Christopher Rouse (compositore)

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Christopher Chapman Rouse (Baltimora, 15 febbraio 1949) è un compositore statunitense. Sebbene abbia scritto per vari gruppi, Rouse è noto soprattutto per le sue composizioni orchestrali, tra cui un Requiem, undici concerti e cinque sinfonie. Il suo lavoro ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Kennedy Center Friedheim Award, il Grammy Award alla miglior composizione di musica contemporanea e il Premio Pulitzer per la musica. Rouse è stato il compositore in residenza della New York Philharmonic dal 2012 al 2015.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Rouse é nato a Baltimora, nel Maryland ed ha studiato con Richard Hoffmann al Conservatorio di musica di Oberlin, diplomandosi nel 1971. Ha poi conseguito un diploma di specializzazione con Karel Husa alla Cornell University nel 1977. Nel frattempo, Rouse ha studiato privatamente con George Crumb.

I primi riconoscimenti provengono dal BMI Student Composer Awards della BMI Foundation nel 1972 e 1973. Rouse ha insegnato all'Università del Michigan dal 1978 al 1981, dove è stato anche Junior Fellow presso la Society of Fellows dell'Università e all'Eastman School of Music dal 1981 al 2002. Dal 1997 ha insegnato alla Juilliard School.

La Sinfonia n. 1 di Rouse è stata premiata con il Kennedy Center Friedheim Award nel 1988[1] e il suo Trombone Concerto ha ricevuto il Premio Pulitzer per la musica nel 1993.[2] Nel 2002 Rouse è stato eletto all'American Academy of Arts and Letters. Sempre in quell'anno ha vinto un Grammy Award per la migliore composizione classica contemporanea per il suo Concert de Gaudí.[3] Nel 2009 Rouse è stato nominato Compositore dell'Anno di Musical America[4] e Compositore in Residenza della New York Philharmonic nel 2012.[5] Rouse ha anche lavorato come compositore in residenza con l'Orchestra Sinfonica di Baltimora (1985-88), il Tanglewood Music Festival (1997), la Biennale di Helsinki (1997), il Pacific Music Festival (1998) e l'Aspen Music Festival ogni anno dal 2000.

Tra i suoi illustri studenti figurano Kamran Ince, Marc Mellits, Michael Torke, Nico Muhly,[6] Robert Paterson, Jeff Beal, Jude Vaclavik, Kevin Puts, D. J. Sparr e Joseph Lukasik.

Rouse ha quattro figli: Angela, Jillian, Alexandra e Adrian.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Rouse è un compositore neoromantico. Alcune delle sue opere sono prevalentemente atonali (ad es. Gorgon, concerto per orchestra) mentre altre sono chiaramente tonali (Karolju, Rapture). Molto spesso cerca di integrare mondi armonici tonali e non tonali, come nei suoi concerti per flauto, oboe e chitarra. Tutta la sua musica è stata composta, nelle sue parole, "per trasmettere un senso di urgenza espressiva". Rouse è stato elogiato per la sua orchestrazione, in particolare con le percussioni.[7] Egli cita spesso opere di altri compositori (ad esempio, la sua Sinfonia n. 1, composta nel 1986, incorpora citazioni di Bruckner e Shostakovich).[8][9]

Le opere più antiche di Rouse sono due brevi brani per gruppo di percussioni, entrambi ispirati a soggetti mitologici: Ogoun Badagris (1976, Haitiano) e Ku-Ka-Ilimoku (1978, Polinesiano); una successiva partitura di percussioni ispirata alla batteria rock, Bonham è stata composta nel 1988.[9]

La morte di Leonard Bernstein nel 1990 fu la prima di una serie di morti che fecero una profonda impressione su Rouse e il suo Trombone Concerto (1991) divenne il primo spartito del suo cosiddetto "Death Cycle", un gruppo di pezzi tutti creati come reazione a queste morti.[10] Questi spartiti hanno commemorato William Schuman (Violoncello Concerto-1992),[11] l'omicidio di James Bulger (Flute Concerto-1993),[12][13] il compositore Stephen Albert (Sinfonia n. 2-1994)[14] e la madre di Rouse (Envoi-1995).[15] Dopo Envoi decise intenzionalmente di comporre spartiti più "infusi di luce", opere destinate ad assumere una forma meno dark; brani di questa seconda metà degli anni '90 comprendono Compline (1996), Kabir Padavali (1997), il Concert de Gaudí (1998),[16] Seeing (1998)[17] e Rapture (2000).[18]

Dal 2000 in poi Rouse ha creato opere di vari temperamenti, dal suo spinoso Clarinet Concerto (2001) alla sua rockeggiante The Nevill Feast (2003), al suo romantico Oboe Concerto (2004).[19][20] Il pezzo più significativo di questi anni è il Requiem di novanta minuti, composto nel 2001 e nel 2002.[21][22] Lo stesso Rouse si è riferito al Requiem come alla sua migliore composizione.[23] Le composizioni più importanti delle annate più recenti comprendono il suo Concerto for Orchestra (2008),[24] Odna Zhizn (2009),[25][26] Sinfonia n. 3 (2011),[27] Sinfonia n. 4 (2013),[28] Thunderstuck (2013),[9] Heimdall's Trumpet (un concerto per tromba- 2012),[29][30] Organ Concerto (2014), Sinfonia n. 5 (2015), Bassoon Concerto (2016) e Berceuse Infinie (2017).

Verso la fine del 2006, Rouse ha composto il suo primo pezzo per gruppo di fiati Wolf Rounds, presentato in anteprima alla Carnegie Hall il 29 marzo 2007.[31]

Utilizzo commerciale[modifica | modifica wikitesto]

Estratti dalle sinfonie 1, 2 e 4 e il Concerto per corde sono stati usati come colonna sonora del film di William Friedkin del 2017, Il diavolo e Padre Amorth.

Lista completa dei lavori[modifica | modifica wikitesto]

Orchestra[modifica | modifica wikitesto]

Orchestra con solista[modifica | modifica wikitesto]

Voce e orchestra[modifica | modifica wikitesto]

  • Karolju (1990), per coro SATB e orchestra
    • commissionato dalla Orchestra Sinfonica di Baltimora con il sostegno del Barlow Endowment e della Fondaziopne Guggenheim; anteprima della Baltimora Symphony Orchestra & Chorus diretta da David Zinman il 7 novembre 1991. L'opera è dedicata alla figlia del compositore, Alexandra.
  • Kabir Padavali ("Kabir Songbook", 1997–98), per soprano solo e orchestra
    • Lavoro di 28 minuti, scritto per il soprano Dawn Upshaw e commissionato dalla Minnesota Orchestra, che ha eseguito il lavoro in anteprima con la Upshaw sotto la direzione di David Zinman a Minneapolis il 6 gennaio 1999. Il pezzo è dedicato al figlio del compositore, Adrian.
  • Requiem (2001–02), per baritono solo, coro di bambini, coro SATB e grande orchestra
    • Lavoro di 90 minuti, commissionato dalla Soli Deo Gloria; anteprima della Los Angeles Master Chorale & Orchestra con il Los Angeles Children's Chorus ed il baritono solista Sanford Sylvan sotto la direzione di Grant Gershon alla Walt Disney Concert Hall, Los Angeles, California il 25 marzo 2007.

Gruppi di fiati[modifica | modifica wikitesto]

  • Wolf Rounds (2007)
    • commissionato dal Frost Wind Ensemble della Università di Miami, che ha dato la prima esecuzione del lavoro sotto la direzione di Gary Green (a cui il lavoro è dedicato) alla Carnegie Hall, New York il 29 marzo 2007.

Musica da camera[modifica | modifica wikitesto]

  • Ogoun Badagris (gruppo di percussioni, 1976)
  • Quattro Madrigali (coro a otto voci, 1976)
  • Ku-Ka-Ilimoku (gruppo di percussioni, 1978)
  • Rotae Passionis (gruppo misto, 1982)
  • Quartetto d'archi n. 1 (1982)
  • Lares Hercii (violino e clavicembalo, 1983)
  • Artemis (quintetto di ottoni, 1988)
  • Bonham (gruppo di percussioni, 1988)
  • Quartetto d'archi n. 2 (1988)
  • Compline (flauto, clarinetto, arpa e quartetto d'archi, 1996)
  • Rapturedux (gruppo di violoncelli, 2001)
  • Quartetto d'archi n. 3 (2009)

Lavori per solista[modifica | modifica wikitesto]

  • Little Gorgon (pianoforte, 1986)
  • Ricordanza (violoncello, 1995)
  • Valentine (flauto, 1996)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lesley Valdes, Christopher Rouse Symphony Wins A $5,000 Prize, in The Philadelphia Inquirer, Philadelphia Media Network, 1º novembre 1988. URL consultato il 4 marzo 2015.
  2. ^ Shauna Snow, The Pulitzers, in Los Angeles Times, 16 aprile 1993. URL consultato il 4 marzo 2015.
  3. ^ Molly Sheridan, A Rousing Night At The Grammy Awards, in NewMusicBox, 28 febbraio 2002. URL consultato il 15 maggio 2015.
  4. ^ Paul Horsley, Composer of the Year 2009, in Musical America, 2009. URL consultato il 24 marzo 2015.
  5. ^ Jennifer Maloney, Rouse Named Next N.Y. Philharmonic Composer-in-Residence, in The Wall Street Journal, 22 febbraio 2012. URL consultato il 4 marzo 2015.
  6. ^ Alex Ross, The Long Haul: Nico Muhly’s first two operas., in The New Yorker, 28 novembre 2011. URL consultato il 23 maggio 2015.
  7. ^ Mark Swed, A percussionist cavorts alongside 'The Planets', in Los Angeles Times, 16 agosto 2008. URL consultato il 30 marzo 2015.
  8. ^ Rouse, Christopher. Symphony No. 1: Program Note by the Composer. 1986. Retrieved March 4, 2015.
  9. ^ a b c David Allen, The Rock Beat of His Youth, Echoing Again in August Precincts: Rouse’s World Premiere and Batiashvili Plays Brahms, in The New York Times, 10 ottobre 2014. URL consultato il 24 marzo 2015.
  10. ^ Edward Rothstein, Review/Music; A Mournful but Thunderous Trombone Concerto, in The New York Times, 1º gennaio 1993. URL consultato il 23 maggio 2015.
  11. ^ Edward Rothstein, Review/Music; Cello Piece Pays Tribute To Departed Composers, in The New York Times, 28 gennaio 1994. URL consultato il 15 maggio 2015.
  12. ^ Michael Tumelty, Rouse's flute concerto is a perfectly formed arc, in The Herald, Newsquest, 4 ottobre 2014. URL consultato il 29 marzo 2015.
  13. ^ Stephen Maddock, Rouse: Symphony No. 2; Flute Concerto; Phaethon, in BBC Music Magazine, 20 gennaio 2012. URL consultato il 29 marzo 2015.
  14. ^ Stephen Wigler, Four not-so-easy pieces, played well, in The Baltimore Sun, 3 maggio 1997. URL consultato il 29 marzo 2015.
  15. ^ Dan Tucker, Repin's Ability Lacks Conviction, in Chicago Tribune, 14 agosto 1999. URL consultato il 17 maggio 2015.
  16. ^ Tim Smith, Guitar Sharon Isbin, guitarist. Concertos by..., in The Baltimore Sun, 31 maggio 2001. URL consultato l'11 giugno 2015.
  17. ^ Allan Kozinn, MUSIC REVIEW; A Bit of Adventuring In a Pianist's Repertory, in The New York Times, 10 maggio 1999. URL consultato il 10 luglio 2015.
  18. ^ Andrew Druckenbrod, Classical Music Preview: Gloomy composer Christopher Rouse turns toward the light with 'Rapture', in Pittsburgh Post-Gazette, 5 maggio 2000. URL consultato il 24 marzo 2015.
  19. ^ John von Rhein, Composer Rouse and CSO are full of sonic audacity, in Chicago Tribune, 19 maggio 2001. URL consultato il 24 marzo 2015.
  20. ^ Steve Smith, Shifting Gears to Explore the Realm of the Oboe: Liang Wang Performs Christopher Rouse’s Oboe Concerto, in The New York Times, 17 novembre 2013. URL consultato il 24 marzo 2015.
  21. ^ Mark Swed, At long last, a fitting American Requiem, in Los Angeles Times, 27 marzo 2007. URL consultato il 5 marzo 2015.
  22. ^ Corinna Da Fonseca-Wollheim, A Festive Curtain Raiser, Yes, But One With Somber Hues: New York Philharmonic Opens Spring for Music, in The New York Times, 6 maggio 2014. URL consultato il 4 marzo 2015.
  23. ^ New York Philharmonic Plays Rouse's Requiem, in WQXR-FM, 5 maggio 2014. URL consultato il 5 marzo 2015.
  24. ^ Frank J. Oteri, Christopher Rouse: Going to Eleven, in NewMusicBox, 1º luglio 2008. URL consultato il 22 aprile 2015.
  25. ^ Allan Kozinn, Finding Emotions Stark and Intimate in Works New and Familiar, in The New York Times, 11 febbraio 2010. URL consultato il 5 marzo 2015.
  26. ^ Joel Puckett, Guest blog post: composer Joel Puckett on Christopher Rouse's 'Odna Zhizn', in The Baltimore Sun, 19 agosto 2010. URL consultato il 3 maggio 2015.
  27. ^ Tim Smith, BSO gives East Coast premiere of sensational symphony by Christopher Rouse, in The Baltimore Sun, 9 novembre 2012. URL consultato il 4 marzo 2015.
  28. ^ Anthony Tommasini, A Work Is Rushed to a Debut, by Design: Christopher Rouse and EarShot Premieres From Philharmonic, in The New York Times, 6 giugno 2014. URL consultato il 4 marzo 2015.
  29. ^ John von Rhein, World ends with a jazzy bang in Rouse concerto for CSO's Martin, in Chicago Tribune, 22 dicembre 2012. URL consultato il 4 marzo 2015.
  30. ^ Lawrence A. Johnson, CSO’s Christopher Martin scales the heights in Rouse’s rousing trumpet concerto, in Chicago Classical Review, 21 dicembre 2012. URL consultato il 13 marzo 2015.
  31. ^ Kingsley Guy, Frost winds to lift Wolf Rounds, in Sun-Sentinel, Tribune Publishing, 15 aprile 2007. URL consultato il 15 maggio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Laurie Shulman, "Christopher Rouse: An Overview", in Tempo, new series, nº 199, 1997, pp. 2–8.
  • Laurie Shulman, "Rouse, Christopher (Chapman)", a cura di Stanley Sadie e John Tyrrell, Grove Dictionary of Music and Musicians, 2ª ed., Londra, Macmillan Publishers, 2001.
  • Nicolas Slonimsky, Laura Kuhn e Dennis McIntire, Rouse, Christopher (Chapman), a cura di Nicolas Slonimsky e Laura Kuhn, Baker's Biographical Dictionary of Musicians, New York, Schirmer Books, 2001.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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