Bagno Sultan Amir Ahmad

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Bagno Sultan Amir Ahmad
Sultan Amir Ahmad Bathhouse 2.jpg
L'interno nel 2010
Ubicazione
StatoIran Iran
ProvinciaEsfahan
LocalitàKashan
Coordinate33°58′30.73″N 51°26′27.82″E / 33.975203°N 51.441062°E33.975203; 51.441062Coordinate: 33°58′30.73″N 51°26′27.82″E / 33.975203°N 51.441062°E33.975203; 51.441062
Informazioni
CondizioniIn uso
CostruzioneXVI secolo
StileArchitettura Safavide
UsoBagno pubblico

Il Bagno Sultan Amir Ahmad (Persiano: حمام سلطان امیر احمد , Hammam-e Sultan Amir Ahmad), noto anche come il Bagno Qasemi, è un bagno pubblico iraniano tradizionale a Kashan, Iran.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È stato costruito nel XVI secolo, durante il periodo safavide; tuttavia, lo stabilimento è stato danneggiato nel 1778 a seguito di un terremoto ed è stato rinnovato durante l'epoca Qajar. Il bagno pubblico ha preso questo nome da Imamzadeh Sultan Amir Ahmad, il cui mausoleo si trova nelle vicinanze.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il bagno ha una superficie di circa 1000 metri quadrati e si compone di due parti principali, Sarbineh (la sala di medicazione) e Garmkhaneh (la sala del bagno caldo). Sarbineh è una grande sala ottagonale, che ha una vasca ottagonale in centro separata da otto colonne dalla sezione esterna. Ci sono quattro pilastri nello Garmkhaneh, che rendono le stanze da bagno piccole tutt'intorno nonché la sezione di entrata per il Khazineh (camera da bagno finale) nel mezzo. L'interno dello stabilimento è decorato con piastrelle turchese e oro, intonaci, mattoni e quadri artistici. Il tetto è composto da molteplici cupole contenenti lenti convesse per fornire un'illuminazione sufficiente al bagno nascondendosi dall'esterno.

Un recente restauro ha portato alla luce il sarough originale, un tipo di gesso realizzato aggiungendo alla calce del latte, bianco d'uovo e farina di soia, che pare fosse più resistente del cemento.[1]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Iran, Lonely Planet, 2013, p. 162, ISBN 978-88-6639-974-2.

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