Carlo Sanna

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Carlo Sanna
Carlo Sanna.jpg

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXVII
Sito istituzionale

Dati generali
Professione militare di carriera

Carlo Sanna (Cagliari, 3 gennaio 1859Roma, 17 luglio 1928) è stato un generale e politico italiano.

Soprannominato affettuosamente Babbu mannu dalle sue truppe[1], rivestì anche incarichi politici e nella magistratura militare.

La giovinezza e l'inizio della carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Nato da Battista, medico chirurgo di Senorbì, e da Maria Putzu, passò tutta la sua infanzia a Senorbì (paese che gli ha dedicato una via e un museo[2]). Intraprese da giovanissimo la carriera militare, entrando nel Collegio Militare di Firenze, per poi entrare all'Accademia di Modena, da cui uscì come sottotenente di fanteria nel luglio 1879, destinato al 62º Reggimento "Sicilia" a Salerno.

Nel 1885 sposava Adele Dessì. Con il grado di tenente prestò servizio dal febbraio 1887 a Cagliari quale Ufficiale d'Ordinanza del Comandante Militare della Sardegna, generale Americo Mayo. Promosso capitano, fu trasferito a Torino nel marzo 1890, come comandante di compagnia nel 71º Reggimento di fanteria "Puglie", rientrando a Cagliari nel marzo 1897 come Applicato di Stato Maggiore presso il Comando Militare della Sardegna. Serviva successivamente quale Aiutante Maggiore in 1ª del 10º Reggimento fanteria "Regina", sempre a Cagliari, e col grado di maggiore nell'89º Reggimento fanteria "Salerno" a Napoli e nel 58º Reggimento fanteria "Abruzzi" a Cagliari. Promosso tenente colonnello, dall' ottobre 1909 prestò servizio nel 59º Reggimento fanteria "Calabria" a Civitavecchia e poi nel 45º Reggimento fanteria "Reggio" a Sassari.

La prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Allo scoppio della guerra il colonnello Sanna era comandante del 13º Reggimento "Pinerolo" a L'Aquila. Il reparto, inquadrato nella III Armata, prese parte alla Prima e Seconda battaglia dell'Isonzo, impegnandosi nel settore carsico nella conquista del colle Selz e di Quota 70 (considerati "imprendibili")[1]: Sanna guidò personalmente gli assalti, meritando una prima Medaglia d'Argento al Valor Militare.

Promosso maggiore generale nell'agosto 1915, assunse il comando della Brigata "Catanzaro"[3] con cui tra ottobre e novembre partecipò agli infruttuosi attacchi su San Martino ed il Monte San Michele. Nella primavera del 1916, sempre sotto il comando di Sanna, la Brigata "Catanzaro" si distinse in azione sul Monte Moschiagh e sul Monte Interrotto durante la Battaglia degli Altipiani ed a Sanna venne conferita una seconda Medaglia d'Argento al Valor Militare.

Rientrata sul Carso, dall'agosto 1916 la "Catanzaro" partecipò ai durissimi scontri per il Costone Viola e nuovamente il Monte San Michele, occupando il caposaldo di Nad Logen e Quota 208 Nord: per la sua azione di comando Sanna venne insignito del grado di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia.

Passato al comando della 16ª Divisione, Sanna la guidava alla conquista e successiva difesa di Quota 144 nell'ottobre del 1916, e nella conquista di Quota 144, 92, 100, 146, 146 bis e dei capisaldi di Jamiano e Flondar durante il ciclo operativo per la conquista del Monte Ermada nel maggio 1917, meritando il grado di Ufficiale dell'Ordine Militare di Savoia.

Sanna passò quindi al comando della 33ª Divisione[4], partecipando alla Undicesima battaglia dell'Isonzo che gli valse la promozione a tenente generale per merito di guerra. Durante la ritirata di Caporetto, sempre al comando della 33ª Divisione, coprì la ritirata italiana, difendendo tenacemente il ponte di Pinzano sul Tagliamento[5] per permettere il flusso dei reparti in ritirata.

Nel gennaio 1918 la divisione prese parte alla prima offensiva italiana dopo il disastro di Caporetto, attaccando le posizioni austriache del Monte Val Bella, Col del Rosso ed Col d'Echele nella battaglia dei Tre Monti[6]. L'operazione, brillantemente studiata ed eseguita da Sanna, gli valse il grado di Commendatore dell'Ordine Militare di Savoia.

Successivamente la 33ª Divisione passò alle dipendenze del XXIII Corpo d'Armata durante le operazioni difensive della linea del Piave, distinguendosi nei combattimenti di Losson durante la Battaglia del solstizio del giugno 1918, che valse a Sanna il conferimento del grado di Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro per motu proprio del sovrano.

Il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Destinato nel febbraio 1919 al comando della Divisione Militare di Torino, nell'aprile successivo, già ormai nel "biennio rosso", Sanna sì trovò a fronteggiare gravi disordini in occasione del grande sciopero generale. Passò poi al comando del Corpo d'Armata di Ancona (marzo 1920) e, col grado di generale di corpo d'armata, a quello del V Corpo d'Armata di Trieste (novembre 1922). Nel giugno 1923 assunse l'incarico di Presidente del Tribunale Supremo Militare, e nell'aprile del 1924 venne eletto alla Camera dei deputati del Regno d'Italia[7].

Lasciati gli altri incarichi militari, nel 1926 fu nominato per il suo grande prestigio[8] primo Presidente del Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, incarico per il quale venne contestato politicamente da Antonio Gramsci[9]. Morì due anni dopo a Roma e venne sepolto a Cagliari nel cimitero monumentale di Bonaria.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Bundesarchiv Bild 102-01121A, General Carlo Sanna.jpg

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 26 settembre 1919
Commendatore dell'Ordine Militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine Militare di Savoia
— 3 giugno 1918[10]
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
— 5 agosto 1917[10]
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
— 28 dicembre 1916[10]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
— Monte San Michele, 1916[1]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
— Selz Altipiano Carso, 1915
2 Croci al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria 2 Croci al merito di guerra
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni)
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere Commendatore onorario del Molto Onorevole Ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Commendatore onorario del Molto Onorevole Ordine del Bagno (Regno Unito)
Commendatore onorario del Distintissimo Ordine di San Michele e San Giorgio (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore onorario del Distintissimo Ordine di San Michele e San Giorgio (Regno Unito)
Commendatore onorario dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore onorario dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
Croix de guerre 1914-1918 con palma di bronzo (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Croix de guerre 1914-1918 con palma di bronzo (Francia)

Intitolazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale Piazza Gramsci di Cagliari fino al secondo dopoguerra fu intitolata al Generale Carlo Sanna.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]