmarco in primis)[1].

Controversie[modifica | modifica sorgente]

La Comunità di san Patrignano è stata, nel corso degli anni, oggetto di alcune controversie. Il 7 maggio 1989 viene ritrovato il cadavere di un ragazzo appartenente alla comunità, Roberto Maranzano, ucciso con percosse.[2] Nel 1993 alcuni giovani ospitati nella Comunità hanno raccontato di violenze e soprusi subiti.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Il Fatto Quotidiano, 7 agosto 2012
  2. ^ Il delitto di san Patrignano, Misteri Italiani. URL consultato il 9 agosto 2012.
  3. ^ La ragazza di san Patrignano racconta al giudice la sua verità, La Repubblica, 1993. URL consultato il 9 agosto 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Franca Berardi e Giorgio Manfré [a cura di], "Stili di vita a rischio. La percezione giovanile su disagio, emarginazione e tossicodipendenza", Guaraldi, Rimini, 2007, ISBN 978-88-8049-314-3
  • Chiara Beria di Argentine, Mauro Galligani, San Patrignano. Gente permale, Mondadori, 2003, ISBN 88-370-2605-6
  • Giorgio Manfré, Giuliano Piazzi, Aldo Polettini [a cura di], Oltre la comunità - studio multidisciplinare di ritenzione in trattamento e follow-up su ex-residenti di San Patrignano, Franco Angeli, Milano, 2005,ISBN 88-464-7055-9.
  • Davide Giacalone e Vincenzo Muccioli, La mia battaglia contro la droga, l'emarginazione e l'egoismo, Sperling & Kupfer, Milano, 1993. ISBN 88-200-1523-4

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]