Alberto Manguel

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Alberto Manguel

Alberto Manguel (Buenos Aires, 1948) è uno scrittore e traduttore argentino naturalizzato canadese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Buenos Aires, Manguel trascorre i suoi primi anni di vita a Tel Aviv, dove il padre presta servizio come primo ambasciatore argentino presso lo Stato d'Israele. La sua prima lingua è l'inglese, insieme al tedesco, parlato con la sua governante. Solo a partire dai sette anni, quando la sua famiglia rientra in Argentina, comincia a parlare abitualmente la lingua spagnola.[1] All'età di sedici anni, mentre lavora alla libreria Pygmalion di Buenos Aires, ha un incontro fondamentale con un cliente particolare, Jorge Luis Borges che, ormai cieco, gli chiede di leggere ad alta voce per lui, a casa sua. Sarà uno dei lettori di Borges tra il 1964 e il 1968. Nel frattempo compie i propri studi al Colegio Nacional de Buenos Aires.[1]

Lascia l'Argentina per l'Europa nel 1968, prima che inizi l'orrore dei desaparecidos. Negli anni settanta trascorre una vita nomade tra Francia, Inghilterra, Italia e Tahiti, svolgendo attività di traduttore, recensore, redattore e curatore letterario.

Nel 1982 si trasferisce a Toronto, dove si stabilisce per quasi due decenni, acquisendo la nazionalità canadese, che diventa per lui la prima e più importante.[1] Scrive regolarmente per i giornali canadesi, per il britannico Times Literary Supplement, per gli statunitensi New York Times e Village Voice, per lo svedese Svenska Dagbladet e collabora con la Canadian Broadcasting Corporation.

Nel 2000 si trasferisce nella regione francese del Poitou-Charentes, dove risiede tuttora.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Premi letterari[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Saggistica[modifica | modifica wikitesto]

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Alberto Manguel - Sito ufficiale, su alberto.manguel.com. URL consultato il 3 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 5 luglio 2008).

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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