Bigoncia (elmo)

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Bigoncia
Sallet
Sallet, Kunsthistorisches Museum, Vienna, Austria.jpg
Bigoncia (fine XV secolo) - Kunsthistorisches Museum di Vienna.
Zona protettatesta
OrigineItalia
Impiego
UtilizzatoriCavalleria pesante
Fanteria (fond. Balestrieri e Schioppettieri)
Produzione
Entrata in usoXV secolo
Cessazione dell'usoXVI secolo
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Bigonce francesi - ill. Eugène Viollet-le-Duc (1874)[1]

Bigoncia o celata (Celada in lingua spagnola; Salade in lingua francese; Sallet in lingua inglese; Schaller in lingua tedesca), vocabolo che in lingua italiana designa solitamente una tipologia di secchio in legno usato in viticoltura (v. Bigoncio), è il nome con cui si suole indicare la particolare tipologia di elmo in uso alla cavalleria pesante d'ambito germanico e borgognone nel Tardo Medioevo. Era un casco coprente il cranio, la nuca e la maschera facciale del portatore, a sezione lobata. Privo di accorgimenti difensivi propri per la mandibola e per la gola, necessitava di una mentoniera o di una barbozza.

Nell'insieme, la foggia della bigoncia ricorda molto l'attuale elmetto in dotazione ai Vigili del fuoco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono due teorie circa la sua origine: come evoluzione del cappello d'arme, e come evoluzione del bacinetto. Il primo era una particolare tipologia di elmo deputato unicamente alla protezione del cranio e non del volto con tesa larga, quasi certo antesignano dell'elmetto moderno, di largo uso in Europa a partire dall'Anno Mille. Il secondo era un elmo chiuso che copriva il cranio fino alla nuca ed era provvisto di visiera a diverse fogge; con esso le prime celate condividevano in tutto la forma, pur essendo prive di visiera. Benché la celata si sia diffusa ampiamente presso i popoli tedeschi ed il centro Europa, alcune teorie vogliono questo elmo originario dell'Italia, dal momento che il termine 'celata' appare per la prima volta nell'inventario delle armi e armature della famiglia Gonzaga nel 1407.

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Viollet-le-Duc, Eugène (1874), Dictionnaire raisonné du mobilier français de l'époque carlovingienne à la Renaissance, t. V, Parigi.
  2. ^ Boeheim, Wendelin (1890), Handbuch der Waffenkunde. Das Waffenwesen in seiner historischen Entwicklung vom Beginn des Mittelalters bis zum Ende des 18 Jahrhunders, Leipzig.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Boeheim, Wendelin (1890), Handbuch der Waffenkunde. Das Waffenwesen in seiner historischen Entwicklung vom Beginn des Mittelalters bis zum Ende des 18 Jahrhunders, Leipzig.
  • Gravett, Christopher; [ill. di] McBride, Angus (1985), German Medieval Armies 1300-1500, Oxford, Osprey Publishing, ISBN 978-0-85045-614-1.
  • Michael, Nicholas; [ill.] Embleton, Gerry (1983), Armies of Medieval Burgundy 1364-1477, Oxford, Osprey Publishing, ISBN 0-85045-518-9. [1][collegamento interrotto].

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