Caffè Pasticceria Piccardo

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Caffè Pasticceria Piccardo
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Stato Italia Italia
Fondazione 1905 a Imperia Oneglia
Sede principale Imperia
Persone chiave Giacomo Piccardo (fondatore), Ambrogio Piccardo, Francesca Zanchi, Carla Piccardo, Maria Teresa Piccardo
Settore pubblico esercizio
Prodotti pasticceria, panettone, pandolce, gelati, latte di mandorla

Coordinate: 43°53′23.33″N 8°02′21.89″E / 43.889814°N 8.039414°E43.889814; 8.039414

Il Caffè Pasticceria Piccardo è un locale storico della città di Imperia, di centenaria tradizione. Si trova nel centro storico dell'abitato di Oneglia, sotto i rinomati portici di piazza Dante, cuore del passeggio. È iscritto all'associazione dei Locali Storici d'Italia[1] e segnalato da numerose guide italiane[2][3][4] e straniere[5][6] per l'eccellenza dei prodotti artigianali, la particolarità degli antichi arredi, che conservano ancora intatto il fascino umbertino degli anni venti, la professionalità del servizio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

La fondazione del Caffè Piccardo risale al 1905, quando ancora Imperia non esisteva (fu fondata nel 1923) e Oneglia era una città a sé stante. In arrivo da Voltri, Giacomo Piccardo insieme alla sorella Teresa rileva il Caffè della Posta, in quella che all'epoca si chiamava ancora piazza Maria Teresa, e lo trasforma nell'Ideal Bar, un locale più moderno e funzionale, dall'arredamento ispirato ai più ambiziosi canoni di una grande città come Genova.

Nel 1910 viene attuata un'altra ristrutturazione che muta l'Ideal in Splendid Bar, una struttura ancora più elegante e avveniristica, esaltata anche da una molto favorevole recensione della Cronaca Onegliese del Giornale Ligure del 1º ottobre[7]. In breve, lo Splendid Bar viene affiancato dalla Premiata Pasticceria Genovese, attività gestita proprio dalla sorella di Giacomo, Teresa.

Gli anni Venti[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni venti, i due locali vengono accorpati, all'angolo di piazza Dante con la centralissima via Bonfante, in una unica lussuosa struttura, destinata a entrare nella storia di Imperia e non solo. In quella che ormai è diventata la capitale dell'olio di oliva, i signori della città si incontrano giorno e notte per stringere patti e formare alleanze, facendo affari più che in ditta. Il Caffè Piccardo Pasticceria acquista la fama di locale di élite, in cui si entra solo se laureati, mentre le torte e gli altri i prodotti del laboratorio di pasticceria sono contesi per i rinfreschi più esclusivi della Riviera.[8]

Il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la seconda guerra mondiale, la gestione del Caffè passa nelle mani del figlio di Giacomo, Ambrogio, che eredita un locale con già mezzo secolo di storia alle spalle. Oltre a bere caffè e mangiare brioche, da Piccardo gli imperiesi seguono i piccoli e grandi eventi del periodo, dalle peripezie calcistiche della squadra locale all'arrivo della televisione e delle prime puntate di Lascia o raddoppia.

Negli anni del boom economico, la Riviera si riempie di turisti e la popolarità di Piccardo cresce a vista d'occhio, sia per i dolci favolosi, sia per i tanti personaggi annoverati tra la sua clientela a cinque stelle. L'episodio forse più famoso della vasta aneddotica del locale – riportato da vari siti e giornali – è una memorabile incursione del ciclista Fausto Coppi[9][10] che, in testa alla Milano-Sanremo con oltre dieci minuti di vantaggio, smonta dalla bicicletta per prendersi un caffè da Piccardo e poi riparte velocissimo verso la vittoria. Tra gli altri, si vedono al bancone di Piccardo, anche il senatore (e poi Presidente della Repubblica) Sandro Pertini, lo scrittore Italo Calvino, il pubblicitario Armando Testa, il compositore Luciano Berio, l'artista Georg Baselitz.[11]

La ristrutturazione degli anni 70[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1973, l'improvvisa scomparsa di Ambrogio, nel frattempo diventato Cavaliere del Lavoro e fondatore della Unione Commercianti a Imperia, costringe le figlie Carla e Maria Teresa a prenderne il posto. Le due sorelle danno subito vita a una profonda ristrutturazione del locale, che viene ingrandito e rinnovato, senza però rinunciare al suo stile classico e inconfondibile.

Nel 1987, al Caffè Pasticceria Piccardo, si affianca, negli spazi della sala da tè, il Piccardilly, un ristorante espresso nato per soddisfare tutte le esigenze di una clientela ormai interclassista. Sotto le scritte dorate che sulle antiche facciate di mogano recitano Pasticceria, Liquoreria, Confetteria, Gelateria, le due sorelle Carla e Maria Teresa portano avanti con orgoglio e impegno l'attività iniziata dal nonno Giacomo e proseguita dal padre Ambrogio. Le segnalazioni e gli elogi ricevuti dalle guide non si contano, così come i complimenti dei turisti italiani e stranieri, che hanno ormai fatto di Piccardo una tappa fissa delle vacanze in Riviera.

Il recupero storico del 2003[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003, un nuovo, ambizioso lavoro di ristrutturazione, con un elaborato intervento di recupero storico, accorpa i locali contigui della pasticceria e del ristorante in una unica, più funzionale struttura. L'anno successivo, in vista dell'imminente centenario, il Caffè Pasticceria Piccardo viene ammesso all'associazione dei Locali Storici d'Italia - unico bar in tutta la provincia di Imperia - e il sindaco di Imperia consegna alle sorelle Carla e Maria Teresa una targa di merito, unica nel suo genere, per l'attività svolta a favore della promozione dell'offerta ricettiva cittadina.

Oltre che sulle guide specializzate, Piccardo inizia a uscire anche su riviste generaliste come GQ[12], Dove, Donna Moderna[13], Specchio de La Stampa[14]. Il Secolo XIX e le edizioni liguri de Il Giornale e La Stampa enfatizzano ogni successo raggiunto dal locale, riprendendo in una occasione anche le parole dell'assessore regionale alla cultura Fabio Morchio, che nel 2007 ha definito i locali storici della Liguria «un formidabile patrimonio culturale»[15].

Locale[modifica | modifica wikitesto]

Pur essendo stato sottoposto nel corso dei decenni a ristrutturazioni e traslochi di considerevole portata, il Caffè Pasticceria Piccardo di Imperia ha sempre cercato di mantenere intatto il caratteristico stile umbertino, unendo innovazione e tradizione in allestimenti di grande impatto visivo, ma allo stesso tempo anche molto funzionali.

Dopo l'ultimo trasloco del 2003, con l'intervento di recupero storico degli ebanisti Alfonso e Giorgio Maligno, il Caffè Pasticceria Piccardo si presenta al numero 2 di piazza Dante, sotto i portici di Oneglia, con tre facciate in mogano antico, decorate con specchi, colonne e capitelli finemente intarsiati, e su cui si stagliano le grandi scritte dorate che insieme al nome del locale, ne declinano le principali offerte: Pasticceria, Liquoreria, Confetteria.

Dentro, una ampia sala di circa 150 metri quadrati è illuminata da neon, lampade e plafoniere in vetro di Murano. Al centro, intorno ai pilastri che sorreggono il soffitto a volta, troneggia un mastodontico bancone a isola di marmo verde, con le tradizionali decorazioni in stile umbertino del locale che si alternano a pannelli in plexiglas retro illuminati, contenenti le foto in bianco e nero che raccontano la storia della famiglia Piccardo.

Sulla destra si stagliano l'ampia vetrina della pasticceria e quella refrigerata della gelateria. A sinistra, nello spazio della sala da tè, fa bella mostra di sé il blasone di famiglia, montato su una parete su cui è stampata una grande riproduzione retro illuminata della fotografia della inaugurazione dell'Ideal Bar, il primo locale aperto a Oneglia dai Piccardo nel 1905.

Dietro il bancone c'è lo spazio per il lunch, con l'angolo cottura dove vengono preparati i piatti espressi. Il piano di sopra della struttura ospita invece il laboratorio della pasticceria, quello della gelateria, la cucina del bar e del ristorante, l'ufficio e il magazzino. Nel sottosuolo si trovano le cantine, incredibilmente vaste anche per un locale così grande, dove tra l'altro sono tenuti molti vecchi macchinari.

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della sua centenaria storia, il Caffè Pasticceria Piccardo è stato citato e utilizzato come scenario da moltissime opere di fiction, come romanzi, racconti, film, telefilm italiani e stranieri. Il caso più curioso è forse quello del romanzo di fantascienza Il codice dell'Apocalisse di Andrea Carlo Cappi e Alfredo Castelli (pubblicato nel 2001 sul trimestrale da libreria M-Rivista del Mistero e poi nel 2007 ristampato in volume da Alacran Edizioni), in cui il popolare personaggio dei fumetti della Sergio Bonelli Editore Martin Mystère raggiunge insieme all'assistente Java il Caffè Piccardo a Imperia mentre indaga su una misteriosa setta satanica. Tra i tavolini del rinomato locale, il detective dell'impossibile incontra lo scrittore e giornalista Marco Vallarino, anche lui studioso dell'occulto, che gli permetterà di proseguire l'indagine accompagnandolo nella villa, sulle alture di Alassio, dell'oscuro rocker Asta Roth.[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito, caffepiccardo.wordpress.com.