Babadook

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Babadook
Babadook.png
Essie Davis e Noah Wieseman in una scena del film
Titolo originaleThe Babadook
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneAustralia
Anno2014
Durata90 min
Generedrammatico, orrore
RegiaJennifer Kent
SceneggiaturaJennifer Kent
ProduttoreKristian Moliere
Produttore esecutivoJan Chapman, Jeff Harrison, Jonathan Page, Michael Tear
Casa di produzioneCauseway Films, Smoking Gun Productions
Distribuzione (Italia)Koch Media, Midnight Factory
FotografiaRadek Ladczuk
MusicheJed Kurzel
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Babadook (The Babadook) è un film del 2014 diretto da Jennifer Kent.

È un horror psicologico, che narra la storia di una madre e di suo figlio, perseguitati da uno spirito. Acclamato dalla critica internazionale, il film ha avuto elogi da Stephen King, che lo ha definito "molto agghiacciante".

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Amelia è una madre vedova che ha allevato da sola il figlio Samuel dopo la morte del marito in un incidente stradale. Samuel è convinto che dei mostri minaccino lui e sua madre, e sviluppa problemi di comportamento. Una sera, Amelia trova in casa un libro per bambini che non ricordava di possedere, intitolato "Mister Babadook", e lo legge a Samuel. Samuel si convince che la creatura descritta nella storia sia il mostro che li perseguita, e diventa sempre più incontrollabile.

Nei giorni successivi in casa si sentono rumori misteriosi, Amelia è vittima di allucinazioni, e inizia a vedere un mostro riconducibile al Babadook, che la terrorizza e le intima di consegnargli suo figlio.

Giunta al limite, Amelia tenta di disfarsi del libro, che però si ripropone integro in casa, con pagine in più che portano avanti la storia verso un culmine di violenza.

Infine una notte Babadook si rivela direttamente ad Amelia e si impossessa progressivamente di lei. La donna inizia a dare segni di squilibrio mentale, rinchiude in casa se stessa e il figlio, diventando sempre più aggressiva, fino a strangolare il suo cane e quasi ad uccidere il figlio. L'affetto del bambino, però, le dà la forza di resistere alla possessione buttando fuori l'essere; furibonda, la donna fronteggia apertamente Babadook, urlandogli contro di avere violato casa sua e di avere tentato di uccidere il figlio, minacciandolo che se ci avesse provato di nuovo lo avrebbe ucciso. Babadook muggisce la sua collera facendo trapelare, tuttavia, anche dei versi di dolore e di paura, facendolo battere in ritirata a nascondersi nel seminterrato.

Alcuni giorni dopo, la vita di Amelia e Samuel sembra essere tornata alla normalità. Festeggiano il compleanno del bambino e viene rivelato che il marito di Amelia è morto nel giorno della nascita del figlio, accompagnandola in ospedale per il parto. Per questo motivo Samuel non ha mai festeggiato il suo compleanno prima di allora.

La scena cambia, con Amelia e Samuel in giardino a raccogliere lombrichi, che Amelia poi porta a Babadook ancora nascosto nel seminterrato, per nutrirlo. Il mostro non abbandonerà mai le loro vite, ma accudendolo e tenendolo sotto controllo, madre e figlio possono recuperare e mantenere la serenità.

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 luglio 2015, in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna di Formula 1, la Rai ha ritirato il trailer del film, inserito tra gli spot da trasmettere, in quanto ritenuto inadatto per una programmazione in fascia protetta.[senza fonte]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha ottenuto un discreto successo commerciale: costato 2 milioni di dollari, ha incassato nel mondo oltre 10 milioni di dollari.[1]

Popolarità nella comunità LGBT[modifica | modifica wikitesto]

Il Babadook rappresentato durante il Gay pride 2017 di Los Angeles

A partire dalla fine del 2016, il personaggio del Babadook è stato rappresentato come un'icona gay attraverso meme su internet, diffusi da Tumblr e da altri social network. Tutto è nato quando, per errore, il film è stato inserito nella categoria dei film a tematica LGBT su Netflix,[2] nonostante l'assenza di riferimenti aperti alla cultura LGBT. Giornalisti e ammiratori hanno generato varie interpretazioni di sottotipo queer nel film, che erano spesso di natura ironica. Nel giugno del 2017, il Babadook ha generato migliaia di condivisioni e una rapida scalata tra le tendenze su Twitter ed è stato utilizzato come simbolo della comunità LGBT durante il mese dell'orgoglio gay di quell'anno.[3][4]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) The Babadook, boxofficemojo.com. URL consultato il 12 giugno 2017.
  2. ^ BABADOOK, DOPO L'EQUIVOCO SU NETFLIX IL MOSTRO DIVENTA UNA NUOVA ICONA GAY!, movieplayer.it. URL consultato il 12 giugno 2017.
  3. ^ Il personaggio di un film horror è diventato icona della comunità LGBT, thesubmarine.it. URL consultato il 12 giugno 2017.
  4. ^ (EN) Why is the Babadook an LGBTQ icon now?, dailydot.com. URL consultato il 12 giugno 2017.
  5. ^ (EN) Winners Empire Awards 2015, su www.empireonline.com. URL consultato il 20 aprile 2015.
  6. ^ (EN) 2015 Saturn Awards: Captain America: Winter Soldier, Walking Dead lead nominees, su ew.com. URL consultato il 24 agosto 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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