Claudio D'Amato Guerrieri

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Claudio D'Amato Guerrieri (Bari, 22 dicembre 1944) è un architetto, teorico dell'architettura e docente italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1971 si laurea in architettura presso l'università "La Sapienza" di Roma. Qui, nel 1974, consegue il diploma della scuola di perfezionamento per lo studio e il restauro dei monumenti.

Nel 1987 diventa professore ordinario alla facoltà di architettura dell'Università degli Studi "Mediterranea" di Reggio Calabria, per poi trasferirsi nel 1991 alla facoltà di architettura del Politecnico di Bari, presso la quale è stato a più riprese preside e direttore di dipartimento. Sino al pensionamento, nel 2015, ha tenuto i corsi di composizione architettonica, composizione architettonica e urbana, progettazione architettonica, progettazione urbana, teoria dell'architettura e storia dell'architettura contemporanea.

Dal 2003 è membro di Intbau/Ictp[1]. Dal 2010 è direttore della rete interuniversitaria italiana Retevitruvio[2].

Il 16 marzo 2016 riceve dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella presso il Palazzo del Quirinale il premio "Presidente della Repubblica", nella fattispecie il Premio dell'Accademia Nazionale di San Luca, per l'anno 2014[3].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1978 ha realizzato dieci opere. A partire dalla seconda metà degli anni novanta del Novecento l'attività di progettazione si è sviluppata prevalentemente in forma sperimentale, attraverso la partecipazione a diversi concorsi di architettura. Ha partecipato nel 2006 alla X Mostra internazionale di architettura a Venezia come curatore dell'esposizione Città di pietra[4].

  • Villa Reggini, San Marino, 1980/1982;
  • Ristorante Primavera, Mosca, Russia, 1986;
  • Rifacimento delle aree di rappresentanza dell'Hotel Minerva, Roma, Italia, 1987;
  • “Giardino delle Ore”, Roma, Italia, 1993;
  • Edificio della facoltà di agraria dell'Università degli Studi "Mediterranea" di Reggio Calabria, Reggio Calabria, Italia, 1986/1993;[5]
  • Teatro all'aperto Skené, a Cursi (LE), Italia, 1994/1995;
  • Struttura voltata in pietra armata, Bari, Italia, 1997;
  • Cappella funeraria Formica, cimitero di Adelfia (BA), Italia, 1999/2000;
  • “Escalier Ridolfi” per Marmomacc–Veronafiere, Verona, Italia, 2005;
  • Allestimenti (portale e obelisco) in pietra armata per la X Mostra internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, Venezia, Italia, 2006;

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1969 ha prodotto in totale 239 pubblicazioni, tra le quali 24 articoli in riviste e 5 monografie, tra le quali l'edizione critica delle opere di Mario Ridolfi e alcuni saggi sulla stereotomia. Diverse le pubblicazioni che hanno riguardato la didattica dell'architettura.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Intbau/Ictp[collegamento interrotto]
  2. ^ Retevitruvio[collegamento interrotto]
  3. ^ Comunicato, su quirinale.it. URL consultato il 9 aprile 2016.
  4. ^ Città di Pietra
  5. ^ Claudio D’Amato Facoltà di Agraria Feo di Vito, Reggio Calabria, Italia* « Journal, su www.architetturadipietra.it. URL consultato il 9 aprile 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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