Chiesa di Santa Maria in Vado

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Chiesa di Santa Maria in Vado
Ferrara, santa maria in vado, interno 02.JPG
L'interno della chiesa
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna
LocalitàFerrara
IndirizzoVia Borgovado, 3 e Borgo Vado 3 ‒ Ferrara (FE)
Religionecattolica
TitolareMaria
Arcidiocesi Ferrara-Comacchio
ArchitettoBiagio Rossetti
Stile architettonicorinascimentale
Inizio costruzione1495

Coordinate: 44°49′49.03″N 11°37′39.59″E / 44.830286°N 11.627664°E44.830286; 11.627664

La chiesa dell'Annunciazione di Maria Santissima di Santa Maria in Vado si trova a Ferrara in via Borgovado 3, all'angolo con via Scandiana e venne ricostruita nel 1495 da Biagio Rossetti. Il nome deriva da un guado (vado) del Po, che si trovava nelle vicinanze. Una chiesetta sul sito è documentata fin dal X secolo.[1][2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sul sito sin dal V secolo esisteva un capitello, probabilmente con l'immagine di Maria Vergine detta di San Luca. Pochi secoli dopo venne eretto un primo tempio per permettere ai fedeli di seguire le funzioni religiose senza doversi recare alla basilica che si trovava sulla sponda a sud del Po. Verso la fine del XV secolo fu necessario ricostruire la chiesa, che versava in cattive condizioni. Le direttive partirono da Ercole I d'Este e vennero chiamati all'opera Biagio Rossetti,[2] Ercole de' Roberti e Bartolomeo Tristano. Il nuovo tempio, ormai trasformato in basilica, venne consacrato nel 1518 nel giorno dell'Annunciazione di Maria Vergine.

Nel 1594 Alfonso II d'Este diede l'incarico ad Alessandro Balbi di costruire un piccolo tempietto dentro la basilica, per dare maggior rilievo al sito miracoloso.[3]

Miracolo eucaristico[modifica | modifica wikitesto]

Nel giorno di Pasqua del 1171 fu sede di un miracolo eucaristico. Dall'ostia consacrata spezzata durante la funzione religiosa zampillò sangue che bagnò la volta che copriva l'altare. A questo miracolo si deve molta della fama della chiesa, che in origine aveva un aspetto molto più dimesso e si trovava in una zona ai margini dell'abitato. Il luogo divenne subito meta di pellegrinaggio e, su disposizione del duca Ercole I d'Este, l'architetto di corte Biagio Rossetti nel 1495 iniziò a progettare un suo restauro che inglobò ciò che era rimasto dell'antica chiesa di Santa Maria Anteriore e sulla quale aveva già lavorato l'architetto Alessandro Balbi.[4]

Chiesa di Santa Maria in Vado
Facciata principale
Altare maggiore
Navata
Santuario del Preziosissimo Sangue

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

Il prospetto principale, rivolto a ovest, è realizzato in cotto e ha un portale in marmo attribuito ad Andrea Ferreri. Sulla facciata a nord, che si trova in via Scandiana, è presente un secondo ingresso. Questa seconda facciata ha dignità quasi pari alla principale.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno è riccamente decorato ed è suddiviso in tre navate. La pianta comprende il transetto e l'abside.

Sull'altare maggiore si trova la pala raffigurante l'Annunciazione opera di Camillo Filippi, padre del Bastianino, datata non oltre il 1560.

Principale realizzatore dei dipinti che decorano i soffitti della navata centrale, del transetto e del coro è stato il pittore ferrarese Carlo Bononi coadiuvato da Giulio Cromer nella Presentazione al tempio di Maria. Teleri di Domenico Mona decorano il presbiterio. Nel catino absidale è raffigurata la Gloria del Santo Nome, sempre di Carlo Bononi dipinta a olio su intonaco tra il 1616 e il 1621.

il 26 marzo 1501 la volticina, dove la tradizione vuole che siano arrivate le gocce di sangue miracolose, fu spostata dalla parete originaria ed inserita nel transetto a destra che attualmente ospita il tempio del miracolo eucaristico. Questa ricca cappella è dotata di scaletta per salire al livello della volta.

Il braccio sinistro del transetto ospita l'organo monumentale cinquecentesco.

Il 25 marzo 1925 fu inaugurato il Lapidarium, ai lati della volticina. Si compone di due cappelle in cui sono esposte 529 piccole lapidi che ricordano altrettanti caduti ferraresi in guerra. Altre lapidi riportano cumulativamente i nomi dei caduti e dispersi dalla prima guerra d'indipendenza alla seconda guerra mondiale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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