Biennale di Dakar

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Biennale di Dakar
Dak'Art - Biennale de l'art africain contemporain
LuogoDakar, Senegal
Anni1990 letteratura e 1992 arti visive
Frequenzabiennale
Fondato daGoverno senegalese
Datemaggio
Generearti visive e interdisciplinare
Organizzazionesegretariato della biennale (governo senegalese)
Sito ufficiale

La Biennale di Dakar, ovvero Dak'Art - Biennale de l'art africain contemporain, è un evento d'arte contemporanea biennale con sede a Dakar, in Senegal. Attualmente la Biennale di Dakar è dedicata alla promozione dell'arte contemporanea africana.

Breve storia della Biennale di Dakar[modifica | modifica wikitesto]

La Biennale di Dakar nasce nel 1989 come progetto teorico; la manifestazione nel 1990 viene dedicata alla letteratura e l'edizione del 1992 alle arti visive. Nel 1993 la sua struttura viene modificata e la Biennale di Dakar del 1996 diviene una mostra specificatamente dedicata all'arte contemporanea africana. Nel 1998 la manifestazione si consolida e durante l'edizione del 2000 assiste ad un grande cambiamento: viene eletto il nuovo presidente del Senegal Abdoulaye Wade pochi mesi prima della data di apertura della Biennale. Per la prima volta sale al potere un nuovo partito politico dopo quarant'anni di monopolio dell'Unione Progressista Senegalese. Gli organizzatori di Dak'Art restano in attesa: nessuno sa quali conseguenze può avere il cambio di governo; non si sa se la manifestazione avrà luogo, se verrà rimandata o addirittura cancellata, se arriveranno i finanziamenti e se si può contare sull'appoggio del neoeletto presidente. La capacità della biennale di sopravvivere al nuovo ordinamento politico dimostra la forza e l'autonomia del segretariato generale ed il grado di consolidamento che la manifestazione ha raggiunto nel corso degli anni. L'edizione del 2002 conta su nuovi finanziamenti e viene curata dai responsabili nominati dal nuovo Ministero della Cultura. L'organico del segretariato generale viene ampliato e si migliora in particolare l'ufficio stampa. L'organizzazione della Biennale cerca di valorizzare le risorse locali, senegalesi e africane: il catalogo viene stampato per la prima volta a Dakar (durante le altre edizioni il catalogo veniva preparato e stampato in Francia) e un gruppo di artisti senegalesi lavora con uno scenografo belga per realizzare un migliore allestimento della Biennale. L'edizione 2004 assiste alla presenza di un più vasto pubblico internazionale e una maggiore attenzione alle opere. Durante l'edizione del 2006 la biennale subisce una nuova trasformazione: una nuova organizzazione e la nomina di direttore artistico invocato da tanti anni. La mostra dà ampio spazio agli artisti e viene allestita con un più ampio budget, ma due anni dopo Dak'Art 2008 subisce una battuta d'arresto. Per quanto apprezzata, la mostra del 2006 non sembra essere così innovativa rispetto all'investimento che ha comportato e nel 2008 c'è un ripiegamento. Viene nominato all'ultimo momento un commissario generale è la biennale – annunciata con grande ritardo – espone opere di molti artisti che hanno già esposto all'interno di precedenti edizioni. La biennale del 2010 soffre ancora di più di un ripiegamento su se stessa: la Commissione europea che ha sostenuto negli anni l'evento non rinnova il suo finanziamento e la manifestazione viene organizzata con un piccolo budget. L'organizzazione a Dakar della terza edizione del Festival Mondial des Arts Nègres sembra assorbire l'interesse culturale del governo e la biennale ancora una volta si interroga sul suo futuro.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Struttura e procedura di selezione degli artisti[modifica | modifica wikitesto]

Organizzazione della biennale a partire dal 1996.

L'organizzazione della Biennale di Dakar si caratterizza a partire dall'edizione del 1996[1]. La biennale viene consacrata all'arte contemporanea africana e, per rendere più professionale l'evento viene istituito il segretariato generale permanente e il comitato scientifico[2]. In base all'organizzazione della biennale, gli artisti con la nazionalità di un paese africano possono candidarsi liberamente per partecipare all'esposizione Internazionale o al salone Internazionale del design africano e della creatività tessile. Il Segretariato Generale diffonde il bando di candidatura l'anno precedente alla nuova edizione della Biennale (la data della successiva Biennale è pubblicata sul catalogo). Il bando viene inviato alle ambasciate senegalesi, alle ambasciate straniere in Senegal, ai centri culturali dell'Africa e alla lista di contatti della biennale. Seguendo le indicazioni del bando, gli artisti possono presentare il loro dossier che è composto da una lettera di candidatura in cui si precisa la scelta dell'esposizione, un curriculum vitae, due fotografie dell'artista, degli articoli o testi critici, 5 fotografie o diapositive a colori delle opere in concorso e una scheda tecnica delle opere. I dossier inviati non vengono restituiti agli artisti, ma vengono inseriti nell'archivio del centro di documentazione del segretariato generale della Biennale di Dakar. Attraverso i dossier di candidatura, un comitato internazionale di selezione e di giuria sceglie le opere che parteciperanno all'esposizione Internazionale e al salone del Design Africano. Successivamente anche il comitato internazionale suggerisce artisti o sollecita candidature. I membri del comitato si riuniscono a Dakar e analizzano in due sedute le opere: nella prima seduta viene fatta una selezione degli artisti; nella seconda seduta, viene scelto il gruppo dei partecipanti definitivo, indicando per ogni autore l'opera o le opere che saranno esposte.

Programma, esposizioni ed eventi[modifica | modifica wikitesto]

Programma della Biennale di Dakar

La Biennale di Dakar è strutturata in un programma ufficiale chiamato in e in un programma a latere chiamato off. Durante la storia della biennale il programma ufficiale è strutturato in una serie di diverse esposizioni

  • Esposizione internazionale che presenta artisti contemporanei africani.
  • Salone del design, che in alcune edizioni comprende la creatività tessile, anche questo dedicato ad artisti contemporanei africani.
  • Esposizioni individuali, omaggi e retrospettive che focalizzano l'attenzione su alcuni protagonisti dell'arte contemporanea. Queste esposizioni sono affidata a dei curatori.

Nel corso del tempo altre iniziative arricchiscono il programma ufficiale:

  • MAPA mostra vendita di opere d'arte
  • Esposizione di pubblicazioni
  • Salone degli artisti senegalesi
  • Salone dell'infanzia che presenta i risultati di laboratori e iniziative organizzate con le scuole
  • Laboratori
  • Visite guidate alle esposizioni
  • Programma di concerti ed eventi chiamati animazioni.

Accompagna l'evento un programma di conferenze chiamato Rencontres et échanges.

Le edizioni della Biennale di Dakar[modifica | modifica wikitesto]

# Edizione Curatori Sede esposizione

internazionale

Premio Senghor Artisti esposizione

internazionale

Design Esposizioni individuali

(omaggi, retrospettive)

Note
1 Dak'Art 1992 Samir Sobhy, François Belorgey, Sylvie Plateau, Sylvie Fortin, Hector Alberto Flores, Thomas Hodges, Mamadou Niang, Moustapha Tambadou, Massamba Lam, Rémi Sagna, Kalidou Sy, Abdou Sylla, Ismaïla Diouf, Mamadou Diouf Moustapha Dimé, Zerihun Yetmgeta 10 9
2 Dak'Art 1996 Jean-Loup Pivin, Ruth Schaffler, Dominique Kanga, Kalidou Sy, Yukiya Kawaguchi, Polly Nooter-Roberts, Daniel Sotiaux, Brahim Alaouie, Abdou Sylla Abdoulaye Konaté 42 13 5
3 Dak'Art 1998 Chantal Ponbriand, Linda Givon, Edem Kodjo, Ousmane Sow, Lucien Billinelli, Danièle Giraudy, Diana Porfirio, Mary Jane Jacob, Dominique Fontaine, Alfons Hug, Yacouba Konaté, Ali Louati Viyé Diba 36 31 5
4 Dak'Art 2000 Marième Samb Malong, Dany Keller, Marylin Martin, Hilton Mc Connico, Amadou Yassine Thiam, El Anatsui, Simon Njami, Ablade Glover, Malika Dorbani, Orlando Britto Jinorio Museo Théodore Monod (IFAN) Fatma Charfi M’Seddi 21 18 7
5 Dak'Art 2002 N'Goné Fall, Ery Camara, Bruno Corà, Céline Savoye, Sakina Savoye, Pep Subiros, Malika Dorbani CICES Centro fieristico Ndary Lô 44 14 9
6 Dak'Art 2004 Sara Diamond, Meskerem Assegued, Emma Bedford, Thomas Boutoux, Gerald Matt, Didier Schaub, Yacouba Konaté, Ivo Mesquita, Hans Ulrich Obrist Michèle Magema 33 5 18
7 Dak'Art 2006 Yacouba Konaté (direttore artistico) Museo Théodore Monod (IFAN) Mounir Fatmi 87 14
8 Dak'Art 2008 Maguèye Kassé (direttore artistico) Ndary Lô, Mansour Ciss Kanakassy 36 12 2
9 Dak'Art 2010 Marilyn Martin, Kunlé Filani, Marème Malong Samb, Sylvain Sankalé e Rachida Triki. Museo Théodore Monod (IFAN) Mouna Jemal Siala, Svea Josephy 26 4
10 Dak'Art 2012 Christine Eyene, Nadira Laggoune e Riason Naidoo Museo Théodore Monod Younes Baba-Ali 42 5
11 Dak'Art 2014 Elise Atangana, Abdelkader Damani e Smooth Ugochukwu Nzewi Ex-area industriale - di fronte al CFAO Driss Ouadhahi & Olu Amoda
12 Dak'Art 2016 Simon Njami (direttore artistico) Ancien Palais De Justice Youssef Limoud
13 Dak'Art 2018 Simon Njami (direttore artistico) Ancien Palais De Justice Laeila Adjovi 75
Dak'Art 2020

Alcuni artisti partecipano a più edizioni della Biennale di Dakar.

Numerazione[modifica | modifica wikitesto]

La Biennale viene inizialmente istituita come Biennale de Dakar des Arts et des Lettres, con l'obiettivo di alternare ogni due anni edizioni consacrate alla letteratura ed edizioni consacrate alle arti visive. La data di nascita di Dak'Art è per questo motivo spesso confusa: nel 2002 si festeggia il decimo compleanno dell'evento, ma in realtà già nel 1990 si svolge la prima edizione dedicata alla letteratura, seguita poi nel 1992 dalla manifestazione focalizzata sull'arte e ancora nel 1996 una nuova trasformazione con la specializzazione della biennale sull'arte contemporanea africana. Prendendo in considerazione esclusivamente le biennali d'arte, la prima edizione è quella del 1992.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le linee guida vendono definite durante una settimana di valutazione della biennale organizzata a giugno 1993, dopo l'edizione del 1992.
  2. ^ Le nuove direttive della Biennale di Dakar vengono annunciate a ottobre 1993 dal Ministro della cultura Coura Ba Thiam.
  3. ^ (FR) Dak'Art 2014, su dakart.org. URL consultato il 12 maggio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia generale della Biennale di Dakar in ordine cronologico inverso, con le pubblicazioni più recenti in alto.

2020
  • (EN) Ugochukwu-Smooth C. Nzewi & Thomas Fillitz (a cura di), Dak’Art: The Biennial of Dakar and the Making of Contemporary African Art (London: Bloomsbury Academic, 2020[forthcoming]).
2019
  • (EN) Pan-African Festivals and Visual Culture: from the Dakar Festival of 1966 to Dak’Art 2016, volume dedicato "World Art", special issue, 2019.
2018
  • (EN) Ugochukwu-Smooth C. Nzewi, Dak’Art: Global Black Cultural Politics in the Twentieth-Century in "Nka: Journal of Contemporary African Art" [Global Black Consciousness, special issue, edited by Margo N. Crawford and Salah Hassan], No. 42-43 (November 2018), pp. 96-109.
  • (EN) Thomas Fillitz, Concepts of "Art World" and the Particularity of the Biennale of Dakar in An anthropology of contemporary art: Practices, Markets, and Collectors, a cura di Thomas Fillitz & Paul van der Grijp, Bloomsbury Publishing, 2018.
2017
  • (EN) Joanna Grabski, Art World City: The Creative Economy of Artists and Urban Life in Dakar, Indiana University Press, 2017.
  • (EN) Thomas Fillitz, The Biennial of Dakar: Scales of Art Worlds-Networks in Ethnographies of Conferences and Trade Fairs: Shaping Industries, Creating Professionals, ed. Hege Høyer Leivestad, Anette Nyqvist, Springer, 2017, pp. 107-124.
2016
  • (EN) Thomas Fillitz, The Biennial of Dakar and South-South Circulations in Artl@s Bulletin 5, no. 2 (2016): Article 6.
2015
  • Yacouba Konaté, '0'Dak’Art: The Making of Pan-Africanism and the Contemporary in Art in Translation, vol. 5, issue 4, 2015.
2014
2013
  • (EN) Kinsey Katchka, Creative Diffusion: Africa at the Intersection of the Biennale Network in A Companion to Modern African Art, ed. Gitti Salami & Monica Blackmun Visonà, Wiley-Blackwell, 2013.
2012
  • (EN) Ugochukwu-Smooth C. Nzewi, “Curating Africa, Curating the Contemporary: The Pan-African Model of Dak’Art Biennial,” SAVVY: Journal of contemporary African Art, [special edition on Curating: Expectations and Challenges] No. 4 (November 2012).
  • (EN) Thomas Fillitz, The Mega-Event and the World Culture of Biennials: Dak’Art, the Biennale of Dakar in The Event as a Privileged Medium in the Contemporary Art World, Maska 147-148. Pp. 114-121. [Megadogodek in Globalna Kultura Bienalov; Dak’Art, Dakarski Bienale, in: Dogodek kot Priviegirani Meddij na Podrocju Sodobne Likovne Umetnosti, Maska 147- 148. Pp. 106-113.], 2012
2011
  • (FR) Iolanda Pensa, La Biennale de Dakar comme projet de coopération et de développement, tesi di dottorato in Anthropologie sociale et ethnologie e in Governo e progettazione del territorio, Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales in co-tutela con il Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura e Pianificazione, direttori di ricerca Jean-Loup Amselle in co-tutela con Rossella Salerno; giuria Jean-Loup Amselle, Elio Grazioli, Rossella Salerno, Tobias Wendl, Parigi, 27/06/2011. CC BY-SA.
2010
  • (FREN) Dak'Art 2010: 9ème Biennale de l'art africain contemporain (cat. expo.), Dakar, 2010.
2009
2008
2007
  • (EN) Yacouba Konaté, Dak'art: Centralization Effects of a Peripheral Biennale presentato al Curating the Other – Curator as Tourist, Dartington College of Arts, Dartington, UK, Aprile 21, 2007.
2006
  • (FR) Daniel Sotiaux, Questions à Rémi Sagna su Dak'Art in "Africa e Mediterraneo", dossier Sulla storia dell'arte africana contemporanea, (dir.) Iolanda Pensa et Sandra Federici, n. 55, 01/2006, p. 35-38.
  • (FR) Daniel Sotiaux, Dak'art Chronologie in "Africa e Mediterraneo", dossier Sulla storia dell'arte africana contemporanea, (dir.) Iolanda Pensa et Sandra Federici, n. 55, 01/2006, p. 39-42.
  • (FR) Rémi Sagna e N'Goné Fall, Dak'art. Témoignages in "Africa e Mediterraneo", dossier Sulla storia dell'arte africana contemporanea, (dir.) Iolanda Pensa et Sandra Federici, n. 55, 01/2006, p. 43-49.
2004
  • (EN) Elizabeth Harney, In Senghor's Shadow: Art, Politics, and the Avant-Garde in Senegal, 1960–1995, Duke University Press, Durham & London, 2004.
2003
  • (IT) Iolanda Pensa, La Biennale di Dakar, tesi di laurea, relatore Luciano Caramel e correlatore Francesco Tedeschi, Università Cattolica di Milano, Laurea in lettere e filosofia, 2003 (CC-BY-SA).
  • (EN) Rasheed Araeen, DAK'ART - 1992-2002 in "Third Text", 17, n°. 1 (2003), p. 93.
2001
  • (EN) Kinsey Katchka, Putting Art in Place: Exhibiting community and cultural policy in 20th century urban Senegal, PhD, Anthropology and African Studies, Indiana University–Bloomington, 2001.
1998
  • (EN) Tracy D. Snipe, Arts and Politics in Senegal 1960-1996, Africa World Press, Trenton (NJ) / Asmara, 1998.
  • (FR) Mongo Beti, L'ETRANGE BIENNALE DE DAKAR... LETTRE OUVERTE A MONSIEUR LE MINISTRE DE LA CULTURE ET DE LA COMMUNICATION DU SENEGAL in "Peuples Noires Peuples Africains", n°. 63, 1988, p. 310-314.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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