Bartolomeo Tromboncino

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Bartolomeo Tromboncino (talvolta citato come Trombonzin o Trombecin) (Verona, 1470 circa – Venezia ?, dopo il 1535) è stato un trombonista e compositore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I dettagli sui primi anni della sua vita sono scarsi; probabilmente passò la gioventù a Verona. Infatti, in una lettera indirizzata al doge di Venezia Bartolomeo si firma 'Veronese'; inoltre, a Verona il padre Bernardino (detto 'Piffaro') suonava nella banda di fiati della città il 'piffaro', del quale sembra che fosse virtuoso. Nel 1489 fu al servizio di Francesco II Gonzaga, marchese di Mantova; il 10 giugno scrisse infatti a Lorenzo de' Medici scusandosi per non essere andato a Firenze come trombonista, perché era necessaria la sua presenza a Mantova per due feste. Fu apprezzato da nobili, poeti e intellettuali, e viaggiò, anche per brevi periodi, presso le corti e le città del Settentrione d'Italia: Vicenza, Casale Monferrato, Milano, Pavia. Ricevette doni e favori da Isabella d'Este, sua protettrice e moglie di Francesco Gonzaga. Alla sua corte fu a servizio come liutista e compositore, ma si trattò di un impiego svolto in condizioni agitate da episodi drammatici. Sebbene Tromboncino fosse favorito da Isabella e da suo marito, fuggì a Venezia nel giugno del 1495, tornando a luglio solo per insistenza del padre; nel luglio del 1499 uccise la moglie Antonia per averla sorpresa con il suo amante. Apparentemente fu perdonato per questi due reati, poiché è menzionato nei documenti di Mantova per tutto il resto del 1499 e nel 1500, ma fuggì di nuovo da Mantova nel 1501. Lasciò comunque nuovamente Mantova «senza permesso e per deprecabili ragioni» come dice una lettera che Francesco Gonzaga inviò a Verona.

Dal 1505 passò al servizio di Lucrezia Borgia, moglie di Alfonso I d'Este, a Ferrara. Nel 1511 andò a servizio del cardinale Ippolito I d'Este, nella stessa città.

Tromboncino partì da Ferrara nel 1518, quando affittò una casa a Venezia e rifiutò la richiesta di Lucrezia di tornare a Ferrara. A Venezia creò una scuola per gentildonne nella sua casa, presumibilmente per insegnare loro liuto e canto, e dalla quale sembra che ricavò buoni guadagni.

Nel 1530 era ancora a Venezia, e compose musica per la stagione di Carnevale. Nel 1535 scrisse da Vicenza al teorico Giovanni del Lago, accennando a un suo imminente ritorno a Venezia.

La buona reputazione di Tromboncino sopravvisse anche grazie alle sue allieve, che sembra fossero tra le migliori liutiste e cantanti venete ancora per diversi anni dopo la sua morte; secondo Lorenzetti (1994), furono portate a termine di paragone con Irene di Spilinbergo.

Musica e influenze[modifica | modifica wikitesto]

Le Lamentazioni di Geremia di Tromboncino pubblicate da Ottaviano Petrucci 1506

Tromboncino fu il più prolifico compositore di frottole, forma che precedette il madrigale, sebbene abbia scritto anche musica sacra: 17 laude, un mottetto e le famose Lamentazioni di Geremia. Dal punto di vista stilistico, la sua produzione sacra è scritta secondo la tradizione del primo Cinquecento usando polifonia non imitativa su cantus firmus. Le frottole, costituenti la maggior parte dei suoi lavori, sono molto più varie di quelle di altri famosi compositori come Marchetto Cara, e tendono ad essere più polifoniche. Questa è la strada che darà inizio alla nascita del madrigale, che vedrà la luce prima della morte del Tromboncino come dimostra la prima raccolta di questa nuova forma musicale: (per esempio Philippe Verdelot - Primo libro di Madrigali del 1533 pubblicato a Venezia). La differenza fra le ultime frottole di Tromboncino e i primi madrigali non sta tanto nella musica quanto nella struttura dei versi. Le liriche che Tromboncino usò nelle sue frottole erano dei più grandi poeti dell'epoca, come Francesco Petrarca e anche un poema di Michelangelo Come haro dunque ardire che fa parte di una collezione di opere pubblicata nel 1518.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Frottole[modifica | modifica wikitesto]

Della sua produzione si conoscono circa 170 frottole (fra cui alcune di dubbia attribuzione). L'editore Petrucci ne pubblicò 116, così suddivise:

Musica liturgico-spirituale[modifica | modifica wikitesto]

  • Libro I e II Lamentationum Jeremie (Venezia 1506 ed. Ottaviano Petrucci).
  • Libro Secondo (Venezia 1508); una laude in Mottetti e Canzone.
  • Libro Primo (Roma 1521?); 4 Lamentationes Jeremiae a 4 voci, una Oratio e un mottetto in Lamentationum.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gustave Reese, Music in the Renaissance, New York, W.W. Norton & Co., 1954. ISBN 0-393-09530-4
  • The New Grove Dictionary of Music and Musicians, ed. Stanley Sadie. 20 vol. London, Macmillan Publishers Ltd., 1980. ISBN 1-56159-174-2
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