Biancame

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il biancame è un'uva bianca caratteristica delle Marche settentrionali, dove è coltivata nella zona dell'alveo del fiume Metauro, ad eccezione della montagna appenninica, sino alla città di Fano.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La buccia ha un colore pallido, da cui il termine usato per descriverlo e i vari sinonimi, tra cui Balsamina Bianca e Biancone.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il biancame è un vitigno attestato da molti secoli.

Al 1596 risale un'attestazione più precisa a livello storiografico e scientifico: ne parla l'elpidiano Andrea Bacci nel suo Naturalis Historia.[senza fonte]

Caratteristiche e diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Il vitigno ha ottenuto il riconoscimento DOC Bianchello del Metauro nel 1969.

Il vitigno prodotto a nord del confine in Emilia-Romagna può essere usato in purezza o in miscela per la produzione del Colli di Rimini: l'utilizzo in purezza (85%) è previsto nel Colli di Rimini Biancame,[1] mentre nella Colli di Rimini Bianco è usato come parte minoritaria rispetto al Trebbiano Romagnolo.

Caratteristiche organolettiche[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luca Polini, Colli di Rimini DOC, in Tutto Vino: guida completa ai vini d'Italia, Edizioni Demetra, ISBN 9788844038632.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Jancis Robinson, Julia Harding e José Vouillamoz, Wine Grapes: A complete guide to 1,368 vine varieties, including their origins and flavours, Penguin UK, 2013, ISBN 9780141968827.