Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture

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Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture
Stato Italia Italia
Tipo Autorità amministrativa indipendente
Sigla AVCP
Istituito 2006
Predecessore Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici
Soppresso 2014
Successore Autorità Nazionale Anticorruzione
Sede Roma
Sito web http://www.avcp.it

L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, era un'autorità amministrativa indipendente italiana che si occupava di vigilare sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture in tutti i settori dell'ordinamento, per garantire il rispetto dei principi di trasparenza e correttezza delle gare di appalto, nonché il rispetto delle regole della concorrenza nelle procedure di gara.

È stata poi accorpata e fusa nel 2014 con l'Autorità Nazionale Anticorruzione.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, o semplicemente l'Autorità di vigilanza dei contratti pubblici o ancora AVCP, era l'erede dell'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, o AVLP, istituita dalla legge n. 109/1994, la cosiddetta legge Merloni, per portare ordine nel mondo degli appalti pubblici, ma limitatamente al settore dei lavori di opere e costruzioni. Con l'approvazione del nuovo codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, il D. Lgs n. 12 aprile 2006, n. 163, la struttura dell'Autorità venne completamente riorganizzata per ampliare le sue funzioni, non più limitate ai lavori, bensì anche alle forniture di beni e quelle di servizi, includendo, in pratica, qualunque tipo di appalto effettuato da parte di una pubblica amministrazione. Nel 2014 l’AVCP viene soppressa (D.L. n. 90/2014) e i suoi compiti e le sue strutture confluiscono nell'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) guidata da Raffaele Cantone.

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

L'Autorità aveva il compito principale di vigilare sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. In particolare, vigilava sull'osservanza delle norme del Codice nonché sulla regolarità delle gare sui contratti pubblici. Accertava che non vi fosse danno al pubblico erario. Infine vigilava sul sistema di qualificazione delle imprese SOA (Società organismi di attestazione).

L'AVCP inoltre aveva un potere di segnalazione al Governo, al Parlamento e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di situazioni che potessero portare all'inosservanza o falsa applicazione della normativa sui contratti pubblici. Essa poteva formulare delle proposte in relazione alla legislazione che disciplina i contratti pubblici di lavori, servizi, forniture.

Dal 2004 ha pubblicato ogni anno e inviato al Governo e al Parlamento una relazione annuale nella quale si rappresenta la situazione nel settore dei contratti pubblici.

Inoltre, l'Autorità su richiesta della stazione appaltante, ovvero dell'amministrazione che ha indetto l'appalto, come pure di una o più delle altre parti sempre dell'appalto, poteva esprimere un parere non vincolante su questioni insorte durante lo svolgimento delle procedure di gara, eventualmente formulando una ipotesi di soluzione.

L'AVCP provvedeva alla raccolta e alla elaborazione dei dati informativi concernenti i contratti pubblici su tutto il territorio nazionale, promuovendo la realizzazione di un sistema informatico con le stazioni appaltanti, le Regioni, per acquisire informazioni in tempo reale sui contratti pubblici.

Poteri[modifica | modifica wikitesto]

Al fine di realizzare i suoi compiti istituzionali l'Autorità disponeva di penetranti poteri. Essi si possono riassumere in:

  • richiesta alle stazioni appaltanti, alle imprese, a ogni pubblica amministrazione e a ogni ente, anche regionale, operatore economico o persona fisica che ne sia in possesso, di qualunque tipo di documento, informazioni e chiarimenti relativamente ai lavori, servizi e forniture pubblici, in corso o da iniziarsi, come pure al conferimento di incarichi per la progettazione, ecc.
  • disporre ispezioni, anche su richiesta motivata di chiunque ne abbia interesse, avvalendosi, eventualmente, anche della collaborazione di ogni organo dello Stato
  • disporre perizie e analisi economiche o consultare esperti ai fini dell'istruttoria
  • aveva a sua disposizione il Corpo della Guardia di finanza, che eseguiva le verifiche e gli accertamenti richiesti agendo con gli stessi poteri di indagine attribuiti al corpo ai fini degli accertamenti relativi all'imposta sul valore aggiunto e alle imposte sui redditi. Da sottolineare che tutte le notizie, le informazioni, e i dati acquisiti dalla Guardia di finanza nello svolgimento di tali attività, erano comunicati all'Autorità.

L'Autorità poteva irrogare sanzioni amministrative pecuniarie, commisurate al valore del contratto pubblico cui le violazioni si riferivano. Inoltre, qualora un soggetto cui veniva richiesta l'informazione utile all'Autorità non l'avesse comunicata, ovvero si fosse rifiutata o avesse omesso, senza giustificato motivo di fornirla o anche solo di esibire i documenti chiesti, o se questi non fossero veritieri, questa poteva irrogare forti sanzioni.

Se avesse ravvisato elementi o notizie che potessero configurare ipotesi di reato o, comunque, avessero rilevanza penale, l'Autorità era tenuta a comunicare tutti gli elementi, e le fonti di prova in suo possesso, alla Procura della Repubblica competente. Se invece il contratto fosse stato suscettibile di provocare pregiudizio all'erario pubblico, era tenuta a darne notizia alla Procura generale della Corte dei Conti, con trasmissione di tutti gli atti.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

L'Autorità, ai sensi dell'art. 6 del D. Lgs. n. 163/2006, come modificato dall'art. 2, comma 85, del D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, convertito dalla lgge 24 novembre 2006, n. 286 era un organo collegiale costituito da sette membri, nominati d'intesa dai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, scelti tra personalità operanti in settori tecnici, economici e giuridici con riconosciuta professionalità. In precedenza i membri erano 5. L'Autorità era completamente autonoma da un punto di vista contabile, amministrativo, funzionale, di giudizio e non riceveva ordini da qualunque altro organo.

L'ultimo consiglio in carica prima della soppressione dell'AVCP (luglio 2011 - luglio 2014) era composto da:
Presidente:

  • Sergio Santoro

Componenti:

Organizzazione dell'Autorità[modifica | modifica wikitesto]

L'Autorità era strutturata in:

  • Uffici di diretta collaborazione del presidente
  • Uffici dipendenti funzionalmente dal presidente
  • il segretario generale
  • n. 6 direzioni generali:
    • DG osservatorio dei contratti pubblici - Analisi e studio dei mercati
    • DG osservatorio - Servizi informatici e delle telecomunicazioni
    • DG vigilanza lavori, servizi e forniture
    • DG vigilanza Sistema di qualificazione e sanzionatorio
    • DG Affari generali e contenzioso
    • DG Regolazione del mercato, Legislazione e Studi

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

D. Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]