Villa San Donato

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Coordinate: 43°47′25.3″N 11°13′32.2″E / 43.790361°N 11.225611°E43.790361; 11.225611

Villa San Donato (o Villa Demidoff), in una stampa del 1822

Villa San Donato o Villa Demidoff era una sontuosa villa appartenuta alla famiglia Demidoff, tra le più belle ville ottocentesche di Firenze. Dopo i danni della seconda guerra mondiale oggi è ridotta a uno scheletro dell'antico edificio circondato da palazzi, che dà solo una flebile eco del suo antico splendore. Nel 2012 sono però iniziati dei lavori per il completo restauro e rifacimento; la villa sarà partizionata e gli appartamenti ricavati destinati ad uso abitativo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nicola Demidoff fu ambasciatore a Firenze dello Zar Alessandro I e fu un instancabile collezionista di opere d'arte. Egli comprò la zona paludosa a ridosso della chiesa di San Donato in Polverosa dai monaci di Santa Croce e iniziò a bonificare la zona per farvi costruire una magnifica villa. Fu iniziata nel 1822 dall'architetto Giovan Battista Silvestri, già responsabile di interventi agli Uffizi, in stile neoclassico, con un corpo principale e due ali laterali tese a formare una specie di piazzale, come a Palazzo Pitti.

La villa venne terminata dal figlio di Nicola, Anatolio Demidoff, nel 1831, il quale ricevette dal Granduca Leopoldo II il titolo di Principe di San Donato. Egli trasferì alla villa tutte le magnifiche raccolte d'arte di famiglia, già conservate a Palazzo Serristori, e si prodigò nella decorazione del magnifico parco all'inglese e della villa stessa. Intorno alla villa furono anche piantati circa 5.000 gelsi, per l'allevamento del baco da seta e produzione della stessa. Lavorazioni tessili che venivano completate nel complesso di Pratolino, dove vi erano per esempio delle vasche per il candeggio, già quando la villa era di proprietà dei Lorena.

Una cupola, magnificamente affrescata da Domenico Morelli, coronava il salone da ballo. Dopo la morte di Anatolio e di suo fratello Paolo, la villa passò al figlio di Paolo, il Principe Paolo II Demidoff.

Paolo II Demidoff non amò molto la villa, perché gli ricordava la prima moglie morta dopo pochi anni di matrimonio. Egli acquistò e decorò la Villa di Pratolino, oggi conosciuta come Villa Demidoff e vi si trasferì con la seconda moglie. La villa fu venduta e le collezioni di oggetti d'arte, minerali, quadri e sculture vennero gradualmente messe all'asta. Il 5 novembre 1881 la villa fu ceduta a Gastone Mestayer, mentre i terreni furono acquistati da Nemesio Papucci e dal Marchese Pier Francesco Rosselli Del Turco.

Della villa restato fonti scritte e iconografiche, come una stampa del 1822 e alcune vedute interne opera di Jean-Baptiste-Fortune De Fournier del 1841. Oltre ai ritratti di famiglia e agli affreschi della cupola, si distinguono alcuni ritratti di Napoleone e della sua famiglia, dono di Giuseppe Bonaparte, che fu ospite dei Demidoff durante il suo esilio e padrino di Anatolio.

Nel parco di Villa Demidoff è stato costruito il primo campo da golf in Italia nel 1889. Il Florence Golf Club fu fondato da un gruppo di inglesi facenti parte della numerosa colonia di sudditi di Sua Maestà Britannica presente a Firenze nell'800. Sui prati di San Donato giocarono i pionieri del football di Firenze, giocatori del cosiddetto calcio all'inglese, una élite di aristocratici inglesi ed italiani che costituirono il Florence Football Club nel 1898.

La villa oggi[modifica | modifica wikitesto]

Villa San Donato oggi

La villa venne gravemente danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale e mai più ripristinata. Negli ambienti superstiti furono ricavate modeste abitazioni, mentre il parco attiguo veniva completamente occupato da costruzioni moderne.

Il corpo centrale della villa ha ancora le forme neoclassiche, con le lesene, le finestre ad arco, ecc., ma, sprovvisto di qualsiasi vincolo alla conservazione, ospita oggi alcune officine e depositi, con numerose costruzioni di tipo a capannone che ne occupano una parte dell'antico piazzale a ridosso dei muri originali. Essendo una zona interna rispetto alle principali vie della zona (vi si arriva solo da strade senza sbocco o da vie private dei palazzi circostanti), molti dei fondi ricavati nella villa sono oggi vuoti e lasciati al più completo abbandono. Sul lato est esiste ancora un loggia che immetteva nel parco, oggi danneggiata da infiltrazioni, transennata e abbandonata.

Il prospetto frontale della villa venne occupato dall'edificio di una scuola che ancora esiste e che si affaccia su via San Donato, dove esisteva l'ingresso della villa. La scuola, dall'asciutta architettura moderna, ha sul cancello d'ingresso due insoliti propilei somiglianti a tempietti che formano una piccola esedra semicircolare in stile neoclassico: si tratta dell'entrata originaria della villa; inutile dire che anche in questo caso i due piccoli edifici sono tamponati in tutte le aperture e, lasciati al totale abbandono, sono tenuti in involucri per prevenire i danni da crollo.

L'unica struttura che ancora è in buono stato è la Cappella Demidoff di San Donato, costruita ispirandosi al Pantheon di Roma, che è oggi usata dalla Chiesa di Cristo di Firenze.

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