At War with Satan

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At War with Satan
ArtistaVenom
Tipo albumStudio
Pubblicazione16 aprile 1984
Durata46:29
Dischi1
Tracce9
GenereBlack metal
Thrash metal
EtichettaNeat Records
Registrazione1983
Venom - cronologia
Album precedente
(1982)
Album successivo
(1985)

At War with Satan è un album discografico pubblicato dalla band black metal britannica Venom nel 1984. In quest'album la band di Newcastle sperimenta sonorità più complesse rispetto agli album precedenti e le canzoni in generale riscontrano un apporto tecnico maggiore.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

L'ispirazione per scrivere un brano della durata di una ventina di minuti che riempisse una intera facciata di un LP, secondo il bassista e cantante dei Venom Cronos, arrivò dall'album 2112 dei Rush.[1][2] At War with Satan è incentrato su un personaggio di nome Abaddon (che è anche lo pseudonimo di Tony Bray, il batterista dei Venom), il guardiano dei cancelli degli inferi.[3] Cronos iniziò a scrivere, quando era ancora studente, una storia su "come l'Inferno si rivoltasse contro il Paradiso e gettasse Dio negli abissi degli inferi", racconto che poi divenne At War with Satan.[1] Le immagini evocate nella title track e la storia stessa devono molto al Libro della Rivelazione e al poema epico Paradiso perduto di John Milton, filtrati attraverso l'estetica postmoderna da film horror e un gusto per il grottesco.[4]

Con la prima facciata occupata dalla lunga title track, il secondo lato del disco si limita a riproporre brani della durata di non più di tre minuti per i quali la band è maggiormente conosciuta.[5] Il giornalista musicale Malcolm Dome disse che la canzoni come Cry Wolf mostravano quanto fossero progrediti i Venom tecnicamente senza perdere nulla in potenza e spontaneità.[6] Secondo il recensore di AllMusic Eduardo Rivadavia, l'ultima traccia dell'album, Aaaaaarrghh, è "possibilmente la canzone più sciocca, assurda e divertente mai registrata".[5]

Copertina[modifica | modifica wikitesto]

La copertina di At War with Satan ricorda un libro con la copertina in pelle. In essa è mostrata una croce rovesciata, il nome della band e il titolo dell'album. Un centinaio di pagine intitolate The Book of Armageddon con l'intera storia di At War with Satan avrebbero dovuto essere pubblicate per accompagnare l'uscita dell'album, ma l'ambizioso progetto non si concretizzò mai.[7] Una prima bozza della copertina prevedeva l'illustrazione di H. R. Giger intitolata Satan I (1977), ma al gruppo non piacque l'idea.[8] L'opera di Giger sarebbe stata usata per la copertina del disco To Mega Therion dei Celtic Frost (1985).[9]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  • Tutte le tracce sono composte da Bray/Dunn/Lant.
  1. At War with Satan – 20:01
  2. Rip Ride – 3:08
  3. Genocide – 3:58
  4. Cry Wolf – 4:18
  5. Stand Up (And Be Counted) – 3:28
  6. Women Leather and Hell – 3:19
  7. Aaaaargghh – 2:21

Tracce bonus ristampa 2002 Sanctuary Records[modifica | modifica wikitesto]

  1. At War with Satan (TV Adverts) – 1:04
  2. Warhead (12" version) – 3:40
  3. Lady Lust (12" version) – 2:48
  4. The Seven Gates of Hell (12" version) – 5:28
  5. Manitou (12" version) – 4:42
  6. Woman (12" version) – 2:56
  7. Dead of the Night (12" version) – 4:09
  8. Manitou (Abbey Road uncut mix) – 4:49

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic 4/5 stelle[5]
Collector's Guide to Heavy Metal 7/10 stelle[10]
Piero Scaruffi 6.5/10 stelle[11]

Quando At War with Satan uscì sul mercato, i Venom erano giunti a un bivio della loro carriera.[12] I critici pensavano che il terzo album sarebbe stato quello che avrebbe catapultato definitivamente la band tra gli artisti mainstream dell'heavy metal, cosa che invece non avvenne.[13] I Venom sarebbero invece stati eclissati presto da gruppi come Metallica,[12] che due mesi prima la pubblicazione di At War with Satan aprivano i loro concerti durante il "Seven Dates of Hell Tour",[14] Slayer, Anthrax, Megadeth e gli Exodus.[15]

Il disco fu comunque ben accolto dalla stampa musicale. "Prova positivamente che i Venom sono la miglior band heavy metal del mondo", scrisse Neil Jeffries di Melody Maker recensendo l'album. La mini suite che forma la title track, fu particolarmente elogiata dal recensore della rivista Sounds.[16] Proprio quest'ultima traccia divise la critica. Chad Bowar di About.com, scrisse che At War with Satan è allo stesso tempo "molto ambiziosa" e "insopportabilmente pretenziosa", ma così "sopra le righe e drammatica da funzionare in qualche modo" e rendere l'album "una gemma metal sottovalutata".[17] La recensione di Allmusi è invece totalmente negativa affermando: questo "brano concept" risulta essere "un'anomalia mal concepita", in gran parte "spazzatura".[5]

L'ascesa della popolarità del genere metal negli anni ottanta fu parallela alla nascita di autorevoli organizzazioni di conservatori come il Parents Music Resource Center (PMRC). La campagna moralizzatrice contro i testi offensivi delle canzoni rock era stata portata avanti da alcuni gruppi politici di destra negli Stati Uniti, e alla fine ebbe ripercussioni anche in Gran Bretagna. I Venom divennero una delle prima vittime della censura: la catena di negozi di musica HMV Group bloccò le vendite di At War with Satan per paura di azioni legali.[18] Successivamente il PMRC avrebbe incluso la title track del seguente album dei Venom, Possessed, nella sua personale "lista nera", la famigerata The Filthy Fifteen ("Gli Sporchi Quindici").[19][20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Jeff Kitts, Venom's Cronos: The Guitar World Interview, in Guitar World, 19 novembre 2008. URL consultato il 21 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2015).
  2. ^ Kupfer, Thomas: Venom. Jesus musste gehen. In: Rock Hard, no. 304, settembre 2012, p. 40.
  3. ^ Richard Karsmakers, An Interview with Abaddon, in Metal-e-Zine, gennaio 1995. URL consultato il 21 aprile 2013.
  4. ^ Lee Barron, Milton's infernal majesty: Postmodern poetics within Venom's At War with Satan, in Chapter & Verse, 2004. URL consultato il 2 maggio 2013.
  5. ^ a b c d Rivadavia, Eduardo. "At War with Satan – Venom". AllMusic.
  6. ^ Dome 2002, p. 7.
  7. ^ Frank Stöver, Interviews: VENOM, in Voices from the Dark Side, 1995. URL consultato il 4 maggio 2013.
  8. ^ Fischer & Ain 2009, pp. 148–149.
  9. ^ Fischer & Ain 2009, pag. 227.
  10. ^ Martin Popoff, The Collector's Guide to Heavy Metal: Volume 2: The Eighties, Burlington, Ontario, Canada, Collector's Guide Publishing, 1º novembre 2005, p. 396, ISBN 978-1-894959-31-5.
  11. ^ The History of Rock Music: Venom, Piero Scaruffi. URL consultato il 12 luglio 2019.
  12. ^ a b Dome 2002, pag. 8.
  13. ^ Dome 2002, pag. 9.
  14. ^ McIver 2009, pag. 125.
  15. ^ McIver 2008, pp. 64–65.
  16. ^ Venom Quotes, in Venom Collector Page. URL consultato il 4 maggio 2013.
  17. ^ Chad Bowar, Retro Recommendation: Venom – At War with Satan, in About.com, 17 settembre 2010. URL consultato l'8 maggio 2013.
  18. ^ Malcolm Dome, Battle of the Bans, in Kerrang!, 5 settembre 1985. URL consultato il 2 maggio 2013.
  19. ^ (EN) Cameron Macdonald, Playing God - Treating Dandruff by Decapitation, in Stylus Magazine, 23 gennaio 2006. URL consultato il 25 maggio 2010.
  20. ^ Jonathon Green, Nicholas J. Karolides: Encyclopedia of Censorship. New Edition. New York: Facts on File 2005, pag. 625.
    - Barry Miles: Zappa: A Biography. New York: Grove Press 2004, pag. 332f..
    - Wes Orshoski: Classic Metal. In: Billboard, 25 maggio 2002, pag. 76.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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