William Calley

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William Laws "Rusty" Calley jr. (Miami, 8 giugno 1943) è un criminale di guerra statunitense. Ex ufficiale dell'esercito americano, è considerato il responsabile del Massacro di My Lai, Vietnam, il 16 marzo 1968, durante la guerra del Vietnam.

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Il padre era un veterano della marina militare statunitense della Seconda guerra mondiale. Laws, soprannominato "Rusty", si arruolò nell'esercito statunitense dopo essersi diplomato al Liceo Edison di Miami. All'età di 22 anni, Calley venne radiato dal servizio militare in quanto ritenuto sordo. Svolse sviariati mestieri a San Francisco tra i quali: lavapiatti, commesso, assicuratore e ferroviere fino a quando, nel 1966, ricevette una lettera riguardo alla sua condizione medica che gli permise di poter reintraprendere la carriera militare. Si arruolò nell'Esercito ad Albuquerque, Nuovo Messico, il 26 luglio 1966, un anno prima di partire per il Vietnam.

Carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Calley fu addestrato alla base di Fort Benning, Georgia, per poi passare a Fort Lewis, Washington. Fu subito promosso come Candidato Ufficiale e dopo 16 settimane cominciò il programma di addestramento. Dopo essersi laureato come Ufficiale, il 7 settembre 1967, fu promosso Sottotenente di Fanteria. A Calley fu assegnato la Compagnia C, 1º Battaglione della 20ª Fanteria Reggimento, 11° Fanteria Brigata, cominciando ad addestrare anche le truppe di Schofield Barracks, Hawaii. Come leader di combattimento, Calley non fu, tuttavia, ben visto dai suoi uomini fin da principio. La sua mal valutazione crebbe ancor di più quando ordinò di sterminare tutti i cittadini di My Lai, credendo che si trattasse di un covo di vietcong. Molti membri del suo plotone affermarono che a Calley mancava il buonsenso, senza valutare le situazioni.

Processo[modifica | modifica wikitesto]

Calley fu rimpatriato il 5 settembre 1969 e obbligato a giustificare il suo cruento ordine di sterminio di 347 persone innocenti, tra donne, bambini ed anziani, oltre alla morte di alcuni soldati statunitensi. Il processo a Calley cominciò il 17 novembre 1970. Dopo aver deliberato per 79 ore, la giuria lo condannò, il 29 marzo 1971, per omicidio premeditato. Calley, durante il processo, affermò che stava eseguendo gli ordini ricevuti dai suoi superiori, come il Capitano Ernest Medina. Medina fu assolto da tutte le accuse relative all'incidente. Il 31 marzo 1971, Calley fu condannato all'ergastolo mediante lavoro forzato. Tutti i 26 ufficiali e soldati accusati di complicità con Calley furono risparmiati dalla legge. Calley fu considerato da alcuni un capro espiatorio usato dall'esercito statunitense.

Arresti domiciliari[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º aprile 1971, il giorno dopo la sua condanna, Calley ricevette un atto di indulgenza da parte del Presidente Richard Nixon, che ordinò di trasferire Calley dalla prigione agli arresti domiciliari; questa clemenza fu protestata da Melvin Laird, Segretario alla Difesa. Calley scontò questa pena solo per tre anni e mezzo; pentitosi, fu deciso dalla corte federale di liberarlo definitivamente il 25 settembre 1974.

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