Classismo

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La piramide del sistema capitalistico in una illustrazione del 1911

Il classismo è il pregiudizio o la discriminazione basato sull'appartenenza o no a determinate classi sociali. Per quanto spesso il termine venga inteso come l'insieme dei comportamenti messi in atto dalla classe dominante di una determinata società per difendere il proprio status, in senso lato il classismo può essere considerato come la intransigente difesa della classe a cui si appartiene[1], indipendentemente quindi dal fatto che tale classe sia dominante o subordinata.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le strutture a classi esistevano già nelle società pre-agricole, ma diventa più complessa nelle civiltà agricole che creavano un surplus di cibo.[2] Il classismo è stato praticato fin dal XVIII secolo.[3] A partire dal XIX secolo la concezione marxista della società ha legato il classismo all'assunzione che nelle società capitalistiche esistano due classi contrapposte, quella dei lavoratori (in particolare il proletariato) e quella che monopolizza il capitale, e che tale contrapposizione (definita lotta di classe) possa risolversi con l'instaurazione della dittatura del proletariato.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Classismo, voce del Vocabolario on-line dell'Istituto Treccani, vedi www.treccani.it
  2. ^ Peter N. Stearns, A Brief History of the World Course No. 8080 [Audio CD], The Teaching Company.
  3. ^ Serinity Young, Katie Cannon, Encyclopedia of Women and World Religion, Macmillan.

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