Anemia ipocromica

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Anemia ipocromica è un termine generico per ogni tipo di anemia nella quale i globuli rossi (eritrociti) sono più chiari del normale. (Ipo- fa riferimento a meno, e cromica significa colore) Un normale globulo rosso avrà un'area più chiara al centro: la forma del disco è biconcava. Nelle cellule ipocromiche, questa zona di chiarore centrale è maggiorata. Questa diminuzione del colore rosso è dovuta ad una riduzione sproporzionata dell'emoglobina (il pigmento che conferisce il colore rosso) dei globuli rossi in proporzione al volume totale della cellula. I globuli rossi saranno anche più piccoli (microcitici), il che porta alla sostanziale sovrapposizione con la categoria dell'anemia microcitica. Le cause più comuni di questo tipo di anemia sono la carenza di ferro e la talassemia.

L'anemia ipocromica erat

talassemia storicamente conosciuta come clorosi o malattia verde per la distinta sfumatura della pelle a volte presente nei pazienti, oltre a sintomi più generali come la mancanza di energia, la mancanza di respiro, dispepsia, mal di testa, un appetito capriccioso o scarso e l'[[marmorea


]].

Conoscenza nella storia[modifica | modifica wikitesto]

Un Lenone
Per me, le venga pure il mal francese, per quella sua maledetta clorosi!
Una Mezzana
Eh, sì, non c'è altra via per sbarazzarsene che la via che conduce alla sifilide. Ecco venire il nobile Lisimaco, sotto travestimento.
Shakespeare (attrib). Pericle, principe di Tiro[1]

Nel 1554, il medico tedesco Johannes Lange ha descritto la condizione come "peculiare delle vergini". Egli prescrisse che le ammalate dovrebbero "vivere con uomini e copulare. Se concepiscono, allora guariranno". Il nome "clorosi" è stato coniato nel 1615 dal professore di medicina Jean Varandal di Montpellier dalla parola "Clori" (Greco: χλωρις) che significa "giallo-verdastro", "verde pallido", "scialbo", "pallido" o "fresco" . Sia Lange che Varande rivendicavano Ippocrate come riferimento.

Oltre a "malattia verde", la condizione era conosciuta come morbo virgineus ("malattia delle vergini") o febris amatoria ("febbre degli amanti"). Il Dizionario della lingua volgare del 1811 di Francis Grose definì la "malattia verde" come: "La malattia delle fanciulle causata dal nubilato."[2]

Nel 1681 il medico inglese Thomas Sydenham classificò la clorosi come malattia isterica che colpisce non solo le adolescenti, ma anche "le donne snelle e deboli che sembrano tisiche." Egli sosteneva il ferro come trattamento: "Per il sangue consumato o debole dà uno stimolo o impulso per cui gli spiriti animali che si trovavano prostrati e piegati sotto il loro stesso peso vengono risollevati ed eccitati".

Daniel Turner nel 1714 preferì al termine clorosi "Malattia pallida o bianca... poiché nel suo stato peggiore il colorito è raramente o mai un vero e proprio verde, anche se confinante con quel colore". Continuò a descriverla come "una cattiva abitudine del corpo, derivante sia da ostruzioni, in particolare delle mestruazioni, o da una congestione degli umori grezzi nelle viscere, che vizia il fermenti delle interiora, soprattutto quelli derivati da intrugli, e introduce in esso un appetito depravato di cose assolutamente innaturali, come terra, sabbia, carta, gesso, legno, ceneri ecc". Uno dei suoi casi di studio fu quello di una ragazza di 11 anni che era stata scoperta, da indagini fatte, a mangiare grandi quantità di carbone[3]

La Clorosi è brevemente menzionata nella Storia della mia vita di Casanova: "Non lo so, ma abbiamo alcuni medici che dicono che la clorosi nelle ragazze è il risultato di quel piacere, la masturbazione praticato in eccesso".

Nel 1841, il medico e farmacista Boemo Albert Popper pubblicò un trattamento per la Clorosi contenente Vitriolum martis (acido solforico e ferro) e Sal tartari (carbonato di potassio) in Österreichische medizinische Wochenschrift che è stato ripubblicato e raffinato negli anni successivi.[4][5][6][7][8]

Nel 1845, lo scrittore francese Auguste Saint-Arroman diede una ricetta per un trattamento con cioccolato medicinale che includeva la limatura di ferro nel suo De L'action du café, du thé et du chocolat sur la santé, et de leur influence sur l'intelligence et le moral de l'homme[9] e nel 1872 anche il medico francese Armand Trousseau sostenne il trattamento con il ferro, anche se ancora la clorosi veniva classificata come una "malattia nervosa".[10][11][12]

Nel 1887 il medico Sir Andrew Clark del London Hospital ha proposto una causa fisiologica per la clorosi, legando il suo esordio alle accresciute esigenze del corpo delle adolescenti per la crescita e il menarca. Nel 1891, la commedia di Frank Wedekind Risveglio di primavera fa riferimento alla malattia. Nel 1895, il patologo Ralph Stockman dell'Università di Edimburgo fece degli esperimenti che dimostrano che il ferro inorganico contribuisce alla sintesi dell'emoglobina rendendo chiaro che la clorosi potrebbe essere spiegata con una carenza di ferro causata dalla perdita di sangue mestruale e da una dieta inadeguata. Nonostante il lavoro di Stockman e l'efficacia del ferro nel trattamento dei sintomi della clorosi, il dibattito circa la sua insorgenza è proseguito fino al 1930. Un personaggio in Morti di salute di T. Coraghessan Boyle soffre di clorosi e il narratore descrive la sua pelle verde e le labbra nere.

Nel 1936, Arthur J. Patek e Clark W. Heath del Harvard Medical School hanno concluso che la clorosi era identica all'anemia ipocromica.[13]

Forme acquisite[modifica | modifica wikitesto]

L'anemia ipocromica può essere causata da deficit di vitamina B6 per un apporto di ferro basso, diminuito assorbimento di ferro, o perdita di ferro eccessiva. Può anche essere causata da infezioni, ad esempio da anchilostoma, o da altre malattie, droghe terapeutiche e avvelenamento da piombo. Una forma acquisita di anemia è nota anche come sindrome di Faber. Può anche verificarsi per un grave sanguinamento gastrico o intestinale causato da ulcere, o farmaci come l'aspirina o il sanguinamento da emorroidi.[14]

Forme ereditarie[modifica | modifica wikitesto]

Può anche capitare in certe forme di disturbi dello sviluppo congeniti, come la Benjamin syndrome. È anche causata da talassemia.

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

Tra le varie forme di anemia ipocromica, la più comune e la più facilmente trattabile è l'anemia da carenza di ferro. Più rare, nell'ordine, sono le talassemie, le anemie legate a malattie croniche (insufficienza renale, malattie del fegato, ipotiroidismo), le anemie sideroblastiche e la porfiria eritropoietica.

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

La diagnosi si basa sul riscontro, nell'emocromo, di un basso contenuto e una bassa concentrazione di emoglobina nel globulo rosso. Indispensabile, per l'eventuale terapia, è il riconoscimento del tipo di anemia ipocromica con cui si ha a che fare.

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

Il trattamento delle anemie è diverso a seconda del tipo di anemia. Alcune anemie ipocromiche, come le talassemie e alcuni tipi di anemia sideroblastica, sono congenite e pertanto non curabili.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ William Shakespeare (e probabilmente George Wilkins), Pericle, principe di Tiro, Atto 4, Scena 6: Mitilene-Stanza nel bordello, Prima pubblicazione 1609.
  2. ^ Francis Grose, 1811 Dizionario della lingua volgare (TXT), gutenberg.org.
  3. ^ Daniel Turner, De Morbis Cutaneis: a treatise of diseases incident to the skin, Londra, 1714, pp. 90-91, 94.
  4. ^ Johannes Nepomuk von Raimann, Vitriolum Martis artefactum und Sal Tartari gegen Chlorosi, in Österreichische medicinische Wochenschrift, vol. 3, nº 29, Braumüller und Seidel, Vienna, 17 luglio 1841, pp. 676–677.
  5. ^ Carl Christian Schmidt, Jahrbücher der in- und ausländischen gesammten Medicin, Volume 35, Leipzig, 1842, pp. 198.
  6. ^ Johann Heinrich Dierbach, Die neuesten Entdeckungen in der Materia Medica: für praktische Aerzte geordnet, Volume 2, Heidelberg, 1843, pp. 1267–1268.
  7. ^ On the Mode of prescribing and preparing Pills composed of the Sulphate of Iron and Carbonate of Potass, in The Medical Times: A Journal of English and Foreign Medicine, and Miscellany of Medical Affairs, vol. 13, J. Angerstein Carfrae, Essex Street, Strand, London, 28 marzo 1846, pp. 255.
  8. ^ Karl Christian Anton, Vollständiges, pathologisch geordnetes Taschenbuch der bewährtesten Heilformeln fuer innere Krankheiten:Mit einer ausfuehrlichen Gaben- und Formenlehre, so wie mit therapeutischen Einleitungen und den noethigen Bemerkungen ueber die specielle Anwendung der Recepte, Leipzig, 1857, pp. 209.
  9. ^ Louis E. Grivetti, "From Aphrodisiac to Health Food: A Cultural History of Chocolate" Karger Gazette 6 no. 68.
  10. ^ KY Guggenheim, Chlorosis: the rise and disappearance of a nutritional disease (PDF), in The Journal of Nutrition, vol. 125, nº 7, 1995, pp. 1822–5, PMID 7616296.
  11. ^ Helen King, Disease of Virgins; Green Sickness, Chlorosis and the Problems of Puberty.
  12. ^ Joan Brumberg, The appetite as a voice, pp. 164-165.
  13. ^ Arthur J. Patek e Clark W. Heath, Chlorosis (PDF), in Journal of the American Medical Association, vol. 106, nº 17, 25 aprile 1936, pp. 1463-1466, DOI:10.1001/jama.1936.02770170029010.
  14. ^ JB Miale, Laboratory Medicine: Hematology, 6ª ed., St. Louis, The CV Mosby Company, 1982, ISBN 1-125-44734-6.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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