Cantata dei Pastori
| Cantata dei Pastori | |
|---|---|
| Sacra rappresentazione | |
| Autore | Andrea Perrucci |
| Titolo originale | Il Vero Lume tra l’Ombre, ovvero la Spelonca Arricchita per la Nascita del Verbo Umanato |
| Pubblicato nel | 1698 |
| Personaggi | |
| |
La Cantata dei Pastori è un'opera del teatro religioso tardo-seicentesco, scritta in versi, in cui viene rappresentata la nascita di Gesù.
Autore
[modifica | modifica wikitesto]La prima edizione fu pubblicata nel 1698 da Andrea Perrucci (sotto lo pseudonimo di Ruggiero Casimiro Ugone) con il titolo Il Vero Lume tra l'Ombre, ovvero la Spelonca Arricchita per la Nascita del Verbo Umanato.
Fu successivamente rivista da altri autori e, alla fine del ‘700, vi furono introdotti due personaggi comici: Razzullo, bizzarro personaggio popolano perennemente affamato, e Sarchiapone, un grottesco essere deforme. L'introduzione di questi elementi popolari fece sì che il tono dell'opera virasse sempre più verso il comico e il profano, tanto che nel 1889 la sua rappresentazione fu temporaneamente sospesa; nel XX secolo l'opera fu riscoperta e rivalutata.
Un saggio di Roberto De Simone sull'opera e la sua tradizione è stato pubblicato da Einaudi nel 2000 (La Cantata dei pastori, 2000, Einaudi Saggi). La Cantata è stata messa in scena durante il periodo natalizio al teatro Trianon di Napoli dalla compagnia teatrale di Peppe Barra per circa quarant'anni; tale tradizione, interrottasi nel 2013, è stata successivamente ripresa [1].
Stile e struttura
[modifica | modifica wikitesto]La complessa genesi e la stratificazione stilistica della Cantata rende l'opera unica nel suo genere. Essa è infatti composta da più storie, ciascuna narrata con un proprio stile e un proprio tono: il nucleo narrativo è costituito dal viaggio di Maria e Giuseppe verso Betlemme e dalla successiva adorazione dei pastori, narrati con un'alternarsi di rime e inni musicali, con un linguaggio aulico e ricercato; a esso si intersecano le avventure di Razzullo e Sarchiapone, personaggi vistosamente anacronistici, che riprendono le caratteristiche della commedia dell'arte: i loro segmenti hanno infatti un tono molto più comico, e vengono narrati in dialetto napoletano.
La struttura della storia di base è fissa e prevede un'interpretazione rigida e austera; al contrario, la parte di Razzullo e Sarchiapone è spiccatamente metateatrale, improntata all'improvvisazione e al rapporto diretto tra attori e pubblico, il quale viene talvolta fatto bersaglio di scherzi e coinvolto nella recitazione. Non è raro che ai brani originali vengano spesso accostati altri composti ad hoc o canzoni contemporanee, così come è prassi comune che nelle improvvisazioni di Razzullo e Sarchiapone si facciano riferimenti diretti all'attualità, talvolta prossimi alla satira.
Per la ricchezza delle situazioni, l'interconnessione tra sublime e grottesco e la presenza di alcuni personaggi caratteristici, la Cantata è ritenuta una messa in prosa del presepe napoletano.
Trama
[modifica | modifica wikitesto]All'approssimarsi della Nascita di Gesù, Satana trama per impedire l'evento; l'arcangelo Gabriello[2] gli dichiara battaglia, sventando di volta in volta i suoi piani e sconfiggendo i suoi accoliti.
Nei dintorni di Betlemme, un giovane pastore di nome Benino si sveglia dopo aver fatto sogni inquieti, e ne discute con suo padre Armenzio: entrambi convengono che qualcosa di straordinario stia per accadere. Poco dopo Benino incontra Razzullo, uno scrivano napoletano inviato in Palestina per il censimento[3]; Razzullo, perennemente affamato, chiede a Benino qualcosa da mangiare, ma il pastore è disposto a dargliene soltanto in cambio di aiuto nel badare al gregge, cosa che lo scrivano rifiuta. Successivamente Razzullo incontra il pescatore Ruscellio e il cacciatore Cidonio, che gli offrono cibo in cambio di aiuto nel rispettivo mestiere; anche in questo caso lo scrivano resterà a bocca asciutta a causa della propria inettitudine.
Mentre Maria e Giuseppe si mettono in cammino e Gabriello li difende dagli attacchi di Satana, Razzullo incontra Sarchiapone, barbiere napoletano fuggito dalla città dopo aver accidentalmente commesso due omicidi. I due cercano di inventarsi espedienti per sbarcare il lunario, come cantare in pubblico o fare acrobazie, ottenendo un fallimento dopo l'altro. Razzullo decide quindi di aiutare Ruscellio nella sua attività da traghettatore: i loro primi clienti sono proprio Maria e Giuseppe, e Satana scatena una tempesta per farli naufragare; Maria riesce a sedare la tempesta, ma Razzullo, traumatizzato, lascia immediatamente il lavoro.
Razzullo decide di mettersi al servizio di Cidonio e lo assiste in una battuta di caccia, proprio quando Satana invia un gigantesco drago a infestare la grotta dove nascerà Gesù; lo scrivano fugge terrorizzato, mentre Sarchiapone viene inghiottito tutto intero dal mostro, il quale, disgustato, lo evacua e scappa via. Razzullo e Sarchiapone si fanno quindi assumere alla locanda dove Maria e Giuseppe si fermeranno: l'oste è in realtà il demone Belfagor, intenzionato a cacciare via la Sacra Famiglia. Per una serie di equivoci, tuttavia, sono proprio Razzullo e Sarchiapone a dar loro ospitalità: il demone, furibondo, li licenzia.
Sarchiapone e Razzullo tornano quindi da Benino e Armenzio, accettando di diventare pastori; non cessano però di combinare guai e rubare cibo. Satana gioca la sua ultima carta e fa calare un sonno magico sui pastori, per impedire almeno che la nascita di Gesù venga rivelata alle genti; la Luce Divina illumina tuttavia la notte, svegliando i pastori e sconfiggendo il diavolo una volta per tutte. I pastori, Sarchiapone e Razzullo seguono quindi la Stella Cometa apparsa in cielo e giungono alla grotta dov'è nato Gesù: commossi e colmi di beatitudine, intonano un canto di gioia[4]. Razzullo e Sarchiapone decidono quindi di tornare a Napoli, dove dirameranno in lungo e in largo la notizia della nascita del Salvatore.
Altri media
[modifica | modifica wikitesto]- Il 26 dicembre 2012 è stato trasmesso su Rai 1 un cartone animato basato su quest'opera, sceneggiato da Nicola Barile e coprodotto da Rai Fiction e Mad entertainment[5].
- La cantata dei pastori, di Andrea Perrucci, con Achille Millo, Anna Miserocchi, Ubaldo Lay, Riccardo Cucciolla, Antonio Battistella, Mario Colli, Roberto Bertea, Massimo Turci, Aleardo Ward, regia di Anton Giulio Majano, trasmessa il 24 dicembre 1958 per la RAI.
- Nella commedia Ferdinando di Annibale Ruccello la Cantata viene citata espressamente nel secondo atto, nel quale ha anche una certa economia per la trama.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ si veda il Corriere del Mezzogiorno del 5 novembre 2014
- ↑ Sebbene sia presentato come l'Arcangelo Gabriele, il personaggio è in realtà più vicino a San Michele: come lui è in armi e combatte le varie manifestazioni del demonio.
- ↑ Sebbene il dramma si svolga nell'anno zero, Razzullo e Sarchiapone sono abbigliati alla moda del '700 e fanno mestieri relativi a quell'epoca.
- ↑ La prassi attuale vuole che la rappresentazione si concluda con Quanno nascette Ninno, composta nel 1731 da Alfonso Maria de' Liguori
- ↑ Foto Su Rai 1 la Cantata dei Pastori in formato 3D, made in Naples - 1 di 13 - Napoli - Repubblica.it, su napoli.repubblica.it.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Scheda del teatro Trianon Viviani, su trianonviviani.it. URL consultato il 22 marzo 2021 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2007).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 185712262 · LCCN (EN) no98062514 · GND (DE) 7753070-6 |
|---|