Al posto tuo

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Al posto tuo
PaeseItalia
Anno1999-2006
Generetalk show, reality
Durata75 min
Lingua originaleitaliano
Crediti
ConduttoreAlda D'Eusanio (1999 - 2003)

Paola Perego (2003 - 2005)

Lorena Bianchetti (2005 - 2006)
Rete televisivaRai 2

Al posto tuo è stato un programma televisivo italiano di genere talk show, andato in onda dal 1999 al 2006 su Rai 2. La prima conduttrice fu Alda D'Eusanio, seguita da Paola Perego ed infine Lorena Bianchetti.

La caratteristica porta da cui entravano gli ospiti

Conduzione D'Eusanio[modifica | modifica wikitesto]

Il programma fu lanciato nel 1999 da Alda D'Eusanio verso le 14.05 per poi scalare alle 14.45, preceduto da Affari di cuore e poi Scherzi d'amore, condotti da Federica Panicucci, diventando il diretto competitor di Uomini e donne su Canale 5. In questo nuovo collocamento orario cambierà scenografia e la nuova sigla del programma sarà un hit dell'epoca, trattasi di Mad About You degli Hooverphonic. Lo schema del programma era molto semplice: l'ospite del giorno raccontava una spinosa questione personale che veniva descritta nei minimi dettagli con l'ausilio del pubblico e degli altri protagonisti della vicenda (in genere si trattava di familiari o amici del protagonista che spesso si presentavano non attesi). Nel programma diventava caratteristico l'uso di uno stanzino attiguo munito di telecamere nascoste, dove il malcapitato di turno, ignaro di essere spiato, spifferava tutti i segreti più inconfessabili.Al termine della puntata il protagonista era finalmente in grado di prendere una decisione, prima "tirando le fila" durante una chiacchierata con la D'Eusanio e poi comunicando la propria scelta.

Nell'ultima stagione condotta dalla D'Eusanio entrano nel cast anche Igor Dammassa e Gabriele Pignotta, di cui il primo dichiaratamente gay che ricopriranno lo spazio comico La casa di Igor e Gabriele, sia per sdrammatizzare le pesanti accuse mosse al programma, sia per sbeffeggiare e ironizzare su alcuni volti del pubblico in studio, diventati delle piccole celebrità per i telespettatori assidui, come Jessica, una trans con il parruccone bianco che spesso si esibiva in stacchetti canori e Roberto Mattioli vittima del sistema. Il loro tormentone, diventato poi motto della D'Eusanio, era "Nella vita non è mai tutto bianco, non è mai tutto nero, ma anche un po' fucsia". Il programma riscuoteva un certo successo di pubblico (3 milioni di telespettatori) con uno share medio del 18% con un picco record registrato nella puntata dell'11 novembre 2002 in cui conquistò 3.638.000 telespettatori con uno share del 31,77% [1]

Le altre edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Dopo numerose critiche alle edizioni della D'Eusanio, mosse anche da Michele Bonatesta, la storica conduttrice lasciò il posto a Paola Perego dal 15 settembre 2003 fino al 3 giugno 2005, mentre dal 12 settembre 2005 fino al 22 settembre 2006 il programma fu condotto da Lorena Bianchetti. Queste edizioni presentarono diverse modifiche rispetto alle precedenti, fra cui quella di ufficializzare che in studio vi fossero degli attori che, tuttavia, racconterebbero delle storie reali inviate dal pubblico alla redazione, e fu anche aggiunta la registrazione di piccoli filmati, alcuni dei quali interpretati dall'attrice Carmen Morello, che facevano d'ausilio al racconto interpretato dagli attori. Inoltre era prevista una squadra di esperti che interveniva, assieme al pubblico, nella vicenda raccontata. Tra questi emergeva lo psichiatra Domenico Mazzullo.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Durante la conduzione di Alda D'Eusanio furono mosse diverse critiche sulla veridicità degli ospiti e delle storie, soprattutto da parte di Striscia la notizia. A favore del tg satirico c'erano alcune testimonianze di ex ospiti che avrebbero firmato dei veri e propri contratti con la produzione per recitare le storie mandate in onda e così la D'Eusanio presto si guadagnò la nomea di Regina delle bufale, mentre la stessa accusò Antonio Ricci di "terrorismo televisivo" e in più occasioni a inizio programma mandò in onda il video animato Tu vuo' fà 'o talebano. Il programma comunque venne anche catalogato tra i trash dell'epoca, ma la D'Eusanio non si fece sfuggire l'occasione per replicare nuovamente, questa volta sculettando in un sacco nero della spazzatura e dicendo "noi non siamo spazzatura!". Ma Alda si giocò la partita quando in una puntata si presentò in studio indossando una maglietta con su scritto "DALLA: Non è un cantante, è un consiglio", sollevando un enorme polverone, per poi perdere definitivamente i consensi invitando in studio un bambino che avrebbe dovuto scegliere il nuovo partner della mamma e suscitando le ire della Commissione di Vigilanza Rai, nonché pesanti accuse da parte di Maurizio Gasparri, che le fecero ottenere una censura dalla televisione pubblica, che la mandò in una sorta di "esilio televisivo".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Al posto tuo su Endemol Italia Archiviato il 13 agosto 2007 in Internet Archive..

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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