Chiesa di Santa Sofia (Giugliano)

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Giugliano in Campania.

Chiesa collegiata di Santa Sofia
Santa Sofia Giugliano.jpg
La chiesa di Santa Sofia dal Corso Campano
Stato Italia Italia
Regione Campania
Località Giugliano in Campania
Religione Cattolica
Diocesi Diocesi di Aversa
Architetto Domenico Fontana e Domenico Antonio Vaccaro (interni)
Stile architettonico Barocco
Inizio costruzione XVII secolo

Coordinate: 40°55′43.25″N 14°12′15.69″E / 40.92868°N 14.204357°E40.92868; 14.204357

La collegiata di Santa Sofia è una delle chiese più grandi ed importanti di Giugliano in Campania. Si eleva a lato del Corso Campano, asse viario principale del centro cittadino, su una gradevole piazzetta alberata: vi è sepolto Giovan Battista Basile, autore de La gatta Cenerentola, morto nel 1632.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu edificata alla metà del XVII secolo, su progetto di Domenico Fontana, che sembra essersi ispirato alla chiesa romana di Sant'Andrea della Valle: analoga a questa è infatti la pianta a navata unica con cappelle, transetto e grande cupola all'incrocio. L’edificio venne realizzato sul luogo dove prima sorgeva una piccola chiesetta dedicata al Corpo di Cristo[1]. Dal 1730 al 1745 Domenico Antonio Vaccaro, uno tra i più geniali ed estrosi architetti napoletani del tempo, fu incaricato di completarla; a lui si devono anche la ridecorazione in stucchi dell'interno e il disegno del pulpito in marmo[2]). Alla fine del XIX secolo il campanile fu smontato e rimontato nell'attuale posizione; durante la seconda guerra mondiale la cupola fu danneggiata.

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

Le lapidi incastonate nel campanile
Vista della navata dall'ingresso

La facciata[modifica | modifica wikitesto]

La facciata, dalle sobrie linee tardomanieriste e conclusa a timpano, presenta la classica spartizione in lesene elevate su uno zoccolo, un finestrone centrale ed un bel portale in piperno del XVII secolo.

Il campanile[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile, su tre piani, è del XVIII secolo: si eleva su un basamento dove erano collocate interessanti sculture del XV secolo, oggi sostituite da copie perché rubate: una di queste raffigurante una donna gravida, divenne col tempo stemma e simbolo della città di Giugliano. Le altre due sculture rappresentano un sole radiante e santa Sofia.

La cupola principale[modifica | modifica wikitesto]

La cupola irrompe all'attenzione dell'osservatore con la sua bicromia ad embrici maiolicati giallo-verdi, diversa dal resto dell'esterno, sobriamente decorato. Si imposta su un tamburo finestrato e culmina con un elegante lanternino di gusto rococò, a sua volta concluso in alto da un globo metallico.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno, luminoso e bellissimo, è forse una delle massime realizzazioni del barocco-rococò della zona a nord di Napoli. Le proporzioni ariose e magniloquenti dell'interno, già definite nel Seicento, si sposano armoniosamente con le vibranti decorazioni del Vaccaro che scandiscono le pareti, gli arconi delle cappelle, le finestre e le cornici. Nella navata unica, con cinque cappelle per lato, si segnala soprattutto il grande organo seicentesco, opera dell'intagliatore Fabrizio Cimino sulla destra di chi entra, il pavimento maiolicato ed il soffitto cassettonato che incornicia tele di Nicola Cacciapuoti, XVIII secolo. Notevole è anche il presbiterio, con la zona absidale recintata da una balaustra in marmi policromi, grandioso altare ed affreschi sempre del XVIII secolo.

A sinistra della navata, la Cappella del Tesoro di San Giuliano, finemente decorata, fu edificata nel 1631 in occasione dell'arrivo in città delle reliquie del santo da Sora, conservate in reliquiari d'argento. Nel novembre del 1998 furono trafugate dalla cappella ben otto tele di pittori dell'ambito di Andrea Vaccaro e Pacecco De Rosa, che raffiguravano Santi e scene di martirio[3], alcune ritrovate nel 2015[4].

Nella chiesa si segnala una tela raffigurante la Caduta di San Paolo, firmata e datata 1634, di Giuseppe Marullo (replica di un'altra conservata nella chiesa di San Paolo Maggiore a Napoli; si ricorda che Marullo a Giugliano studiò con un certo interesse la Presentazione della Vergine al tempio (1618), opera giovanile di Massimo Stanzione conservata nella chiesa dell'Annunziata).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Agostino Basile, Memorie istoriche della terra di Giugliano, Napoli, 1800, p. 207.
  2. ^ B. Gravagniuolo, F. Adriani (a cura di); Domenico Antonio Vaccaro, Sintesi delle arti; Napoli 2005
  3. ^ Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Napoli e Provincia, Comando Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Artistico; Arte Rubata; Napoli 1999
  4. ^ Giugliano. In mostra in sala consiliare le due opere d'arte ritrovate dopo 17 anni - Internapoli.It

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • B. Gravagniuolo, F. Adriani (a cura di), Domenico Antonio Vaccaro, Sintesi delle arti, Napoli 2005.
  • Touring Club Italiano, Campania, 2007.
  • Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Napoli e Provincia, Comando Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Artistico, Arte Rubata, Napoli 1999.
  • Tobia Jodice, Trent'anni di furti d'arte a Giugliano, Giugliano, 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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