Bruno Cesario

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Bruno Cesario

Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Economia e delle Finanze
Durata mandato 5 maggio 2011 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Giuseppe Vegas
Successore Vieri Ceriani

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature - XV
- XVI
Gruppo
parlamentare
XV:
- Partito Democratico-L'Ulivo

XVI:
- Popolo e Territorio (Dal 20/01/2011 a fine legislatura)

In precedenza:

- Partito Democratico (Da inizio legislatura al 23/11/2009)

- GRUPPO MISTO - componente: Alleanza per l'Italia (Dal 19/01/2010 al 28/09/2010)

- GRUPPO MISTO (Dal 28/09/2010 al 20/01/2011)

Coalizione XV:
L'Unione

XVI:
PD-IDV

Circoscrizione Campania 1
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Unione di Centro (Dal 2015)
In precedenza:
Democrazia Cristiana (Fino al 1994)
Partito Popolare Italiano (1994-2002)
La Margherita (2002-2007)
Partito Democratico (2007-2009)
Alleanza per l'Italia (2009-2010)
Movimento di Responsabilità Nazionale (2010-2013)
Il Popolo della Libertà (2013)
Indipendente (2013-2015)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza

Bruno Cesario (Portici, 30 aprile 1966) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Portici, vive a San Giorgio a Cremano.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Ha cominciato a fare politica nella Democrazia Cristiana, poi è stato nel PPI[1] e ne La Margherita, vicino alle posizioni di Ciriaco De Mita[2].

Elezione a deputato[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2006 viene eletto alla Camera dei deputati nelle liste de L'Ulivo, nella Circoscrizione Campania 1.

Alle elezioni politiche del 2008 viene rieletto alla Camera dei deputati nelle liste del Partito Democratico, sempre nella Circoscrizione Campania 1.

Nel novembre 2009 lascia il Partito Democratico e passa all'Alleanza per l'Italia di Francesco Rutelli[3], approdando al gruppo misto.

Nel settembre 2010 abbandona l'Alleanza per l'Italia[4][5].

Il 9 dicembre 2010, con l'avvicinarsi della votazione sulla mozione di sfiducia al Governo Berlusconi IV, dà vita al Movimento di Responsabilità Nazionale di cui è presidente, insieme con Domenico Scilipoti e Massimo Calearo.

Il 14 dicembre 2010 ha votato contro la sfiducia al Governo Berlusconi contribuendo così al mantenimento in carica dell'Esecutivo.

Il 5 maggio 2011 viene nominato Sottosegretario al Ministero dell'Economia del Governo Berlusconi IV in rappresentanza del sottogruppo Movimento di Responsabilità Nazionale entrato nel gruppo parlamentare Popolo e Territorio.[6][7]

Il 9 gennaio 2012 sostituisce Domenico Scilipoti come vice capogruppo vicario di Popolo e Territorio alla Camera dei Deputati.

Alle elezioni politiche del 2013 è nuovamente candidato alla Camera dei Deputati nelle liste del Popolo della Libertà, nella circoscrizione Campania 1, tuttavia non viene rieletto.

Nel 2015 aderisce all'Unione di Centro e, in occasione delle Elezioni Regionali in Campania del maggio 2015, sostiene il candidato del centro-sinistra Vincenzo De Luca e si candida per la carica di consigliere regionale, ottiene circa 1200 preferenze e non viene eletto.

Il 3 settembre 2015 viene nominato da Vincenzo De Luca Delegato regionale della Campania al CIPE;[8] il 6 febbraio 2018 diviene Capoufficio del Presidente De Luca, andando a sostituire Franco Alfieri, quest'ultimo candidato alle elezioni politiche.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberto Fuccillo, Caso Vozza Cesario (Ppi) 'Colpo di mano', in la Repubblica, 9 gennaio 2002, p. 5 sezione:Napoli. URL consultato il 9 dicembre 2010.
  2. ^ Fabrizio Roncone, Arriva Cesario: ma non mi danno niente, in Corriere della Sera, Fabrizio, p. 6. URL consultato il 9 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  3. ^ Cesario lascia il Pd e va con Rutelli, in la Repubblica, 22 novembre 2009, p. 4 sezione:Napoli. URL consultato il 9 dicembre 2010.
  4. ^ Paolo Festuccia, In 7 mollano Udc e Api, due erano eletti nel Pd, in La Stampa, 29 settembre 2010. URL consultato il 9 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2010).
  5. ^ DEPUTATI SALTAFOSSO I sì di Porfidia e Cesario., in casertace.it, 30 settembre 2010. URL consultato il 9 dicembre 2010.
  6. ^ Davide Vecchi, Governo, da Cesario a Villari: chi sono i nuovi sottosegretari, in il Fatto Quotidiano, 5 maggio 2011. URL consultato il 5 maggio 2011.
  7. ^ Berlusconi decide il maxirimpasto "Nove nomine, ne faremo altri dieci", in la Repubblica, 5 maggio 2011. URL consultato il 5 maggio 2011.
  8. ^ Bruno Cesario delegato regionale al Cipe a Roma, in Ottopagine.it, 3 settembre 2015. URL consultato l'8 febbraio 2018.
  9. ^ Capostaff di De Luca, Alfieri lascia: prende il suo posto Bruno Cesario. URL consultato l'8 febbraio 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]