Danaidi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Le Danaidi, nell'interpretazione di John William Waterhouse, 1902

Nella mitologia greca, le Danaidi erano le cinquanta figlie di Danao, re di Libia, protagoniste di mitologiche vicende da cui sarebbe derivata l'origine del popolo dei Danai, cioè i Greci. Queste vicende si intrecciano con l'antagonismo fra Danao e il suo fratello gemello Egitto, re d'Egitto e padre di cinquanta figli maschi, gli Egittidi.

Mito[modifica | modifica wikitesto]

Le sorelle erano figlie di diverse madri, tra le quali Polisso e Pieria. Esse, rifiutandosi di maritarsi con i propri cugini, fuggirono con il padre ad Argo, ma i giovani le inseguirono e le costrinsero al matrimonio. Danao diede ad ognuna l'ordine di uccidere il proprio marito la prima notte di nozze. Tutte obbedirono eccetto Ipermnestra, che aveva sposato Linceo. In seguito Danao fece sposare le altre quarantanove figlie con principi e gente del luogo dando origine ai Danai. Linceo non tarderà a vendicare i suoi fratelli uccidendole tutte e risparmiando dalla morte la sola Ipermnestra.

Negli inferi, le Danaidi vennero rinchiuse nella zona del Tartaro e furono condannate da Zeus a riempire d'acqua una gran botte che aveva il fondo bucato. Così quanta acqua vi versavano tanta ne usciva. Viene usato come modo di dire la botte delle Danaidi paragonando le amministrazioni o le famiglie sprecone che non riescono a mettere niente da parte e che quanto più riscuotono tanto più spendono.

La leggenda delle Danaidi fu d'ispirazione per la tragedia Le Supplici di Eschilo.

Nomi[modifica | modifica wikitesto]

Segue un elenco di alcune delle Danaidi conosciute[1]:

Nome Madre Sposo Note
Actea Perifante
Astioca (o Astioche)
Antelia Polisso Cisseo
Autonoe Polisso Euriloco
Brice Polisso Ctonio
Cleodore (o Cleodora) Polisso Lisso
Cleopatra Polisso Ermo
Crisotemi Asteride
Elettra Polisso Peristene
Erato Polisso Bromio
Euridice Polisso Driante
Evippe Polisso Imbro
Glaucippe Polisso Potamone
Ipermnestra (o Amimone) Linceo Il primo nome significa "senza colpa", il secondo "grande sposa"; fu l'unica a non obbedire al volere del padre, e l'unica risparmiata da Linceo nella sua vendetta.
Isonoe Da Zeus ebbe Orcomeno.
Pirene Agattolemo
Stigne Polisso Polittore
Teano Polisso Fante

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, 2.1.5

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità GND: (DE134104293