Ambystoma mexicanum

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Axolotl
Ambystoma mexicanum 1.jpg
Degli esemplari di axolotl in cattività
Stato di conservazione
Status none PEW.svg
Critico - Probabilmente estinto in natura[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Amphibia
Sottoclasse Lissamphibia
Ordine Caudata
Famiglia Ambystomatidae
Genere Ambystoma
Specie A. mexicanum
Nomenclatura binomiale
Ambystoma mexicanum
Shaw, 1789
Sinonimi

Gyrinus mexicanus

Nomi comuni

Axolotl, assolotto

Ambystoma mexicanum (Shaw, 1789), comunemente chiamato axolotl (pron. /aksoˈlɔtl/[2], dal nahuatl classico āxōlōtl, [aːʃoːloːtɬ]) od assolotto[3][4] (in spagnolo ajolote), è una salamandra neotenica (compie l'intero ciclo vitale allo stadio di larva) che vive nel lago di Xochimilco, nei pressi di Città del Messico. È considerato una specie probabilmente estinta in natura, per diversi fattori quali la pesca, l'inquinamento e la perdita di habitat.

Il nome deriva dal nahuatl a'tl-xolotl, che vuol dire mostro acquatico (a causa del suo aspetto).[senza fonte]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Un adulto sessualmente maturo di axolotl, tra i 18 e i 24 mesi di vita, varia dai 15 ai 45 cm di lunghezza, anche se mediamente vengono trovati esemplari lunghi 23 cm e trovarne uno sopra i 30 cm è abbastanza raro.

La testa dell'axolotl è ampia e gli occhi non hanno palpebre. Gli arti sono sottosviluppati e posseggono dita lunghe e sottili. I maschi si differenziano dalle femmine per l'ampio canale genitale mentre le femmine riescono a riempire il proprio corpo di uova al momento della riproduzione. Tre paia di branchie si trovano dietro la testa e vengono utilizzate per smuovere e ossigenare l'acqua, mentre quattro branchie esterne allineate alle branchie anteriori si trovano nascoste nella parte posteriore.

Gli axolotl hanno denti rudimentali a malapena visibili che potrebbero essere nati durante un processo di metamorfosi dell'animale: questi animali si nutrono principalmente per suzione grazie anche all'azione delle branchie anteriori che vengono utilizzate per bloccare la preda. Le branchie posteriori sono usate per la respirazione, anche se l'axolotl può respirare anche ingoiando l'aria dalla superficie esterna.

Gli axolotl hanno quattro differenti pigmentazioni che nel momento della muta possono creare differenti varianti. Normalmente il colore della pelle è marrone scuro con macchioline dorate e un sottotono olivastro. I quattro differenti tipi sono leucistico (rosa pallido con occhi neri), albino (dorato con occhi dorati), assantico (grigio con occhi neri) e melanoide (tutto nero senza macchie dorate o sottotono olivastro). In aggiunta a queste varianti c'è un'ampia varietà nella grandezza, nella frequenza e nell'intensità delle macchie dorate e una mutazione che porta alla formazione di un mantello pezzato bianco e nero una volta raggiunta la maturità. Gli axolotl hanno anche una limitata capacità di alterare i colori della propria livrea per mimetizzarsi meglio nell'ambiente circostante.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Allo stato naturale l'axolotl era endemico del lago di Xochimilco, che si trova a 20 km a sudest della Città del Messico.[5]

La sua estinzione è probabilmente dovuta all'uomo e alla presenza delle Salamandre tigri.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Un axolotl leucistico

La neotenia è stata osservata in tutte le famiglie di anfibi urodeli come la salamandra e l'axolotl (larva di Ambystoma mexicanum) in cui sembra essere un meccanismo di sopravvivenza solo in ambienti acquatici di montagna e di collina con poco nutrimento e in particolare con poco iodio. In questo modo le salamandre possono riprodursi e sopravvivere nella forma piccola e meno dispendiosa dello stadio larvale, il quale essendo acquatico richiede cibo di minore qualità e quantità rispetto al più grosso adulto, che è terrestre e carnivoro. Se le larve di salamandra ingeriscono una sufficiente quantità di iodio, direttamente o indirettamente attraverso il cannibalismo, rapidamente iniziano la metamorfosi e si trasformano in forme adulte terrestri più grosse e con maggiori richieste alimentari.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

La specie si nutre di ogni forma di vita della portata della sua bocca, dai pesciolini ai piccoli crostacei e molluschi.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Si riproduce per pedogenesi. Le larve prodotte in un primo tempo non porteranno a individui maturi, solamente da larve venute fuori da una seconda riproduzione si avranno individui adulti.[senza fonte]

Rigenerazione[modifica | modifica wikitesto]

Se danneggiato, questo animale è capace di rigenerare senza cicatrici arti, polmoni, midollo spinale e persino parti del cervello. Sembra che questa caratteristica molto particolare derivi da delle cellule molto simili a quelle staminali adulte presenti nei mammiferi.[6]

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

L'axolotl è divenuto un organismo modello e animale da compagnia da diversi anni, viene quindi riprodotto con successo in cattività ma in natura è vicino all'estinzione. Nel corso degli anni il numero degli axolotl trovati è risultato essere sempre inferiore. Al contrario, il numero dei pesci esotici, come le carpe, che si nutrano di uova e larve di questa specie risultano in aumento nel lago Xochimilco, inoltre oggetto di scarichi inquinanti. Una recente indagine scientifica, nel 2014, non ha rivelato axolotl, anche se gli animali catturati allo stato selvatico si trovano ancora nel mercato locale, il che indica che i pescatori ancora sanno dove trovarli. Un tempo veniva consumato come prelibatezza locale finché non lo si considerò a rischio e quindi ne fu proibita la pesca.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Luis Zambrano et al. 2010, Ambystoma mexicanum, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2018.1, IUCN, 2017. URL consultato il 21 maggio 2015.
  2. ^ Luciano Canepari, axolotl, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  3. ^ Assolotto, in Grande Dizionario di Italiano, Garzanti Linguistica.
  4. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "axolotl", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  5. ^ (EN) Associated Press in Mexico City, Mexico's 'water monster' the axolotl may have vanished from natural habitat, su the Guardian, 29 gennaio 2014. URL consultato il 18 aprile 2018.
  6. ^ http://www.nature.com/nature/journal/v460/n7251/abs/nature08152.html#a1

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàGND (DE4143746-9