Cocoricò

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La Piramide del Cocoricò, sulle colline di Riccione

Il Cocoricò è una nota discoteca italiana, situata a Riccione. Locale simbolo della musica techno fin dagli anni novanta, si trova sulle colline della località romagnola. Nella classifica "Top 100 clubs" stilata da DJ Magazine nel 2015 si collocava al primo posto tra le discoteche italiane e al sedicesimo posto tra le discoteche di tutto il mondo[1] ed è stata definita dalla stessa rivista "una monumentale Mecca della musica dance"[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Chris Liebing al Cocoricò nel gennaio 2015

Aperto nel 1989, il nome è letteralmente il verso onomatopeico del gallo in francese (in italiano "chicchirichì"). Fino alla fine degli anni novanta una caratteristica del locale è stata quella di cambiare l'allestimento delle sale principali due volte l'anno, spesso anticipando mode e tendenze. Il direttore artistico, Loris Riccardi, è stato l'ideatore dei temi delle scenografie e creatore di gran parte del locale fino al 2006.

Negli anni novanta i dj simbolo del Cocoricò furono Cirillo, Ricci DJ (all'epoca fondatori anche del duo Datura), Saccoman, Rexanthony, Dj Panda, Moka DJ e molti altri.

Fino al 2003, il locale ha proposto prevalentemente musica techno o trance. In seguito, con il cambio dei dj, si è passati a un genere più vicino all'hard-trance e al minimal-techno fino all'anno successivo, che ha visto l'affermazione della musica house.

Negli anni successivi il Cocoricò iniziò ad ospitare dj di fama internazionale del calibro di Armin van Buuren, Vini Vici, deadmau5, Skrillex, Avicii, Martin Garrix, Marshmello e tanti altri.

Nell'agosto 2015 il locale viene chiuso per 120 giorni dopo la morte di un ragazzo originario di Città di Castello, il sedicenne Lamberto Lucaccioni, dovuta all'assunzione di sostanze stupefacenti. A seguito di questo fatto la discoteca, alla sua riapertura, ha deciso di porre severe misure di selezione, tra cui il divieto di accesso al locale nei confronti dei minorenni. Di conseguenza, il Cocoricò subì una grave crisi (pochi clienti con 1000/1200 biglietti in meno a notte e 200 000 euro di perdite), ma nel giro di qualche mese si riprese economicamente.[senza fonte]

Nel 2017 il regista Ambrogio Crespi, in occasione del trentesimo anniversario dell'apertura del locale, con cinque telecamere, microfoni e un drone, girò un documentario che, attraverso le testimonianze dirette dei frequentatori, ricostruisce la storia della discoteca: Trent'anni sotto la Piramide racconta mediante immagini di archivio la nascita del "tempio" della musica techno e della musica house in Italia[3][4].

Dopo un periodo di eccessi durante gli anni novanta, il Cocoricò di Riccione riprese ad attrarre folle di giovani, che, uniti dalla passione per la musica, trovano in questi luoghi un clima affine a quello della musica disco degli anni settanta[5].

Il documentario di Crespi, destinato alla presentazione durante festival successivi, è stato realizzato a cavallo di due mesi di riprese in cui il regista e la sua troupe sono stati impegnati all'interno all'esterno della "Piramide", per condividere assieme ai giovani balli, linguaggi e storie di dj e personaggi, in una colonna sonora generale fatta di sonorità, luci e interviste[6].

Fallimento e chiusura[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni di attività, vari contenziosi con il fisco e altre vicissitudini giudiziarie hanno portato la società di gestione ad entrare in crisi finanziaria. Il 4 giugno 2019, il tribunale ordinario ha giudicato inammissibile la richiesta di concordato preventivo depositata dai vertici della società che gestiva la discoteca di proprietà di Fabrizio De Meis. Con la seconda sentenza dell'11 giugno, il tribunale fallimentare ha rigettato il concordato preventivo, sancendo così il fallimento della società e la chiusura della discoteca[7][8].

Crowdfunding e riapertura[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente prevista per il 12 aprile 2020, con il nome di Cocco (in quanto il marchio Cocoricò era ancora all'asta giudiziaria dal Tribunale di Rimini, quindi non utilizzabile) è stata rinviata a data da destinarsi a causa della pandemia da Covid-19. Successivamente la nuova direzione riuscì a tornare in possesso dei marchi Cocoricò e Memorabilia comprandoli all'asta, non tornò però in possesso del marchio Titilla e infatti la seconda sala più importante della discoteca venne ribattezzata T-Room.

Da aprile 2021 a giugno 2021, venne lanciato un crowdfunding per riuscire a raccogliere fondi necessari alla ristrutturazione della discoteca. Chi donava aveva diritto a ricevere vari premi in base alla somma versata.

Il 2 novembre 2021, attraverso i canali social, la nuova direzione della discoteca, ora di proprietà di Enrico Galli e Antonella Bonicalzi, ha annunciato la data di riapertura, fissata al 27 novembre 2021. Il 5 novembre 2021 sono stati messi in vendita i biglietti per l'inaugurazione.

La sera del 25 novembre 2021, si è tenuto un evento ad inviti per la presentazione della discoteca riservata a un pubblico selezionato, in consolle DJ Ralf accompagnato da una orchestra.

Il 27 novembre 2021 si è tenuta l'apertura ufficiale della discoteca, riservando l'ingresso a donne over 18 e uomini over 20, escludendo quindi i minorenni[9][10][11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La "bibbia" delle discoteche: il Cocoricò è il miglior club in Italia, su bologna.repubblica.it, Repubblica.it. URL consultato il 15 agosto 2015.
  2. ^ Cocorico, su djmag.com.
  3. ^ Il Cocoricò di Riccione, il club che ha fatto (e fa ancora) la night life della Riviera, in Cosmopolitan, 29 giugno 2018. URL consultato il 28 novembre 2018.
  4. ^ Un film-documentario firmato Ambrogio Crespi per raccontare il Cocoricò, in Libero 24x7. URL consultato il 28 novembre 2018.
  5. ^ Trentanni di Cocoricò, la sua storia diventa un docufilm. Primo ciak sabato 29 luglio | altarimini.it, su www.altarimini.it. URL consultato il 28 novembre 2018.
  6. ^ Cocoricò, trent’anni di vita in un documentario, in LaStampa.it. URL consultato il 28 novembre 2018.
  7. ^ Tommaso Torri, Il Cocoricò non riaprirà: fallita la società che gestiva la discoteca, in www.riminitoday.it, 13 giugno 2019. URL consultato il 13 giugno 2019.
  8. ^ Enea Conti, Cocoricò fallito, addio al tempio della movida e simbolo di Riccione, in Corriere della Sera, 13 giugno 2019. URL consultato il 13 giugno 2019.
  9. ^ Riccione, il 27 novembre apre il Cocoricò per gli uomini "over 20" e le donne "over 18", su Chiamamicitta, 3 novembre 2021. URL consultato il 29 novembre 2021.
  10. ^ ANDREA OLIVA, Cocoricò Riccione, riapre il tempio europeo della musica. Ma i minorenni stanno fuori, su il Resto del Carlino, 1637967790000. URL consultato il 29 novembre 2021.
  11. ^ Pierfrancesco Carcassi, Riccione, riapre il Cocoricò: biglietti esauriti in meno di 24 ore, su Corriere di Bologna, 11 giugno 2021. URL consultato il 29 novembre 2021.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]