Danaidi

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Le Danaidi, nell'interpretazione di John William Waterhouse, 1902

Nella mitologia greca, le Danaidi erano le cinquanta figlie di Danao, re di Libia, protagoniste di mitologiche vicende da cui sarebbe derivata l'origine del popolo dei Danai, cioè i Greci. Queste vicende si intrecciano con l'antagonismo fra Danao e il suo fratello gemello Egitto, re d'Egitto e padre di cinquanta figli maschi, gli Egittidi.

Mito[modifica | modifica wikitesto]

Le sorelle erano figlie di diverse madri, tra le quali Polisso e Pieria. Esse accompagnarono il padre quando fuggì dalla Libia[1], temendo i cinquanta figli del fratello Egitto. Una volta stabilitosi ad Argo, Egitto mandò i suoi figlioli con l'ordine di non tornare in patria prima di aver punito Danao e tutta la sua famiglia. Appena giunti, essi pregarono Danao di dimenticare i vecchi dissapori e di concedere loro in spose le sue figlie, ben decisi, naturalmente, a ucciderle la notte delle nozze. Danao rifiutò e i figli di Egitto strinsero allora Argo d'assedio. Nella cittadella argiva non vi erano sorgeti d'acqua e, benché le Danaidi[2] in seguito inventassero l'arte di scavare pozzi e provvedessero a scavarne parecchi in città, Danao si rese conto che avrebbe dovuto arrendersi per sete e promise dunque di fare ciò che i figli di Egitto gli chiedevano, purché levassero l'assedio.Venne stabilita la data delle nozze e Danao scelse i mariti per ciascuna delle sue figlie, lasciandosi guidare in certi casi dal fatto che le madri degli uni e delle altre erano di egual rango, o dal fatto che i loro nomi erano simili (e così Clite, Stenele e Crisippe sposarono Clito, Stenele e Crisippo), ma per lo più si affidò alla sorte estraendo tessere da un elmo.Durante la festa nuziale, Danao segretamente consegnò alle figlie dei lunghi spilloni che esse dovevano celare nei loro capelli; e a mezzanotte ciascuna di esse trafisse il cuore del proprio sposo. Soltanto uno sopravvisse: per consiglio di Artemide, Ipermestra salvò la vita di Linceo che aveva rispettato la sua verginità, e lo aiutò a fuggire. All'alba, Danao seppe che Ipermestra aveva disubbidito ai suoi ordini e la portò in tribunale affinché fosse condannata a morte; ma i giudici la assolsero. Essa innalzò un simulacro ad Afrodite Vittoriosa nel tempio di Apollo Lupo, e dedicò inoltre un santuario ad Artemide Persuasiva. Le teste degli uomini assassinati furono sepolte a Lerna e i loro corpi ebbero solenni esequie ad Argo; ma benché Atena ed Ermete avessero purificato le Danaidi nella Palude di Lerna col permesso di Zeus, i Giudici dei Morti le condannarono a riempire in eterno d'acqua un orcio bucherellato come setaccio. Linceo e Ipermestra poterono riunirsi come marito e moglie e Danao, che voleva sposare le sue altre figlie il più presto possibile, indisse una gara di corsa nella via ora chiamata Afeta: il vincitore avrebbe avuto il diritto di prima scelta, e così via fino all'ultimo arrivato. Poiché pochi erano gli uomini disposti a rischiare la vita sposando delle assassine, i partecipanti alla gara non raggiunsero il numero prestabilito; ma quando la notte di nozze trascorse senza esito fatale per i nuovi sposi, altri pretendenti si presentarono e si svolse così una seconda gara di corsa. Tutti i discendenti da questi connubi ebbero il titolo di Danai, che sostituì quello di Pelasgi; e gli Argivi ricordano l'episodio celebrando la cosiddetta Gara Imenea. Linceo in seguito uccise Danao e regnò al suo posto. Avrebbe volentieri ucciso anche le cognate, per vendicare la morte dei fratelli, se gli Argivi glielo avessero permesso.

Negli inferi, le Danaidi vennero rinchiuse nella zona del Tartaro e furono condannate da Zeus a riempire d'acqua una gran botte che aveva il fondo bucato, così, quanta acqua vi versavano, tanta ne usciva. L'odierno modo di dire 'botte delle Danaidi' o 'vaso delle Danaidi' è usato in riferimento a progetti o azioni faticosi ma presumibilmente non concludibili.[3]

La leggenda delle Danaidi fu d'ispirazione per la tragedia Le Supplici di Eschilo. [4]

Nomi[modifica | modifica wikitesto]

Segue un elenco di alcune delle Danaidi conosciute[5]:

Nome Madre Sposo Note
Actea Perifante
Astioca
Antelia Polisso Cisseo
Autonoe Polisso Euriloco
Anassibia Achelao
Brice Polisso Ctonio
Cleo Asterio
Cleodore (o Cleodora) Polisso Lisso
Cleopatra Polisso Ermo
Crisotemi Asteride
Elettra Polisso Peristene
Erato Polisso Bromio
Euridice Polisso Driante
Evippe Polisso Imbro
Glaucippe Polisso Potamone
Ipermnestra (o Amimone) Linceo Il primo nome significa "grande sposa" ed il secondo "senza colpa" . Fu l'unica a non obbedire al volere del padre e l'unica risparmiata da Linceo nella sua vendetta.
Isonoe Da Zeus ebbe Orcomeno.
Itea Antioco Lo sposò ed in seguito lo uccise[6]
Ocipete Lampo
Pirene Agattolemo
Stigne Polisso Polittore
Teano Polisso Fante

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Libia, su dx.doi.org, 2 settembre 2019. URL consultato il 18 ottobre 2020.
  2. ^ A. M. Muhamad, The Sedimentation Dynamics and Its Implication for Heavy Oil Mining in “Belidi” High, South Sumatera Basin, in Proc of Indonesian Petroleum Association 42nd Annual Convention, Indonesian Petroleum Association, 2 maggio 2018, DOI:10.29118/ipa19.sg.211. URL consultato il 18 ottobre 2020.
  3. ^ Danaidi | Dizionario dei modi di dire - Corriere.it, su dizionari.corriere.it. URL consultato il 27 gennaio 2020.
  4. ^ BELIDI
  5. ^ Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, II, 1, 5.
  6. ^ Hyginus, Fabulae, 170

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