Cattolica di Stilo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Cattolica di Stilo
La cattolica di stilo, esterno 08.jpg
L'esterno
StatoItalia Italia
RegioneCalabria Calabria
LocalitàStilo
Religionecristiana cattolica di rito romano
DiocesiDiocesi di Locri-Gerace
Stile architettonicoBizantino
Inizio costruzioneIX- X secolo
CompletamentoIX- X secolo

Coordinate: 38°28′48.7″N 16°28′05.7″E / 38.480194°N 16.46825°E38.480194; 16.46825

Cattolica di Stilo vista dall'alto (27 agosto 2016)

La Cattolica è una piccola chiesa bizantina a pianta centrale di forma quadrata, e si trova alle falde del monte Consolino a Stilo in provincia di Reggio Calabria[1][2].

Dal 2006 fa parte della lista dei candidati, insieme ad altri 7 siti basiliano-bizantino calabresi, per entrare a far parte dell'elenco UNESCO dei siti Patrimonio dell'umanità. Nel 2015 è stata scelta per rappresentare la regione Calabria a Expo 2015[3].

Il nome[modifica | modifica wikitesto]

La denominazione di Cattolica stava ad indicarne la categoria delle "chiese privilegiate" di primo grado, infatti con la nomenclatura impiegata sotto il dominio bizantino nelle province dell'Italia meridionale (soggette al rito greco), la definizione di katholikì spettava solo alle chiese munite di battistero. Cosa che è rimasta fino ad oggi in certe località legate per tradizione a questo titolo, come ad esempio la chiesa Cattolica dei Greci di Reggio Calabria che fu la prima della città.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Soggetta all'impero di Bisanzio fino all'XI secolo, la Calabria conserva oggi numerose testimonianze dell'arte orientale, la Cattolica ne è un valido esempio.

La Cattolica era la chiesa madre tra le cinque parrocchie del paese, retta da un vicario perpetuo (succeduto al protopapa di epoca bizantina), che aveva diritto di sepoltura al suo interno. Ne sono testimonianza i resti umani rinvenuti in un sepolcro marmoreo con un anello di valore.

L'architettura[modifica | modifica wikitesto]

La Cattolica di Stilo, è un'architettura bizantina, assimilabile alla tipologia della chiesa a croce greca inscritta in un quadrato, tipica del periodo medio-bizantino. All'interno quattro colonne dividono lo spazio in nove parti, all'incirca di pari dimensioni. Il quadrato centrale e quelli angolari sono coperti da cupole su delle colonne di pari diametro, la cupola centrale è leggermente più alta ed ha un diametro maggiore. Su un lato sono presenti tre absidi.

Capitello rovesciato

Questa tipologia è simile a quella delle chiese di San Marco di Rossano e San Giorgio di Pietra Cappa presso San Luca e a quella degli Ottimati di Reggio Calabria, nella sua forma originaria.

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

L'aspetto generale dell'edificio è di forma cubica, realizzato con un particolare intreccio di grossi mattoni uniti tra loro dalla malta. L'uso del materiale laterizio (più costoso ma più semplice da utilizzare) e la tecnica usata dai costruttori, non trovarono però concorde Paolo Orsi, sovrintendente al Museo Nazionale di Reggio Calabria, che data i mattoni come "cortine di laterizi della buona età imperiale", in contrapposizione ad altri studiosi che pensavano fossero usati per "disciogliere la plasticità della parete nell'accentuazione della grana e del colore del materiale".

Sulla parte di ponente la costruzione si adagia per lo più sulla roccia nuda, mentre la parte di levante, che termina con tre absidi, poggia il suo peso su tre basi di pietra e di materiale laterizio.

La Cattolica esternamente è quasi priva di decorazioni, a parte le cupolette che ne sono ricche, rivestite di mattonelle quadrate di cotto disposte a losanga, e di due cornici di mattoni disposti a dente di sega lungo l'andamento delle finestre.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Vista interna

La particolare disposizione delle fonti di luce all'interno, mette in risalto lo spazio e conferisce maggiore slancio (mediante un sottile richiamo al meccanismo simbolico della gerarchia e della scala umana). Questa dilatazione dello spazio serviva a mettere in risalto gli affreschi di cui i muri della chiesa erano interamente ricoperti in origine, decorazioni pittoriche dunque a cui era affidato il compito di decontestualizzare la superficie muraria.

Il piccolo ambiente della chiesa è munito di tre absidi sul versante orientale: quella centrale (il bema) conteneva l'altare vero e proprio, quella a nord (il prothesis) accoglieva il rito preparatorio del pane e del vino, mentre quella a sud (il diakonikon) custodiva gli arredi sacri e serviva per la vestizione dei sacerdoti prima della liturgia.

In particolare sopra l'abside di sinistra è posta una campana (di manifattura locale) del 1577, risalente all'epoca in cui la chiesa fu convertita al rito latino, che raffigura a rilievo una Madonna con Bambino e, limitata da croci, un'iscrizione:

« Verbum Caro Factum Est Anno Domini MCCCCCLXXVII( In questo modo è indicato l'anno, al posto della "D" ci sono "5 C") Mater Misericordiæ »

Un pezzo di colonna antica nell'abside prothesis, fu adibito a mensa per la conservazione delle specie eucaristiche, mentre le quattro colonne che sostengono le cupolette, poggiano su basi differenti, recuperate da epoca molto più antica (es. una base ionica capovolta innestata sopra un capitello corinzio rovesciato, o ancora un capitello ionico capovolto).

Infatti non è da escludere un eventuale uso della Cattolica come oratorio musulmano, come d'altro canto non è da escludere che le colonne possano essere state portate sul posto già incise; comunque gli Arabi, il cui scopo generalmente non era la conquista della regione ma il suo saccheggio, inspiegabilmente non distrussero la piccola chiesa bizantina, ma decisero di innalzarla a propria sede di culto e di preghiera, forse perché attratti dalla sua bellezza, e dal suo particolare posizionamento.

Restauri e studi archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Tra il XVII ed il XVIII secolo è noto che furono fatti dei restauri all'edificio.

Il primo restauro moderno avviene nel 1912 dall'archeologo Paolo Orsi e terminerà nel 1927[4][5]. Il restauro porta alla scelta di eliminare il fronte a cuspide con una finestra trilobata sulla porta d'ingresso[6].

Giorgio Leone eseguirà un restauro tra il 1968 ed il 1980 rivelando gli affreschi di Cristo Pantocratore, l'Annunciazione ed in parte San Giovanni Battista[7]

Nel 1997 e nell'anno successivo viene restauro l'esterno della Cattolica rinvenendo ossa umane del basso medioevo[8]. Francesco Cuteri nel 1997 scopre alcune scritte in lingua araba[9].

Dal 2004 al 2006, ad opera del Consorzio Iconos vengono eseguiti i restauri degli affreschi interni[8].

Nel 2011 si concludo l'opera di salvaguardia dalle infiltrazioni di acque meteoriche finanziato dal Ministero per i beni culturali e ambientali su direzione della Regione Calabria[8].

Da Aprile 2015 si apre una nuova campagna di restauro diretta da Francesco Cuteri[8].

Il 9 dicembre 2017 viene reso noto che lo studio di Calabria Bizantina e Medievale Elia Fiorenza ha scoperto attraverso analisi fotogrammometriche una nuova iscrizione in pessimo stato di conservazione e che fa uso di molte abbreviazioni. Secondo lo studioso la scritta risalirebbe al XV secolo ed ora comincerà la fase di traduzione[10].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Ulteriori approfondimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • L'architettura bizantina in Calabria: La Cattolica di Stilo, in Napoli Nobilissima, di Abatino G. 1903
  • Delle chiese basiliane della Calabria e dei nuovi restauri per la Cattolica di Stilo, in atti del VIII Congresso internazionale di studi bizantini (Palermo) di Martelli G. , 1953
  • La Cattolica ddi Mario Squillace, 1962
  • La Cattolica di Stilo. Guida Artistica storica letteraria di Taverniti F. e Bozzoni C. 1987
  • Nella Vallata dello Stilaro un gioiello bizantino in Calabria , n.117 luglio 1995
  • La Cattolica di Stilo, "Tesori di Calabria" di Stillitano C. 1998
  • Il Kastron Bizantino e la Cattolica di Stilo in Calabria Sconosciuta di Metastasio Giorgio, n.99 (2003)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stilo, su locride.altervista.org. URL consultato il May 2, 2017.
  2. ^ La Cattolica, su Comune di Stilo. URL consultato il 2 maggio 2017.
  3. ^ (EN) Cattolica Monastery in Stilo and Basilian-Byzantine complexes, su UNESCO World Heritage Centre. URL consultato il May 2, 2017.
  4. ^ Fiorenza 2017
  5. ^ Cattolica di Stilo decifrata iscrizione del 15 Secolo di Ugo Franco, Gazzetta del Sud del 10 dicembre 2017
  6. ^ Fiorenza 2017
  7. ^ Fiorenza 2017
  8. ^ a b c d Fiorenza 2017
  9. ^ Fiorenza 2017
  10. ^ Scoperta un'iscrizione del XV secolo nella Cattolica di Stilo, in gazzettadelsud.it, 09-12-2017. URL consultato il 10-12-2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Elia Fiorenza, La Cattolica di Stilo, Reggio Calabria, Laruffa Editore, 2016.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN154748566