Bellidinae

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Bellidinae
Bellis 2007-1.jpg
Bellis sylvestris
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Astereae
Sottotribù Bellidinae
Willk., 1870
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Astereae
Sottotribù Bellidinae
Generi

Bellidinae Willk., 1870 è una sottotribù di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Asteraceae (sottofamiglia Asteroideae, tribù Astereae).

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di questa sottotribù deriva dal suo genere più importante Bellis L. la cui etimologia, per fiori così comuni come questo, è sempre un problema in quanto si deve risalire parecchio indietro nel tempo. Alcuni dicono che il nome derivi da Bellide, una delle barbare e crudeli figlie (chiamate Danaidi) di Dànao, re di Argo; altri lo fanno derivare dal latino bellum (= guerra) in riferimento alle sue presunte capacità di guarire le ferite. Più facilmente, secondo i filologi moderni, il suo nome deriva dall'aggettivo (sempre latino) bellus (= bello, grazioso) con riferimento alla delicata freschezza di questo fiorellino.[1][2] Questo nome era già utilizzato dallo scrittore romano Plinio (Como, 23 – Stabia, 25 agosto 79).[3]
ll nome scientifico della sottotribù è stato definito per la prima volta dall'accademico e botanico germanico Heinrich Moritz Willkomm (29 June 1821, Herwigsdorf – 26 August 1895, Schloss Wartenberg in Wartenberg sul Rollberg, Boemia) nella pubblicazione "Prodromus Florae Hispanicae seu Synopsis Methodica omnium Plantarum in Hispania Sponte Nascentium vel Frequentius Cultarum quae Innotuerunt Auctoribus. Stuttgartiae - 2: 30" del 1870.[4][5]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

  • Portamento: L'altezza di queste piante difficilmente supera i 50 cm. Sono piante acauli, senza un fusto vero e proprio: il peduncolo fiorale nasce direttamente dalla rosetta basale. La forma biologica prevalente è emicriptofita rosulata (H ros), ossia sono piante erbacee (quasi cespitose) perenni con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve con delle foglie disposte a formare una rosetta basale.[6][7][8]
  • Fusto: il caule è eretto e molto breve, pressoché privo di foglie (fusto afillo), alla sommità della quale si trova l'infiorescenza.
  • Foglie: normalmente è presente solamente una rosetta basale. Raramente si possono avere alcune foglie alla base dello scapo, in questo caso sono disposte in modo alterno. La lamina delle foglie è semplice con forme spatolate allungate e ristrette verso il picciolo mentre la parte più larga è verso l'apice della foglia; altri tipi di foglia sono a lamina più o meno circolare, lievemente dentata (o crenulata) all'apice e percorsa da un nervo centrale.
  • Infiorescenza: l'infiorescenza è uniflora, composta da un unico capolino. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteraceae: il peduncolo sorregge un involucro cilindrico composto da diverse squame che fanno da protezione al ricettacolo emisferico/conico e privo di pagliette, sul quale s'inseriscono due tipi di fiori: i fiori esterni, o del raggio ligulati, e i fiori centrali, o del disco, tubulosi. Le squame sono delle brattee erbacee (verdi), piatte, ineguali disposte su una o due serie a forma più o meno lanceolata e arrotondate o appuntite all'apice e ricoperte da una sottile e irregolare peluria.
  • Fiori: I fiori sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha in genere 5 elementi). In particolare quelli periferici sono femminili e fertili, sono disposti su una serie ed hanno una corolla ligulata con la ligula molto allargata (sono zigomorfi); quelli interni sono tubulosi, ermafroditi e actinomorfi.
Formula fiorale: per queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[9]
Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
Corolla: il colore della corolla è bianco (con sfumature rosa - nella parte inferiore) per quelli periferici e arancio per quelli interni. In Bellium i lobi dei fiori del disco possono essere 4 - 5.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami con dei filamenti liberi; le antere invece sono saldate fra di loro e formano un manicotto che circonda lo stilo.[10]
Gineceo: il gineceo ha uno stilo in genere filiforme; mentre gli stigmi dello stilo sono due e divergenti con appendici deltate e papillose. L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli.[10] Le linee stigmatiche dello stilo sono marginali.[11]
  • Frutto: il frutto è un achenio obovato e compresso e indeiscente con un pappo ridotto (o anche assente) in Bellis, mentre in Bellium è formato da 4 - 6 squame membranose alternate ad altrettante setole.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Le specie di questo gruppo sono distribuite solamente in Europa. L'habitat preferito sono i luoghi erbosi delle zone temperate.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza di questo gruppo (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[12] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[13]). La sottofamiglia Asteroideae è una delle 12 sottofamiglie nella quale è stata suddivisa la famiglia Asteraceae, mentre Astereae è una delle 21 tribù della sottofamiglia. La tribù Astereae a sua volta è suddivisa in 18 sottotribù (Bellidinae è una di queste).
Il numero cromosomico prevalente in questa sottotribù è: 2n = 18.[7]
Genere tipo: Bellis L., 1753 (a sua volta specie tipo Bellis perennis L., 1753).

Composizione della sottotribù[modifica | modifica wikitesto]

La sottotribù comprende 2 generi e circa 12 specie.[7][14]

Genere N. specie Distribuzione
Bellis L, 1753 circa 8 spp. Europa
Bellium L., 1771 4 spp. Europa meridionale

Chiave analitica[modifica | modifica wikitesto]

Per meglio comprendere ed individuare i vari generi della sottotribù, l'elenco seguente utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche (vengono cioè indicate solamente quelle caratteristiche utili a distingue un genere dall'altro):[7]

  • Gruppo A: il pappo è assente oppure formato da una anello con corte setole; le brattee dell'involucro sono disposte su due serie;
  • Gruppo B: il pappo è formato da una anello esterno composto di 4 - 10 scaglie e uno interno composto da setole; le brattee dell'involucro sono disposte su una serie;

Filogenesi[modifica | modifica wikitesto]

Cladogramma

Secondo gli ultimi studi la tribù Astereae è suddivisa in più linee filogenetiche (lignaggi o gruppi) e/o cladi: (1) gruppo basale (per lo più lignaggio africano, ma anche eurasiatico), (2) clade paleo-sudamericano, (3) clade della Nuova Zelanda, (4) lignaggio dell'Australasia, (5) lignaggio del Sudamerica, (6) clade nord-americano. La sottotribù Bellidinae è assegnata al "gruppo basale".[8]
Da un punto di vista filogenetico il genere Bellis è strettamente collegato al genere Bellium e insieme formano un gruppo monofiletico all'interno della sottortribù Bellidinae. Tuttavia alcuni botanici[15] propongono di includere nella sottotribù anche il genere Bellidiastrum insieme ad un clade sister (clade parallelo) formato dalle specie eurasiatiche Galatella coriacea Novopokr. e Crinitaria linosyris (L.) Less. Comunque questi ultimi tre generi/specie per il momento rimangono assegnati alla sottotribù Asterinae.[8]
All'interno del gruppo Bellis sono stati individuati due clade annidati (vedi il cladogramma a lato, tratto dallo studio citato e semplificato) e un gruppo basale:

  • (1)gruppo B. perennis con cinque specie (sia annuali che perenni) e tre livelli di poliploidia, distribuite in tutto il Mediterraneo;
  • (2)gruppo B. sylvestris con cinque specie (sia annuali che perenni) e cinque livelli di poliploidia, distribuite soprattutto nel Mediterraneo occidentale;
  • (3)gruppo basale di specie perenni con diversi gradi di morfologia.

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Passate classificazioni includevano i generi di questa sottotribù nelle seguenti tribù (attualmente considerate sinonimi):[14]

  • Tribù Bellideae Cass. ex D. Don (1830)
  • Tribù Bellieae DC. ex Godr. (1850)

Alcune specie[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Motta, Vol. 1 - p. 283.
  2. ^ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 25 giugno 2014.
  3. ^ David Gledhill 2008, pag. 68.
  4. ^ Crescent Bloom Database, su crescentbloom.com. URL consultato il 25 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  5. ^ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 25 giugno 2014.
  6. ^ Pignatti, Vol. 3 - p. 26.
  7. ^ a b c d Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 303.
  8. ^ a b c Funk & Susanna, pag. 612.
  9. ^ Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 20 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2011).
  10. ^ a b Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 1.
  11. ^ Judd 2007, pag. 523.
  12. ^ Judd 2007, pag. 520.
  13. ^ Strasburger 2007, pag. 858.
  14. ^ a b The Astereae Working Group, su msb.unm.edu. URL consultato il 19 ottobre 2011.
  15. ^ Omar Fiz, Virginia Valcarcel, Pablo Vargas, Phylogenetic position of Mediterranean Astereae and character evolution of daisies (Bellis, Asteraceae) inferred from nrDNA ITS sequences (PDF), in Molecular Phylogenetics and Evolution 25 (2002) 157–171.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • David Gledhill, The name of plants (PDF), Cambridge, Cambridge University Press, 2008. URL consultato il 26 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 1, 1960, p. 283.
  • V.A. Funk, A. Susanna, T.F. Steussy & R.J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag 316, Berlin, Heidelberg, 2007.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae (PDF), in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, pp.171-189.
  • Panero, J. L., and V. A. Funk, The value of sampling anomalous taxa in phylogenetic studies: major clades of the Asteraceae revealed (PDF), in Mol. Phylogenet. Evol. 2008; 47: 757-782.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, p. 18, ISBN 88-506-2449-2.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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