Arcidiocesi di Madras e Mylapore

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Arcidiocesi di Madras e Mylapore
Archidioecesis Madraspolitana et Meliaporensis
Chiesa latina
Santhome Basilica.jpg
Diocesi suffraganee
Chinglepet, Coimbatore, Ootacamund, Vellore
Arcivescovo metropolita George Antonysamy
Arcivescovi emeriti Malayappan Chinnappa, S.D.B.
Sacerdoti 458 di cui 145 secolari e 313 regolari
961 battezzati per sacerdote
Religiosi 705 uomini, 1.538 donne
Abitanti 8.002.269
Battezzati 440.525 (5,5% del totale)
Superficie 3.160 km² in India
Parrocchie 138 (12 vicariati)
Erezione 9 gennaio 1606
Rito romano
Cattedrale San Tommaso
Concattedrali Santa Maria degli Angeli
Indirizzo 21 San Thome High Road, Chennai-600004, India
Sito web archdioceseofmadrasmylapore.in
Dati dall'Annuario pontificio 2017 (ch · gc)
Chiesa cattolica in India

L'arcidiocesi di Madras e Mylapore (in latino: Archidioecesis Madraspolitana et Meliaporensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in India. Nel 2016 contava 440.525 battezzati su 8.002.269 abitanti. È retta dall'arcivescovo George Antonysamy.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi comprende i distretti di Chennai e Tiruvallur nella parte settentrionale dello Stato indiano del Tamil Nadu.[1]

Sede arcivescovile è la città di Chennai, chiamata Madras fino al 1996. Nel quartiere di Mylapore sorge la cattedrale di San Tommaso, mentre in quello di George Town, presso Fort Saint George, si trova la concattedrale di Santa Maria degli Angeli.

Il territorio si estende su 3.160 km² ed è suddiviso in 138 parrocchie, raggruppate in 12 decanati.[2]

Provincia ecclesiastica[modifica | modifica wikitesto]

La provincia ecclesiastica di Madras e Mylapore comprende 4 suffraganee:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Diocesi di São Tomé di Meliapore[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di São Tomé di Meliapore fu eretta il 9 gennaio 1606, ricavandone il territorio dalla diocesi di Cochin.[3] La nuova diocesi, suffraganea dell'arcidiocesi di Goa, era sottomessa al padroado dei re del Portogallo.

Dal 1638 al 1691 per una controversia fra il regno di Portogallo e la Santa Sede i vescovi nominati dal re di Portogallo non ricevettero la conferma pontificia.

Nel 1642, nel 1741, il 18 aprile 1834 e l'8 luglio 1836 furono eretti rispettivamente la prefettura apostolica di Fort Saint George[4], il vicariato apostolico di Ava e Pegu (oggi arcidiocesi di Yangon), il vicariato apostolico di Calcutta (oggi arcidiocesi) e il vicariato apostolico della Costa del Coromandel (oggi arcidiocesi di Pondicherry e Cuddalore) sottraendo territori che formalmente dipendevano, in forza dei diritti del patronato portoghese, dalla diocesi di São Tomé di Meliapore.

Queste decisioni acuirono ulteriormente i rapporti fra i regnanti portoghesi e la Curia romana. Il 24 aprile 1838, dopo dieci anni di sede vacante, la diocesi di São Tomé di Meliapore fu soppressa con il breve Multa praeclare di papa Gregorio XVI ed i suoi territori annessi a quelli del vicariato apostolico di Madras.[5]

In seguito al concordato con il Portogallo del 23 giugno 1886,[6] furono confermati dalla Santa Sede i diritti del padroado portoghese sulle antiche sedi di Goa, Damão, Cochin e São Tomé di Meliapore, che costituivano un'unica provincia ecclesiastica. Inoltre il concordato delimitò la giurisdizione territoriale delle singole diocesi, mettendo fine definitivamente alla pretesa portoghese di estendere la propria influenza su tutto il territorio dell'India. Queste decisioni furono sancite il 1º settembre 1886 con la bolla Humanae salutis di papa Leone XIII.

Il 1º aprile 1896 il vescovo Henrique José Reed da Silva inaugurò la nuova cattedrale, costruita in stile neogotico.[7]

Un nuovo concordato tra Santa Sede e governo portoghese, stipulato il 15 aprile 1928[8] seguito da un ulteriore accordo dell'11 aprile 1929[9], portò a ridefinire i confini della diocesi di São Tomé di Meliapore, sanciti dalla bolla Quae ad spirituale di papa Pio XI del 3 luglio 1929. La diocesi ingrandì il proprio territorio con parti sottratte alle diocesi di Trichinopoly e di Kumbakonam e all'arcidiocesi di Madras per un totale di 20 parrocchie. Contestualmente perse tutte quelle parrocchie sparse sul territorio indiano e che, in forza del padroado, dipendevano dalla giurisdizione dei vescovi portoghesi di São Tomé di Meliapore: 7 parrocchie passarono alla diocesi di Trichinopoly, 5 alla diocesi di Tuticorin, 3 all'arcidiocesi di Calcutta, 4 alla diocesi di Dacca, 1 alla diocesi di Chittagong, e 5 all'arcidiocesi di Madras. Con queste modifiche la diocesi si trovò costituita da due territori distinti, ma contigui, quello di São Tomé, nei pressi di Madras e in parte dentro la stessa città, e quello di Tanjore, più a sud.

Il governo portoghese continuò ad esercitare i diritti del padroado, con annesso il privilegio di presentazione dei vescovi, fino all'accordo del 18 luglio 1950,[10] che mise fine dopo quasi cinque secoli a questa istituzione. L'ultimo vescovo portoghese di São Tomé di Meliapore fu Manuel de Medeiros Guerreiro, trasferito l'anno seguente a Nampula in Mozambico.

Arcidiocesi di Madras[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1642 fu eretta in Madras una prefettura apostolica affidata ai missionari cappuccini, sotto la giurisdizione di Propaganda Fide.

Il 3 luglio 1832 la missione cappuccina di Madras fu eretta in vicariato apostolico per effetto del breve Pastorale officium di papa Gregorio XVI. Questa decisione fu confermata dal medesimo papa con il breve Ex debito pastoralis del 25 aprile 1834.

Il 16 marzo 1845 cedette una porzione del suo territorio a vantaggio dell'erezione pro-vicariato apostolico di Vizagapatam (oggi arcidiocesi di Visakhapatnam), definitivamente eretto in vicariato apostolico il 3 aprile 1850.

Nel 1851 cedette una porzione del suo territorio a vantaggio dell'erezione del vicariato apostolico di Hyderabad (oggi arcidiocesi).

Il 1º settembre 1886 il vicariato apostolico fu elevato al rango di arcidiocesi metropolitana con la bolla Humanae salutis di papa Leone XIII.

Il 15 giugno e il 3 luglio 1928 cedette altre porzioni di territorio a vantaggio dell'erezione rispettivamente della missione sui iuris di Bellary (oggi diocesi) e della diocesi di Nellore.

Arcidiocesi di Madras e Mylapore[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 novembre 1952, in forza della bolla Ex primaevae Ecclesiae di papa Pio XII, l'arcidiocesi di Madras e la diocesi di São Tomé di Meliapore cedettero porzioni di territorio per l'erezione rispettivamente della diocesi di Vellore e della diocesi di Tanjore. Decurtate di questi territori, le due sedi furono unite per costituire l'arcidiocesi di Madras e Meliapore[11]; cattedrale e sede della nuova arcidiocesi divenne la chiesa di San Tommaso di Meliapore, mentre quella di Santa Maria degli Angeli di Madras divenne la concattedrale.

Il 1º settembre 1969 l'arcidiocesi ingrandì il proprio territorio con alcuni taluk appartenuti all'arcidiocesi di Pondicherry e Cuddalore e alla diocesi di Vellore.[12]

Il 19 luglio 2002 l'arcidiocesi ha ceduto ancora una porzione di territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Chinglepet.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Diocesi di São Tomé di Meliapore[modifica | modifica wikitesto]

  • Sebastião de São Pedro, O.E.S.A. † (9 gennaio 1606 - 16 febbraio 1615 nominato vescovo di Cochin)
  • Luis de Brito de Menezes, O.E.S.A. † (18 maggio 1615 - 27 maggio 1627 nominato vescovo di Cochin)
    • Sede vacante (1627-1631)
  • Paulo de Estrella, T.O.R. † (10 febbraio 1631 - 25 giugno 1638 deceduto)
    • Luis de Mello, O.E.S.A. † (1639 - ?) (vescovo eletto, illegittimo)
    • António de Jesus Maria, O.E.S.A. † (23 agosto 1643 - febbraio 1647 deceduto) (illegittimo)
    • João Batista, O.P. † (illegittimo)
    • Sebastião da Conceição, O.Carm. † (1656 - 30 aprile 1663 deceduto) (illegittimo)
    • Mateus Gomes Ferreira, O.F.M. † (? - 21 maggio 1663 deceduto) (vescovo eletto, illegittimo)
    • António de São Dionisio, O.F.M. † (1668 - ?) (illegittimo)
  • Gaspar Afonso Alvares, S.J. † (19 dicembre 1691 - 24 novembre 1708 deceduto)
  • Francisco Laynes, S.J. † (24 novembre 1708 succeduto - 11 giugno 1715 deceduto)
  • Manoel Sanches Golão † (8 giugno 1718 - ? deceduto)[13]
  • José Pinheiro, S.J. † (21 febbraio 1725 - 15 marzo 1744 deceduto)
  • António da Incarnação, O.E.S.A. † (8 marzo 1745 - 22 settembre 1752 deceduto)
  • Teodoro de Santa Maria, O.E.S.A. † (19 luglio 1756 - ? dimesso)[14]
  • Bernardo de São Caetano, O.E.S.A. † (28 maggio 1759 - 4 novembre 1780 o 9 novembre 1781 deceduto)
  • António da Assunção, O.E.S.A. † (16 dicembre 1782 - circa 1783 deceduto)[15]
  • Manoel de Jesus, O.E.S.A. † (29 gennaio 1787 - circa 1797 o 13 gennaio 1800 deceduto)
    • Sede vacante (circa 1797/1800-1804)
  • Joaquim de Meneses e Ataide, O.E.S.A. † (29 ottobre 1804 - 29 maggio 1820 nominato vescovo di Elvas)
    • Sede vacante (1820-1826)
  • Estevam a Jesu Maria da Costa, O.F.M. † (3 luglio 1826 - 28 gennaio 1828 nominato vescovo di Angra)
    • Sede vacante (1828-1838)
    • Sede soppressa (1838-1886)
  • Henrique José Reed da Silva † (14 marzo 1887 - 12 agosto 1897 dimesso)
  • António José de Souza Barroso † (11 ottobre 1897 - 23 maggio 1899 nominato vescovo di Porto)
  • Teotonio Emanuele Ribeira Vieira de Castro † (22 giugno 1899 - 25 maggio 1929 nominato arcivescovo di Goa e Damão)
  • António Maria Teixeira † (25 maggio 1929 succeduto - 15 marzo 1933 deceduto)
  • Carlos de Sá Fragoso † (4 dicembre 1933 - 10 aprile 1937 dimesso)
  • Manuel de Medeiros Guerreiro † (10 aprile 1937 - 2 marzo 1951 nominato vescovo di Nampula)

Vicariato apostolico, poi arcidiocesi di Madras[modifica | modifica wikitesto]

  • John Bede Polding, O.S.B. † (3 luglio 1832[16] - 3 giugno 1833 nominato vicario apostolico della Nuova Olanda)
  • Daniel O'Connell, O.E.S.A. † (23 aprile 1834 - 4 aprile 1840 dimesso)
  • Patrick Joseph Carew † (4 aprile 1840 succeduto - 30 novembre 1840 nominato vicario apostolico del Bengala)
  • John Fennelly † (30 aprile 1841 - 23 gennaio 1868 deceduto)
  • Stephen Fennelly † (7 luglio 1868 - 3 maggio 1880 deceduto)
  • Joseph Colgan † (19 maggio 1882 - 13 febbraio 1911 deceduto)
  • Giovanni Aelen, M.H.M. † (13 febbraio 1911 succeduto - 28 febbraio 1928 nominato arcivescovo titolare di Nicopoli di Epiro)
  • Eugene Mederlet, S.D.B. † (3 luglio 1928 - 12 dicembre 1934 deceduto)
  • Louis Mathias, S.D.B. † (25 marzo 1935 - 13 novembre 1952 nominato arcivescovo di Madras e Mylapore)

Arcidiocesi di Madras e Mylapore[modifica | modifica wikitesto]

  • Louis Mathias, S.D.B. † (13 novembre 1952 - 2 agosto 1965 deceduto)
  • Anthony Rayappa Arulappa † (1º febbraio 1966 - 26 gennaio 1987 ritirato)
  • Casimir Gnanadickam, S.J. † (26 gennaio 1987 - 10 novembre 1993 deceduto)
  • James Masilamony Arul Das † (11 maggio 1994 - 30 agosto 2004 deceduto)
  • Malayappan Chinnappa, S.D.B. (1º aprile 2005 - 21 novembre 2012 ritirato)
  • George Antonysamy, dal 21 novembre 2012

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2016 su una popolazione di 8.002.269 persone contava 440.525 battezzati, corrispondenti al 5,5% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 70.040 4.000.000 1,8 104 38 66 673 76 248 41
1970 153.289 4.050.000 3,8 192 107 85 798 178 908 66
1980 245.745 5.904.952 4,2 242 129 113 1.015 243 1.278 105
1990 328.143 7.780.000 4,2 303 137 166 1.082 444 1.452 117
1999 480.000 8.500.000 5,6 391 157 234 1.227 501 2.030 133
2000 400.000 8.750.000 4,6 397 165 232 1.007 506 2.155 135
2001 500.000 9.000.000 5,6 420 177 243 1.190 548 2.165 150
2002 350.000 6.894.871 5,1 308 98 210 1.136 472 1.420 83
2003 341.314 6.894.871 5,0 436 128 308 782 536 2.169 95
2004 343.103 6.984.614 4,9 452 133 319 759 553 2.230 99
2013 309.976 7.103.545 4,4 390 152 238 794 487 1.170 132
2016 440.525 8.002.269 5,5 458 145 313 961 705 1.538 138

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal sito web dell'arcidiocesi.
  2. ^ Dal sito web dell'arcidiocesi.
  3. ^ Vedi la Cedola concistoriale relativa, in (LA) Bullarium patronatus Portugalliae regum a cura di Levy Maria Jordão, vol. II, Olisipone 1870, pp. 4-6.
  4. ^ Indicazione riportata da Catholic Encyclopedia e da Moroni (Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, vol. 34, p. 233).
  5. ^ Il significato e le conseguenze del breve Multa praeclare sono dibattute: non è chiaro se il breve soppresse le diocesi tout court, oppure se sottrasse i territori, all'epoca sotto il dominio inglese, dalla giurisdizione delle diocesi del padroado attribuendone la giurisdizione ai vicariati apostolici. Vedi Giacomo Martina, Pio IX (1851-1866), Roma 1985, pp. 376-385 (in particolare p. 383).
  6. ^ Angelo Mercati, (a cura di) Raccolta di concordati su materie ecclesiastiche tra la Santa Sede e le autorità civili, Roma 1919, pp. 1029 e seguenti.
    Già nel 1857 un concordato fra Portogallo e Santa Sede (Mercati, pp. 844 e seguenti) aveva sancito il ripristino delle antiche sedi portoghesi in Asia, tra cui anche quella di São Tomé di Meliapore, annullando di fatto il breve Multa praeclare; questo accordo tuttavia non ebbe molta fortuna e solo nel 1886 si raggiunse un accordo definitivo. Giovanni Pizzorusso, Il padroado régio portoghese nella dimensione “globale” della Chiesa romana. Note storico-documentarie con particolare riferimento al Seicento, in «Gli archivi della Santa Sede come fonte per la storia del Portogallo in età moderna», Viterbo 2012, pp. 157-199.
  7. ^ Dalla storia del sito web dell'arcidiocesi.
  8. ^ (LA) Concordato tra Santa Sede e Portogallo, AAS 20 (1928), pp. 129-133.
  9. ^ (LA) Accordo tra Santa Sede e Portogallo circa la diocesi di Meliapore, AAS 21 (1929), pp. 337-340.
  10. ^ AAS 42 (1950), pp. 811 e seguenti.
  11. ^ La bolla in realtà riporta la dicitura latina Madraspolitana-Meliaporensis; tuttavia documenti successivi riportano il nome di Madraspolitana et Meliaporensis.
  12. ^ Decreto Cum in India, AAS 61 (1969), pp. 801-802.
  13. ^ Morì mentre era in viaggio per raggiungere la sua sede.
  14. ^ Per motivi di salute non accettò la nomina.
  15. ^ Morì prima di ricevere la consacrazione episcopale.
  16. ^ Bolla di nomina pubblicata sul sito della Santa Sede.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Documenti pontifici[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]