Celestina

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Celestina
Celestine-d06-182a.jpg
Classificazione Strunz (ed. 10) 7.DA.35[1]
Formula chimica SrSO4[1][2][3][4]
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino trimetrico
Sistema cristallino ortorombico[1][2]
Classe di simmetria dipiramidale[1][2]
Parametri di cella a = 8,359, b = 5,352, c = 6,866, Z = 4; V = 307,17[2]
Gruppo puntuale 2/m 2/m 2/m[1][2]
Gruppo spaziale Pbnm[2], Pmna[1]
Proprietà fisiche
Densità 3,9[2] g/cm³
Durezza (Mohs) 3-3,5[1][2][3][4]
Sfaldatura Perfetta secondo {001}[1], buona secondo {210}[1], mediocre secondo {010}[1], viene riportata anche secondo {011}[1]
Frattura concoide[2], irregolare[1][3]
Colore incolore[1][2][3]
Lucentezza vitrea[1][2], perlacea[1], adamantina[3]
Opacità trasparente[1][2],subtranslucido[2], translucido[1]
Striscio bianco[1][2][3]
Diffusione raro[4]
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale
Cristalli di celestina su zolfo provenienti dalla miniera La Grasta (Caltanissetta)

La celestina (o celestite) è un minerale costituito essenzialmente da solfato di stronzio (SrSO4), rombico bipiramidale, appartenente al gruppo omonimo.

Ha durezza 3-3,5 nella scala Mohs e densità 3,9 g/cm3.

In cristalli tabulari incolori o leggermente bluastri, si trova nei calcari e nei terreni sedimentari associato a gesso, anidrite, salgemma e zolfo. Si trova anche sotto altre forme: aciculare, lamellare (rossa, bianca od azzurra), fibrosa. In magnifiche druse cristallizzate si trova, associata allo zolfo, nei suoi giacimenti in Sicilia ed in Romagna.

È un importante minerale dello stronzio.

Abito cristallino o pietra[modifica | modifica wikitesto]

È un abito molto cristallino, non sempre incolore, talvolta nero.

In cristalli grossolani[2], granulare[2], massivo[2].

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

La celestina può avere origine idrotermale[3], in associazione a galena e blenda, oppure sedimentaria evaporitica per evaporazione di acque salmastre in associazione a zolfo, gesso, aragonite[3], cloruri[senza fonte] ed altri minerali tipici[3]. Lo si può trovare anche in rocce sedimentarie[1][2][4], specialmente calcaree[4]. Nelle solfatare e nei giacimenti saliferi[4].

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica wikitesto]

Generalmente in cristalli prismatici allungati, talvolta tabulari, incolori o bianco latte, giallastri, azzurri, in aggregati raggiati o paralleli, massicci o concrezionati[3]. La celestina è pesante, semidura e fragile.

Caratteristiche fisico-chimiche[modifica | modifica wikitesto]

Lo zolfo è sito al centro di un tetraedro ai cui vertici sono posti gli atomi di ossigeno[3].

Il minerale è debolmente solubile in acqua ed in acidi[3] e colora la fiamma in rosso carminio[3].

Il minerale presenta termoluminescenza. Il minerale è fluorescente ai raggi ultravioletti in giallo e bianco-blu[2].

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

Laddove è abbondante (vedi paragrafo sotto) per l'estrazione dello stronzio[3].

Località di ritrovamento[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s (EN) Scheda del minerale su mindat.org, mindat.org. URL consultato il 6 settembre 2013.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x Scheda del minerale su webmineral.com
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u Autori Vari, Scheda Celestina in "Il magico mondo di minerali & gemme", De Agostini (1993-1996), Novara
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q Autori Vari, Celestina in "Come collezionare i minerali dalla A alla Z", pagg.487-489, Peruzzo editore (1988), Milano

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Webmin, webmineral.com.
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