Bruno Corà

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Bruno Corà (Roma, 20 ottobre 1942) è un critico d'arte italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Inizia la sua carriera di critico e curatore accanto ad Achille Bonito Oliva quando organizza mostre “storiche” come Contemporanea del 1971[1]. Dal 1976 è giornalista pubblicista, iscritto all'ordine[2]. Dal 1979 al 1999 professore e accademico d'onore dell'Accademia di belle arti Pietro Vannucci di Perugia[3]. È stato direttore di Palazzo Fabroni Arti Visive Contemporanee di Pistoia, del Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato[4] e del CAMEC (Centro d'arte moderna e contemporanea di La Spezia)[5] oltre che presidente della Fondazione Burri[6]. È stato docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e curatore di diverse Biennali Internazionali d’Arte come quella di Dakar, Gubbio e La Spezia[7]. Ha curato mostre di artisti internazionali come Giuseppe Uncini[8], Vincenzo Agnetti[9], Alberto Burri[10], Louise Nevelson[11], Yves Klein[12], Alighiero Boetti[13], Lucio Fontana[14], Michelangelo Pistoletto[15], Fausto Melotti, Enrico Castellani, Luciano Fabro, Giulio Paolini[16], Domenico Gnoli e Francesco Lo Savio[17]. Gli oltre trecento saggi critici d’arte contemporanea di cui è autore sono stati pubblicati su monografie, quotidiani e riviste specializzate[18].

Alcune opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN14824021 · LCCN: (ENn84090180 · ISNI: (EN0000 0000 6634 1861 · GND: (DE124438881 · BNF: (FRcb12231352q (data) · BAV: ADV11699960