Aristaveninae

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Aristaveninae
Deschampsia nubigena (4832665616).jpg
Deschampsia nubigena
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Commelinidae
Ordine Cyperales
Famiglia Poaceae
Sottofamiglia Pooideae
Tribù Poeae
Sottotribù Aristaveninae
F. Albers & Butzin, 1977
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Monocotiledoni
(clade) Commelinidae
Ordine Poales
Famiglia Poaceae
Sottofamiglia Pooideae
Tribù Poeae
Sottotribù Aristaveninae
Generi

Aristaveninae F. Albers & Butzin, 1977 è una sottotribù di piante spermatofite monocotiledoni appartenente alla famiglia delle Poacee (ex Graminaceae) e sottofamiglia Pooideae.[1][2]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome della sottotribù deriva dal genere Aristavena F.Albers & Butzin, 1977 la cui etimologia indica che il lemma è simile a quello delle specie del genere Avena.[3] Il genere Aristavena (in passato descritto in questo gruppo) attualmente è considerato un sinonimo e le sue specie sono circoscritte all'interno del genere Helictotrichon (sottotribù Helictochloinae).[4]

Il nome scientifico della sottotribù è stato definito dai botanici contemporanei Focke Albers (1940 -) e Friedhelm Reinhold Butzin (1936 -) nella pubblicazione "Willdenowia. Mitteilungen aus dem Botanischen Garten und Museum Berlin-Dahlem. Berlin-Dahlem" [Willdenowia 8(1): 82 (1977)] del 1877.[5]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Spighetta generica con tre fiori diversi
  • Il portamento delle specie di questo gruppo in genere è cespuglioso con forme biologiche tipo emicriptofita cespitosa (H caesp) e cicli biologici annuali o perenni (Scribneria è solo annuale). I culmi sono cavi a sezione più o meno rotonda. In queste piante non sono presenti i micropeli. Alcune specie presentano una superficie punteggiata. Queste piante arrivano fino ad una altezza di 2 metri.[6][7][8][9][10][11][12][13]
  • Guaina: la guaina è abbracciante il fusto e in genere è priva di auricole.
  • Ligula: la ligula è membranosa e a volte è cigliata.
  • Lamina: la lamina ha delle forme generalmente lineari e piatte a volte piegate o arrotolate (sono filiformi in Scribneria); la consistenza è setacea.
  • Infiorescenza principale (sinfiorescenza o semplicemente spiga): le infiorescenze, ascellari e terminali, in genere sono ramificate e sono formate da alcune spighette pedicellate (i pedicelli sono filiformi) ed hanno la forma di una pannocchia aperta. La fillotassi dell'inflorescenza inizialmente è a due livelli, anche se le successive ramificazioni la fa apparire a spirale. In Scribneria l'infiorescenza non è ramificata, le spighette hanno una disposizione distica e crescono incavate nel rachide, generalmente una per nodo, ma a volte fino a 4. In altre specie i rami sono filiformi.
  • Infiorescenza secondaria (o spighetta): le spighette, compresse lateralamente con forme oblunghe e a volte spalancate, sottese da due brattee distiche e strettamente sovrapposte chiamate glume (inferiore e superiore), sono formate da uno o più fiori (2 - 3 fino a 5 in Deschampsia; uno in Scribneria). Possono essere presenti dei fiori sterili; in questo caso sono in posizione distale rispetto a quelli fertili. Alla base di ogni fiore sono presenti due brattee: la palea e il lemma. La disarticolazione avviene con la rottura della rachilla sotto ogni fiore (in Scribneria il rachide non si disarticola). La rachilla si estende ed è pubescente.
  • Glume: le glume, con forme da lanceolate a oblunghe, in genere sono più lunghe della relativa spighetta (in Scribneria sono più corte), hanno apici acuti, mutici o mucronati.
  • Palea: la palea è un profillo con due venature; può essere cigliata.
  • Lemma: il lemma, con forme da lanceolate a oblunghe, a volte è pubescente con apice troncato o dentato (diritto o genicolato). La parte abassiale è vistosamente barbuta.
  • Formula fiorale. Per la famiglia di queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:[7]
*, P 2, A (1-)3(-6), G (2–3) supero, cariosside.
  • Il perianzio è ridotto e formato da due lodicule, delle squame traslucide, poco visibili (forse relitto di un verticillo di 3 sepali). Le lodicule sono membranose e non vascolarizzate.
  • I frutti sono del tipo cariosside, ossia sono dei piccoli chicchi indeiscenti, con forme ovoidali, nei quali il pericarpo è formato da una sottile parete che circonda il singolo seme. In particolare il pericarpo è fuso al seme ed è aderente. L'endocarpo è indurito e l'ilo è puntiforme. L'embrione è piccolo e provvisto di epiblasto ha un solo cotiledone altamente modificato (scutello senza fessura) in posizione laterale. I margini embrionali della foglia non si sovrappongono.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Come gran parte delle Poaceae, le specie di questo genere si riproducono per impollinazione anemogama. Gli stigmi più o meno piumosi sono una caratteristica importante per catturare meglio il polline aereo. La dispersione dei semi avviene inizialmente a opera del vento (dispersione anemocora) e una volta giunti a terra grazie all'azione di insetti come le formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La distribuzione delle specie di questa sottotribù è relativa alle regioni temperate di tutto il mondo (compreso il Mediterraneo).

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza di questa sottotribù (Poaceae) comprende circa 650 generi e 9 700 specie (secondo altri Autori 670 generi e 9 500[10]). Con una distribuzione cosmopolita è una delle famiglie più numerose e più importanti del gruppo delle monocotiledoni e di grande interesse economico: tre quarti delle terre coltivate del mondo produce cereali (più del 50% delle calorie umane proviene dalle graminacee). La famiglia è suddivisa in 11 sottofamiglie, la sottotribù Aristaveninae è posizionata all'interno della sottofamiglia Pooideae.[6][7]

Filogenesi[modifica | modifica wikitesto]

La sottotribù Aristaveninae, più precisamente, è descritta all'interno della tribù Poeae R.Br., 1814 e quindi della supertribù Poodae L. Liu, 1980. La tribù Poeae (formata da diverse sottotribù suddivise in alcune supersottotribù) è l'ultimo nodo della sottofamiglia Pooideae ad essersi evoluto (gli altri precedenti sono la tribù Brachyelytreae, e le supertribù Nardodae, Melicodae, Stipodae e Triticodae). La sottotribù Aristaveninae appartiene al gruppo con le sequenze dei plastidi di tipo "Poeae" (definito "Poeae chloroplast groups 2 "[14]).

All'interno della tribù il gruppo Aristaveninae occupa una posizione "basale" in disposizione politomica insieme ad altre sottotribù (Sesleriinae, Scolochloinae, Arinae, Holcinae e Helictochloinae). Ulteriori studi sono necessari per avere informazioni più dettagliate e precise.[15]

Le seguenti sinapomorfie sono relative a tutta la sottofamiglia (Pooideae):[6]

  • la fillotassi dell'inflorescenza inizialmente è a due livelli;
  • le spighette sono compresse lateralmente;
  • i margini embrionali della foglia non si sovrappongono;
  • l'embrione è privo della fessura scutellare.

Non sono state individuate particolari sinapomorfie per la tribù Poeae; mentre per la sottotribù sono descritte le seguenti sinapomorfie:[6]

Generi della tribù[modifica | modifica wikitesto]

La tribù si compone di 2 generi e 41 specie:[6][1][15]

Genere Specie Numeri cromosomici Distribuzione e habitat
Deschampsia
P. Beauv., 1812
40 2n = 26 e 52 Aree temperate di tutto il mondo
Scribneria
Hack., 1886
Una speie:
Scribneria bolanderi (Thurb.) Hack.
2n = 26 Stati Uniti occidentali

Nota: in alcuni studi il genere Scribneria è considerato un sinonimo di Deschampsia.[1]

Specie della flora italiana[modifica | modifica wikitesto]

Nella flora spontanea della penisola italiana sono presenti le seguenti specie del genere Deschampsia:[8][16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Soreng et al. 2017, pag.285.
  2. ^ Tkach et al. 2019, riga 833.
  3. ^ Etymo Grasses 2007, pag. 137.
  4. ^ The Plant List, http://www.theplantlist.org/tpl1.1/record/kew-394295. URL consultato il 21 novembre 2019.
  5. ^ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 21 novembre 2019.
  6. ^ a b c d e Kellogg 2015, pag. 241.
  7. ^ a b c Judd et al 2007, pag. 311.
  8. ^ a b Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 451.
  9. ^ Motta 1960, Vol. 2 - pag. 346.
  10. ^ a b Strasburger 2007, pag. 814.
  11. ^ Pasqua et al 2015, pag. 467.
  12. ^ eFloras - Flora of China, su efloras.org. URL consultato il 22 novembre 2019.
  13. ^ Kew - GrassBase - The Online World Grass Flora, su powo.science.kew.org. URL consultato il 22 novembre 2019.
  14. ^ PeerJ 2018, pag. 22.
  15. ^ a b Tkach et al. 2019.
  16. ^ Conti et al. 2005, pag. 86.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]