Arcieparchia di Pittsburgh

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Arcieparchia di Pittsburgh
Archieparchia Pittsburgensis ritus byzantini
Chiesa rutena
St.JohntheBaptistByzantineCatholicCathedral.jpg
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Diocesi suffraganee
Parma, Passaic, Santa Protezione di Maria di Phoenix
Arcieparca metropolita William Charles Skurla
Vicario generale Andrew Joseph Deskevich
Sacerdoti 59 di cui 52 secolari e 7 regolari
969 battezzati per sacerdote
Religiosi 8 uomini, 55 donne
Diaconi 22 permanenti
Battezzati 57.177
Parrocchie 74
Erezione 8 maggio 1924
Rito bizantino
Indirizzo 66 Riverview Ave., Pittsburgh, PA 15214-2253
Sito web www.archpitt.org
Dati dall'Annuario pontificio 2016 (ch · gc)
Chiesa cattolica negli Stati Uniti d'America

L'arcieparchia di Pittsburgh (in latino: Archieparchia Pittsburgensis ritus byzantini) è una sede metropolitana della Chiesa greco-cattolica rutena. Nel 2016 contava 57.177 battezzati. È retta dall'arcieparca William Charles Skurla.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'arcieparchia comprende i fedeli della Chiesa greco-cattolica rutena in Ohio (contee orientali), Oklahoma, Louisiana, Pennsylvania, Tennessee, Texas e Virginia Occidentale.

Sede arcieparchiale è la città di Pittsburgh. A Munhall, presso Pittsburgh, si trova la cattedrale di San Giovanni Battista (Saint John the Baptist).

Il territorio è suddiviso in 74 parrocchie, la maggior parte delle quali, oltre una sessantina, si trovano in Pennsylvania.

Nel territorio sorgono anche due monasteri femminili, il Mount St. Macrina Monastery delle Suore dell'Ordine di San Basilio Magno a Uniontown in Pennsylvania; e il Queen of Heaven Monastery delle Suore benedettine bizantine a Warren in Ohio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 maggio 1913 la Santa Sede istituì un ordinariato per i fedeli cattolici di rito bizantino che dimoravano negli Stati Uniti d'America. Fu nominato primo vescovo ordinario Soter Stephen Ortynsky de Labetz, gia visitatore dal 1907. Alla sua morte, nel 1916, la Santa Sede nominò due amministratori apostolici, Petro Ponyatyshyn per i fedeli greco-cattolici originari della Galizia e dell'Ucraina e Havryjil Martjak per i fedeli greco-cattolici originari della Rutenia subcarpatica.[1]

L'8 maggio 1924 furono istituiti due esarcati apostolici per i due gruppi distinti; primo esarca per i fedeli ruteni è stato Basil Takacs.[2]

Il 6 luglio 1963 per effetto della bolla Cum homines di papa Paolo VI l'esarcato apostolico cedette una porzione del suo territorio a vantaggio dell'erezione dell'eparchia di Passaic e fu elevato ad eparchia, assumendo il nome di eparchia di Pittsburgh.

Il 21 febbraio 1969 in forza della bolla Quandoquidem Christus dello stesso papa Paolo VI cedette un'altra porzione di territorio a vantaggio dell'erezione dell'eparchia di Parma e nel contempo fu elevata al rango di arcieparchia metropolitana, assumendo il nome di arcieparchia di Munhall (Munhallensis Ruthenorum).

L'11 marzo 1977 assunse il nome attuale.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

  • Basil Takach (Takacs) † (20 maggio 1924 - 13 maggio 1948 deceduto)
  • Daniel Ivancho † (13 maggio 1948 succeduto - 2 dicembre 1954 dimesso)
  • Nicholas Thomas Elko † (5 settembre 1955 - 22 dicembre 1967 nominato arcivescovo titolare di Dara)
  • Stephen John Kocisko † (22 dicembre 1967 - 12 giugno 1991 ritirato)
  • Thomas Victor Dolinay † (16 maggio 1991 succeduto - 13 aprile 1993 deceduto)
  • Judson Michael Procyk † (9 novembre 1994 - 24 aprile 2001 deceduto)
  • Basil Myron Schott, O.F.M. † (3 maggio 2002 - 10 giugno 2010 deceduto)
  • William Charles Skurla, dal 19 gennaio 2012

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'arcieparchia nel 2016 contava 57.177 battezzati.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1949 299.305 ? ? 165 155 10 1.813 19 82 156
1965 220.939 ? ? 145 129 16 1.523 23 163 119
1970 140.000 ? ? 11 1 10 134 15 172 77
1976 150.764 ? ? 86 80 6 1.753 6 150 84
1980 151.601 ? ? 78 78 1.943 6 140 84
1990 141.807 ? ? 77 71 6 1.841 11 112 87
1999 75.261 ? ? 73 64 9 1.030 14 105 85
2000 70.599 ? ? 71 64 7 994 1 11 104 85
2001 64.986 ? ? 74 66 8 878 12 104 86
2002 60.686 ? ? 73 64 9 831 13 102 86
2003 60.290 ? ? 72 63 9 837 13 98 85
2004 60.100 ? ? 83 72 11 724 10 15 96 84
2009 58.997 ? ? 73 64 9 808 17 13 82 79
2010 58.763 ? ? 64 59 5 918 17 8 80 79
2012 58.200 ? ? 72 63 9 808 22 12 69 76
2015 57.407 ? ? 60 53 7 956 22 8 58 74
2016 57.177 ? ? 59 52 7 969 22 8 55 74

Rapporti con i cattolici di rito latino negli Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Nel XIX e XX secolo molti cattolici di rito bizantino emigrarono negli Stati Uniti d'America, soprattutto nelle città minerarie.[3] La predominante gerarchia latina non sempre li accolse con favore, soprattutto per quella che appariva come una novità negli Stati Uniti: preti cattolici sposati. Su loro richiesta, la Sacra Congregazione Propaganda Fide estese il 1º maggio 1897 agli Stati Uniti[4] delle regole già esposte in una lettera del 2 maggio 1890 all'Arcivescovo di Parigi,[5]. Queste norme permettevano l'emigrazione negli Stati Uniti solo ai sacerdoti celibi o vedovi che non portassero al seguito i propri figli. Questa norma fu ribadita con specifico riferimento ai cattolici di rito ruteno dal decreto Cum data fuerit del 1º marzo 1929, che fu rinnovato per altri dieci anni nel 1939. L'insoddisfazione da parti di molti cattolici ruteni negli Stati Uniti diede origine alla Diocesi americana carpato-rutena.

I rapporti con i cattolici di rito latino sono migliorati, specialmente dopo il Concilio Vaticano II, nel quale la Chiesa rutena ebbe un ruolo rilevante sulle decisioni riguardo alla lingua liturgica.[6] (A differenza dell'originario costume del rito latino, la Chiesa rutena ha sempre celebrato la Divina Liturgia in antico slavo ecclesiastico). Un'ulteriore conferma si è avuta nel 1988 in occasione della visita ad limina dei vescovi ruteni americani a Roma.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dmytro Błażejowśkyj, Hierarchy of the Kyivan Church (861-1990), Romae 1990, p. 354.
  2. ^ AAS 16 (1924), p. 243.
  3. ^ Byzantines, su byzantines.net. URL consultato il 30 maggio 2009 (archiviato dall'url originale il 4 luglio 2008).
  4. ^ Collectanea No. 1966
  5. ^ Acta Sanctae Sedis, vol. 1891/92, p.390
  6. ^ Byzantine, su byzantines.net. URL consultato il 30 maggio 2009 (archiviato dall'url originale il 10 marzo 2005).
  7. ^ Discorso di Giovanni Paolo II

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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