Boletus luridus

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Boleto lurido
Boletus luridus 2011 G1.jpg
Boletus luridus
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Boletales
Famiglia Boletaceae
Genere Boletus
Specie B. luridus
Nomenclatura binomiale
Boletus luridus
Schaeff., 1774
Caratteristiche morfologiche
Boletus luridus
Cappello convesso icona.svg
Cappello convesso
Pores icon.png
Imenio pori
No gills icon.svg
Lamelle no
Olive spore print icon.png
Sporata oliva
Bare stipe icon.png
Velo nudo
Virante icona.svg
Carne virante
Mycorrhizal ecology icon.png
Micorrizico
Commestibile con riserva icona.png
Commestibile con riserva
« Fungorum qui in Bavaria et Palatinatu circa Ratisbonam nascuntur »
(Boletus luridus, Jacob Christian Schäffer, 4: 78 (1774).)

Il Boleto lurido (Boletus luridus Schaeff., 1774) è un fungo appartenente alla famiglia Boletaceae piuttosto apprezzato in certe zone mentre in altre viene scartato perché considerato velenoso[senza fonte] oppure evitato in quanto considerato di qualità scadente per via del suo aspetto non molto gradevole.

Le qualità organolettiche di questa specie sono eccellenti per via del sapore buono[senza fonte], anche se poco aromatico, e della compattezza della carne.

Si raccomanda tuttavia di non consumarlo insieme a grosse quantità di alcolici in quanto contiene sostanze che, pur essendo innocue, rallentano il metabolismo dell'Alcool etilico facendo accumulare acetaldeide nel sangue, e procurando in tal modo un senso di ebbrezza e di nausea che può durare anche diverse ore.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome deriva dal latino luridus = brutto o sporco, per il suo aspetto e per la tendenza a macchiarsi di verde-bluastro.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Illustrazione di B. luridus

Cappello[modifica | modifica sorgente]

Il cappello è carnoso, emisferico, convesso o pianeggiante, raggiungente a maturità 12–15 cm di diametro, di color grigiastro o bruno-chiaro, bruno-olivaceo o rossastro, superficie vellutata, poi liscia e un po' vischiosa a tempo umido.

Pori[modifica | modifica sorgente]

I pori sono piccoli, rotondi, prima di colore arancione e poi rossi, volgenti al bluastro al tocco.

Tubuli[modifica | modifica sorgente]

I tubuli sono lunghi, minuti, giallo-olivastri, viranti all'azzurro al tocco, facilmente separabili dal cappello che rivela così nella sua pagina inferiore il medesimo colore dei pori.

In realtà, la superficie inferiore del cappello, dopo aver asportato i tubuli è di colore arancio-rosso e ciò certifica con certezza la specie luridus, altri Boleti simili non hanno mai la superficie inferiore del cappello di colore arancio-rosso, ma, come il Boletus caucasicus, di colore giallo, quest'ultimo ha il gambo privo di reticolo.[senza fonte]

Gambo[modifica | modifica sorgente]

Il gambo misura 6-20 x 2–5 cm, centrale, clavato o panciuto, robusto, compatto, nella parte superiore ricoperto da un grossolano reticolo di colore rosso, nella parte inferiore chiazzato di rosso.

Carne[modifica | modifica sorgente]

La carne è biancastra o gialliccia, assumente rapidamente, alla rottura, una tinta verdognola e poi azzurrognola. Presenta tonalità rossicce più o meno evidenti al di sotto dei tubuli, sulla superficie nascosta del cappello (asportare i tubuli con un coltello).

  • Odore: speciale (fungino), intenso.
  • Sapore: grato, dolce. Acidulo da crudo.

Spore[modifica | modifica sorgente]

Le spore misurano 11-15 x 5-7 µm, fusiformi, lisce, ellittiche, guttulate, grigio-verdastre, bruno-oliva in massa.

Gruppo di B. luridus

Habitat[modifica | modifica sorgente]

Fruttifica in estate-autunno, nei boschi di latifoglie e conifere.

Commestibilità[modifica | modifica sorgente]

Può essere consumato previa cottura , poiché contiene sostanze tossiche termolabili (di solito viene bollito prima di essere consumato o conservato).

Questa specie in passato era ritenuta velenosa per il mutamento del colore della sua carne e per la somiglianza al Boletus satanas.

In alcune regioni d'Italia è una specie piuttosto apprezzata (per la sua carne molto compatta che non scuoce nemmeno dopo una lunga cottura), a volte anche al pari dei ben noti porcini. Nei corpofori maturi va scartato il gambo, perché fibroso.

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

Boletus erythropus
Boletus erythropus, per via della base del gambo con tonalità rosse e del violento viraggio al blu. Il B. luridus si distingue tuttavia da quest'ultimo per un particolare immediatamente visibile: B. luridus è provvisto sul gambo di un netto reticolo rosso a maglie poligonali larghe ed allungate, mentre B. erythropus ha il gambo finemente punteggiato.
Boletus satanas
In alcune sue forme potrebbe essere confuso con Boletus satanas (velenoso), caratterizzato dal cappello biancastro invece che bruno, e il cui viraggio della carne al blu però è più lento.

Sinonimi e binomi obsoleti[modifica | modifica sorgente]

  • Boletus rubeolarius Bull., Herbier de la France: tab. 490 (1791)
  • Dictyopus luridus (Schaeff.) Quél., (1888)
  • Leccinum luridum (Schaeff.) Gray, A Natural Arrangement of British Plants (London) 1: 648 (1821)
  • Leccinum rubeolarium (Sowerby) Gray, A Natural Arrangement of British Plants (London) 1: 648 (1821)
  • Suillellus luridus (Schaeff.) Murrill, Mycologia 1: 17 (1909)
  • Tubiporus luridus (Schaeff.) P. Karst., (1871)

Nomi comuni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]