Argent

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Argent
Paese d'origine Inghilterra Inghilterra
Genere Rock progressivo[1]
Periodo di attività musicale 1968- 1976
2010 -in attività
Album pubblicati 14
Studio 7
Live 3
Raccolte 4
Sito ufficiale

Gli Argent sono un gruppo musicale inglese progressive rock fondato nel 1968 dal tastierista Rod Argent, ex componente dei The Zombies[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi tre demo degli Argent furono registrati nel 1968 e si avvalsero del bassista Mac MacLeod, il quale però successivamente non divenne componente della band.[3]

La formazione originaria della band vedeva come bassista Jim Rodford, come batterista Bob Henrit e Russ Ballard nel ruolo di chitarrista e tastierista. Alla voce si alternavano Ballard e Rod Argent.

Nel 1974 Ballard lasciò la band e fu sostituito da John Verity e dal chitarrista John Grimaldi. Lo sciolgimento del gruppo avvenne due anni dopo, nel 1976, quando Rodford, Henrit e Verity fondarono la band Phoenix (la quale durò pochi anni).

Il maggiore successo degli Argent fu "Hold Your Head Up" contenuto nel disco All Together Now. Raggiunse la posizione numero 5 negli Stati Uniti, vendendo oltre un milione di copie e assicurando il disco d'oro alla band.[4].

Il sound della band, propriamente progressive, si avvaleva anche di influenze spiccatamente rock e pop.

La formazione originale della band si è riunita nel 2010 all'High Voltage Festival di Victoria Park, il 25 luglio. Ha poi proseguito con una serie di date nel dicembre dello stesso anno.

Stile musicale[modifica | modifica wikitesto]

Gli Argent proseguono la strada tracciata dagli Zombies e dal suo tastierista Rod Argent, protagonisti di un rilevante successo negli Stati Uniti tale da farli considerare appieno appartenenti al fenomeno della British Invasion.[5] Ma quando gli Zombies si sciolsero, Rod Argent scelse la via di un gruppo con nuovi elementi che gli desse la possibilità di sterzare lasciandosi alle spalle gli stilemi che lo avevano reso celebre e di inserirsi nella dimensione musicale del rock progressivo, dilagante nell’Inghilterra di fine anni sessanta.[6] La nuova tendenza si appoggiava anche sugli innovativi e complementari metodi compositivi di Argent e del chitarrista Russ Ballard[7] e sulla formazione musicale del tastierista che si era cimentato in esperienze di musica classica, jazz e rock, influenze che confluirono nelle sonorità progressive del gruppo[8] e che culminarono nell’album Nexus, ricco di passaggi di rock sinfonico; ma nonostante la cifra musicale gli Argent non riuscirono mai a raggiungere la popolarità di altre formazioni progressive coeve rimanendo in seconda fila.[6] L’abbandono di Ballard portò il gruppo alla perdita delle miscele sonore originarie in favore di improvvisazioni solistiche strumentali,[8] e tuttavia il gruppo non mancò in seguito di avere un buon successo commerciale.[6]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • "Sweet Mary" (1971) U.S. numero 102
  • "Hold Your Head Up" (1972) UK numero 5; US numero 5
  • "Tragedy" (1972) U.S. numero 106, UK numero 34
  • "God Gave Rock and Roll to You" (1973) U.S. numero 114, UK 18[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Piero Scaruffi, The History of Rock Music, http://www.scaruffi.com/vol1/zombies.html. URL consultato il 27 agosto 2016.
  2. ^ Johannes Antonius van den Heavel (a cura di), Enciclopedia Rock, Hard & Heavy, Arcana Editrice, 1991, ISBN 88-85859-77-1.
  3. ^ Mac MacLeod biography
  4. ^ Joseph Murrells, The Book of Golden Discs, 2nd, London, Barrie and Jenkins Ltd, 1978, p. 308, ISBN 0-214-20512-6.
  5. ^ (EN) Rod Argent of The Zombies, songfacts. URL consultato il 23 agosto 2016.
  6. ^ a b c (EN) Argent, progarchives. URL consultato il 23 agosto 2016.
  7. ^ (EN) Argent - Hold Your Head Up, pastemagazine. URL consultato il 23 agosto 2016.
  8. ^ a b (EN) Steve Huey, Argent - Artist Biography, Allmusic. URL consultato il 23 agosto 2016.
  9. ^ a b David Roberts, British Hit Singles & Albums, 19th, London, Guinness World Records Limited, 2006, p. 29, ISBN 1-904994-10-5.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]