Utente:Tinette

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« Tutti abbiamo una ferita segreta per riscattare la quale combattiamo.
(Il sentiero dei nidi di ragno, Italo Calvino»

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[modifica] Chi sono

Ho 32 anni, lavoro in pubblicità come Junior Art Director e come Copywriter. Mi dicono che dovrei decidere cosa fare da grande, ma io non ci riesco. Dunque tra i due è in corso in match che non vede vinti nè vincitori.
Trovo wikipedia nel giugno del 2005 grazie ad un ascesso. Avendo dormito praticamente 24 ore di fila a causa degli antibiotici, alle 2 di notte vagavo da un forum, a un sito, a un blog. Trovato un link che portava a 'pedia, ho aperto la porta di un modo incredibile. Quella notte ho cominciato a scrivere e poi ho continuato a farlo in tutti i giorni successsivi. Non c'è molto altro da dire.
Sono qui per il piacere di comunicare. Per il gusto di proporre, a chi non sa, ciò che ho cercato, scoperto e metabolizzato rendendolo semplice, corretto e completo per lui. O almeno ci provo, questo è chiaro.
In pubblicità vale la regola che se chi ti ascolta non capisce ciò che intendi dirgli é colpa tua, per come l'hai detto, quando e con che mezzi. Quindi la comunicazione va pulita, resa agile ed essenziale, fruibile e spendibile.
Va resa anche corretta, primo perchè voglio vivere in un mondo onesto e credo fermamente e fattualmente che sia possibile.
Secondo perché é facile pensare che la gente sia cretina, ma alla prova dei fatti questo si rivela falso: la gente, di solito, é solo pigra.


[modifica] In cosa credo

Credo che l'umanità non sia fatta di uomini e donne, ancor meno di maschi e femmine o di vecchi e giovani, ancor meno di razze e di partiti. Credo che l'umanità sia fatta di persone e gente. Le persone sono una risorsa, il motore delle cose e della storia, l'origine del pensiero e la propulsione dell'evoluzione. La gente è un buco nero che ha abdicato alla propria responsabilità morale, senza realizzare che così facendo ha rinunciato anche alla propria libertà. La gente è il peggio che possa capitare ad una persona.
Credo che l'essere umano sia un animale etico. Il suo pensiero è costantemente rivolto a cosa sia bene o male, sia come categoria contingente, sia come categoria trascendente. Giunto al dover agire, come è chiaro dal dettato quotidiano, travolge ciò che ha pensato o lo dimentica, mentendo a sè stesso e agli altri. Non credo nelle colpe collettive, e ancora meno nei meriti collettivi: dietro ai grandi lavori ci sono singole persone motivate.

Credo che le persone siano una risorsa, una risorsa che si conquista con un duro lavoro fatto di ascolto, di curiosità, di conoscenza.
Credo che il sonno della ragione genera mostri e che quello della curiosità genera morti.
Credo che le differenze sono una risorsa e non uno scandalo. Non credo in nessun -ismo che pretenda di aver capito come va il mondo, perchè il mondo esiteva già molto prima di qualsiasi -ismo. Il mondo, inoltre, brulica di imprevedibili differenze. Non credo, sembrerà ovvio, in chiunque menta. Non credo nelle bugie di comodo: la verità scomoda è molto più affidabile. Credo che i Democratici di Sinistra siano un ottimo partito, anche se a volte lo nascondono con abilità. Non credo che votare destra sia una buona idea, anche perchè l'Italia è del tutto sprovvista di qualcosa che si meriti il titolo di destra e ancor più di qualcuno che si meriti il titolo di Liberale.

Credo che i reality debbano entrare nelle casistiche del protocollo di Kyoto alla voce grave inquinamento ambientale e chi li guarda debba essere registrato come caso di grave disturbo mentale. Non credo nel Festival di Sanremo: non ne ho mai visto una sola puntata.

Credo che il futuro cambia un minuto alla volta a partire dal presente, e che ogni persona tesse il tracciato di quel minuto, ma nessuna generazione finisce la tela.
Credo nel Dio cristiano, ma temo chi sostiene lo squallore delle sue azioni citando il Suo nome. Lo temo e lo evito. Non credo nelle persone che desiderano il potere e mi fanno paura. Non credo nelle persone che dipendono dall'approvazione sociale, sono del tutto inaffidabili e inconsistenti.

Non credo nei locali trendy, anzi li odio: sono pieni di gente con cocktail in mano che vaga dicendo cose appropriate ad altra gente. Gente che ti guarda come se il creato avesse toccato il suo compimento solo perchè loro esitono. E in quanto esistenti sono un'opera d'arte. Mi stancano più di una riunione di quattro ore con un cliente incazzato il cui referente prende tangenti perchè il lavoro che sto facendo venga dato, invece, al mio concorrente.

Credo che Dio inventò il cioccolato e i gatti per farsi perdonare di avere creato i ragni. Non credo nelle feste di compleanno: ci vogliono settimane per organizzarle, tutti avrebbero voluto essere lì (ma non esattamente in quel momento) e li metti in crisi perchè ti devono fare un regalo che non ti interesserà. Meglio le improvvisate. Credo che il Mac mi abbia reso la vita migliore. Se non ci fosse userei Linux, ma sono più contenta che ci sia. Credo che il system OSX sia un gran sistema operativo, se sorvoliamo sul fatto che ha almeno 3 cartelle font e che se smanetti in quella sbagliata la macchina rincoglionisce completamente.

Non credo nelle case ordinate: solitamente non hanno una libreria e se ce l'hanno è vuota. Infatti casa mia è un gran casino con pile di libri ovunque. All'ultimo trasloco erano centotre (103) casse. Al prossimo vi farò sapere.

Credo che la pubblicità è soprattutto studio del mercato, rispetto del cliente finale, comunicazione solida di un prodotto di qualità. Non c'è niente di peggio che parlare di un prodotto che tu non compreresti nemmeno morto.
Credo che l'idea creativa sia la glassa sopra la torta e non la torta stessa: deve essere chiara, liscia, golosa, leggera da digerire e far venire voglia di prendere un'altra fetta.
Non credo nella filosofia di alcune campagne pubblicitarie per cui "basta che se ne parli, anche male". Non credo nelle affissioni con bambini biondi figli di papà bruni: tutti si chiedono "ma il padre, sarà stato l'idraulico?" Non credo nella tecnica "un sedere e due tette, e vedrai che si vende!". Non credo in nessun tipo di pubblicità in cui la donna è un pò zoccola e l'uomo è un idiota con una sola cosa in testa. Fortunatamente l'umanità é meglio; quando é peggio, almeno, non lo é in modo tanto ovvio.

[modifica] Che cosa amo

Question everything degli 8stop7, La gita a Tindari di Andrea Camilleri, Senza Titolo e Slanted Cross di Franz Kline, Rain di Breaking Benjamin.
Seahorse di Devendra_Banhart, Il Maestro e Margherita di Bulgakov, che prima o poi riuscirò a finire, le sculture di Tony Cragg, i video di William Kentridge, le opere di Kara Walker.
Prufrock ed altre Osservazioni di T.S. Eliot, il Manganese Blue Hue di Winsor & Newton, i pennelli Serie 7 di Winsor & Newton, specie se li paga qualcun altro.
Unsung Psalm di Tracy Chapman, tutte le canzoni di De André se ironiche o pensose, Cent'anni di Solitudine di Gabriel Garcia Marquez.
Les Hourloupes di Dubuffet, Take Five di Dave Brubeck, Keith Jarret, il blu, la pasta di mandorle, il miele di fiori di limone.

Kaddish di Allen Ginsberg, Santiago (La Ballata Ingenua) di Federico Garcia Lorca, Silence di Lizz Write, lo spumante Occhetti, Please Please Please degli Smiths, i Cretti di Burri, Homeland di Li Songsong, la pittura cinese contemporanea, Veduta Aerea di Gian Maria Testa.
St Claire di Susanne Vega, Dancing Shoes di Bono, Italo Calvino, Heaven's Here On Hearth di Tracy Chapman, le Cartellate con il vino cotto, Another Sunny Day dei Belle et Sebastian, le sculture di Anselm Kiefer, Smiling Up the Frown degli Agents of Good Roots, il Gin Tonic, Picture of Jesus di Ben Harper, il prosciutto crudo della Valtellina, Streets of Philadelphia di Bruce Springsteen, gli U2 fino ad Acthung Baby o anche a Zooropa, ma con qualche riserva.
I Dire Straits, il bianco, il legno scuro e lucido, le macchine con assetto sportivo e linea italiana, A Church Is Burning di Simon&Garfunkel, Lindbergh di Fossati, le musiche di Mauro Pagani e il fuoco con cui suona, il pane fatto in casa, Richard Galliano, i jeans, gli eskimo imbottiti di piuma d'oca, le sciarpe fatte a mano, specie se molto lunghe.

In Povertà di Carne di Ungaretti, George Bernard Shaw per alcune cose, Dylan Thomas se non troppo ubriaco, il cioccolato amarissimo, i Cantucci con il Vin Santo purché secco e non dolce, Aspettando Godot, lo strudel fatto in casa con la cannella e le nocciole, Black Queen di Stephen Still, No Need To Argue dei Cranberries, gli Scones con il burro salato, le Karellian Pirkat, L'Autostrada di Daniele Silvestri, il Russian Caravan bollente e senza zucchero.

La tristezza produttiva, la ribellione costruttiva, la lotta pacifica, la resistenza non violenta, la forza di vivere, la voglia di sopravvivere, la dolcezza nell'essere felici e nel dormire, la pena e il dolore della tela vuota che non vuoi riempire.
I sogni dove volo, sciare con tutta la velocità possibile, i cieli in alta montagna, la luna in inverno.

La spensieratezza che non si è perduta, la sofferenza che porta saggezza, l'onestà con se stessi, lo stupore dei nuovi amori imprevisti.
Il tempo che passa, il viaggio che resta, quello che sta dietro alla prossima curva.

[modifica] Bozze, brutte, stracci vari

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